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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Febbraio - ore 22.15

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Giovani Pd con Zingaretti: "Il domani appartiene a chi ha il coraggio di inventarlo"

Mentre il centrosinistra sembra essersi congelato (o congedato?), qualcuno in casa 'dem' prova a uscire dalle cantine. "In questi anni di autoreferenzialità, generata una distanza col popolo che sembra incolmabile".

Il pd e un pulviscolo di fazioni
Giovani Pd con Zingaretti: "Il domani appartiene a chi ha il coraggio di inventarlo"

La Spezia - Impegnarsi in politica al giorno d’oggi è un compito complesso, ognuno di noi ha esperienze e percorsi di vita diversi, ma la passione e la voglia di contribuire al miglioramento della società in cui viviamo ci ha sempre accomunato. Da tempo ci impegniamo quotidianamente nella scuola, nell’università, nel lavoro o semplicemente nella comunità in cui viviamo, consapevoli di portare con noi la responsabilità data dai valori con cui volevamo costruire la nostra società: l’equità sociale, che si applichi nelle pari opportunità di realizzazione nel lavoro e in qualsiasi altro contesto sociale, senza mai arrendersi ad un sistema e ad una società che appare sempre più disgregato nella sua totalità e privo di opportunità reali per i molti. In questo quadro, il Partito Democratico ha fallito, ha fallito nell’importante compito storico che gli era stato dato, nonostante si facesse rappresentante di quei valori fondanti che lo hanno da sempre contraddistinto: la solidarietà sociale, la partecipazione democratica ai processi istituzionali, la rimozione delle disuguaglianze, la sostenibilità in termini di sviluppo economico, sociale ed ambientale.

Disorientati.
Questo è ciò che siamo stati in questa fase, così come molti dei nostri coetanei, così come molti elettori che storicamente avevano sempre espresso il loro sostegno e la loro condivisione ai progetti di trasformazione sociale delle forze popolari e di Sinistra. Oggi, molti, in quello che si poteva definire il nostro popolo, si sono ritrovati invece a scegliere e a sostenere altro, nella ricerca di una protezione sociale e di una effimera percezione di sicurezza. Disorientamento, il nostro, dovuto in buona a parte ai nostri errori, lontani da quelle istanze e da quelle paure, percepiti come più interessati all’abbattimento delle barriere che ostacolavano il libero passaggio delle “merci” e dei flussi finanziari, piuttosto che attenti alla quotidianità delle persone. Il partito ha vissuto quasi esclusivamente nelle istituzioni, e molti dei suoi rappresentanti hanno vissuto, in questi anni, nella totale autoreferenzialità, generando una distanza tra noi e il nostro popolo che sembra oggi incolmabile. Una politica fatta solo di posizionamento di singoli dirigenti ha deluso i nostri elettori, non solo in quanto tali, ma anche come persone che sempre hanno creduto nei valori della sinistra. Pertanto abbiamo il diritto, ma anche il dovere di ritrovare un’identità nostra, attivandoci nel coinvolgimento di nuovi soggetti sociali, di tutti quei cittadini capaci e volenterosi e di tutti coloro che rifiutano l’intolleranza come soluzione ad ogni costo; occorre lavorare per far comprendere ai più che la sicurezza non vuol dire stato di polizia, che una società non cresce se in molti rimangono indietro, e che l'economia lasciata a se stessa non riuscirà ad appianare le differenze; le diseguaglianze sono oggi troppo pesanti per pensare che sia sufficiente il merito come criterio di avanzamento sociale.
Ripartire dopo una catastrofica sconfitta, ripartire dall'opposizione ad un governo che ogni giorno dice di voler rassicurare le classi più deboli ma che nella sua azione riduce i diritti e le opportunità. Crediamo nella necessità di includere senza rottamare, di aprirci senza paure al mondo che cambia senza rinnegare i valori della nostra storia che, per tanti compagni di viaggio, hanno dato il senso all'impegno di una vita.

Con questo spirito accogliamo con favore la sfida che Nicola Zingaretti sta lanciando al Partito Democratico e al Paese candidandosi alla segreteria nazionale. Sosteniamo il merito della sua battaglia e il metodo con cui la sta conducendo, con la forza della sua biografia personale e della sua esperienza di amministratore e uomo di partito. Siamo sicuri che saprà ricostruire una comunità che viva oltre le mura del Parlamento. Per questo ci sentiamo coinvolti di nuovo in un percorso politico e ci facciamo promotori della nascita del primo Comitato “Piazza Grande Futuro”. In questo percorso non vogliamo essere soli. Chiamiamo a raccolta tutti i giovani impegnati quotidianamente nei loro territori, nelle realtà associative, nel tessuto economico e produttivo, nel mondo dei saperi.

Crediamo nella costruzione di un grande fronte della trasformazione sociale, di uno spazio di agire civico e politico capace di contribuire a riannodare tutti i fili che in questi anni abbiamo spezzato, che garantivano il radicamento sociale e la funzione storica del nostro Partito. Noi a quella funzione non vogliamo rinunciare e nel progetto del Partito Democratico vogliamo continuare a credere: per la nostra generazione e per l'Italia. Siamo consapevoli che non sarà semplice e che il congresso che abbiamo davanti a noi non potrà rappresentare esclusivamente lo strumento di riposizionamento e di sopravvivenza dei gruppi dirigenti. Oggi proviamo a dare un contributo affinché questo affascinante quanto complesso progetto nasca e viva partendo “dal basso”. Noi ci siamo perché sappiamo che il domani appartiene a chi ha il coraggio di inventarlo.

Irene Cecchini - direzione provinciale PD

Gianmarco Franchi - segretario prov GD - direzione prov PD - direzione regionale PD

Iacopo Montefiori - segretario circolo PD Pitelli - direzione provinciale PD

Eugenio Moscatelli - assemblea provinciale PD

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