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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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I capigruppo si spaccano sul Giorno del ricordo

Dopo giorni di polemiche sul discorso contestato all'insegnate Catia Castellani durante le celebrazioni della Giornata della memoria, dalla politica spezzina un altro potenziale carico da novanta.

"Ha iniziato lui"
I capigruppo si spaccano sul Giorno del ricordo

La Spezia - Trasformare in gazzarra due giornate istituite per ricordare milioni di vite umane cancellate dalla follia. La politica spezzina ci sta riuscendo benissimo. Per la Giornata della memoria celebrata lunedì scorso l'obiettivo è stato centrato alla grande. Per la Giorno del ricordo del 10 febbraio prossimo i lavori sono in corso. Basterà avere un po' di pazienza.
Con gli occhi offuscati dalla faziosità da quattro giorni in città non si è fatto altro che parlare dell'intervento della professoressa Catia Castellani in Sala Dante. Un discorso che non era previsto nella scaletta dell'evento e che, per la frase "I ragazzi, che sono splendidi perché hanno lavorato benissimo questa mattina, devono mantenere intatto il senso dell'umanità e rimandare al mittente le facili parole d'odio della politica becera di questi ultimi tempi", ha innescato una serie di commenti e prese di posizione che si autoalimenteranno nei prossimi giorni.
A termini di regolamento, ma soprattutto per l'accordo stretto tra i capigruppo consiliari, nessuno, tranne gli alunni, avrebbe dovuto esprimersi dal palco di Sala Dante. Il peccato originale c'è tutto. Se poi a parlare è una esponente della sinistra radicale, candidata al Senato alle ultime elezioni, come a dire che i morti dei campi di concentramento stanno più a cuore a qualcuno piuttosto che a qualcun altro, allora l'errore è doppio.
Ma il grosso dei commenti non ha riguardato le questioni procedurali, bensì il contenuto della frase incriminata. Deduciamo che il motivo risieda sempre nel fatto che veniva pronunciato dalla professoressa Castellani, notoriamente di sinistra. Perché, dopo aver sbobinato l'intervento (leggi qui), letto e riletto quella frase non capiamo quale sia il motivo del contendere. "Parole d'odio" e "politica becera" in "questi ultimi tempi" sono concetti assolutamente oggettivi. Basta guardare i social network: fioccano le parole grosse, le accuse, le scorrettezze, le minacce... e non sono prerogativa né della destra, né della sinistra. Lo hanno ribadito a più riprese gli stessi consiglieri comunali nella seduta di lunedì sera, poche ore dopo che quelle parole erano risuonate in Sala Dante: scritte nazifasciste e antisemite, intimidazioni e minacce alla Lega e a Salvini, lanci di uova nelle sedi di partito... da tutte le parti venivano lamentati episodi di odio e politica becera.

Quindi: l'intervento formalmente non doveva essere fatto ed è evidentemente stato un autogol, ma non troviamo nulla, ma proprio nulla, da eccepire sul contenuto. Né che ci fosse un messaggio politico di parte. Consapevolmente o meno, a nostro avviso, la professoressa ha fatto una critica all'intero arco istituzionale. Il problema vero, per chi dal centrodestra ha gridato allo scandalo, essere che a pronunciare le parole sia stata un'esponente di sinistra, anche se forse per quei ragazzi che ancora non hanno fatto una scelta di parte in quel momento era solamente un'insegnante che li metteva in guardia da odio e becerismo.

Magari per loro la lezione avrebbe potuto cogliere nel segno, ma il seguito non è stato dei più edificanti, con richieste di rimozione dal ruolo di insegnante seguite da richiami a Piazzale Loreto, trascrizioni del discorso della professoressa vere o presunte tali e chi più ne ha più ne metta.
E ancora ieri la politica spezzina, seppure lontana da occhi indiscreti, ha dato il meglio di sé: la conferenza dei capigruppo, riuniti a Palazzo Civico, è stata uno show non proprio imperdibile. Il presidente Giulio Guerri ha dato lettura della lettera con la quale Francesca Del Santo, dirigente del Liceo Mazzini in cui insegna Castellani, esprimeva rammarico per quanto accaduto e notava come la vicenda avesse messo in secondo piano l'impegno dei ragazzi per la Giornata della memoria. Tra i capigruppo di centrodestra c'è stato chi si è dichiarato insoddisfatto dal contenuto della lettera, pretendendo scuse ufficiali per rispetto al consiglio comunale, e chi ha proposto che alla Giorno del ricordo, per controbilanciare, sia concesso di intervenire ad Aned e all'associazione Giuliano Dalmata, in deroga alla decisione di far esibire solamente gli studenti, come avrebbe dovuto accadere lunedì. Il clima si è fatto incandescente e alcuni capigruppo della minoranza hanno lasciato la riunione su tutte le furie.

Come dicevamo, l'avvicinamento alla Giornata del ricordo, potrebbe finire per essere politicizzato e ricco di colpi di scena. Quanto accaduto due anni fa, quando l'allora sindaco Federici lasciò Sala Dante in protesta con il ringraziamento rivolto a CasaPound da un esule (leggi qui) e la vicenda degli ultimi giorni non sembrano aver insegnato gran che. Vige quell'infantile "ha iniziato lui". E pare che, in fondo, dei morti nei campi di concentramento e nelle foibe non interessi a nessuno.

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