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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 08.26

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Gagliardi: "Dobbiamo superare decenni di immobilismo"

Intervista alla candidata all'uninominale del centrodestra per la Camera. Ecco quali sono i punti centrali del suo programma e quali le sue opinioni sui temi del momento.

Le dieci domande di CDS
Gagliardi: "Dobbiamo superare decenni di immobilismo"

La Spezia - Quando si dice bruciare le tappe. All'indomani della sua prima corsa elettorale, conclusa con oltre 350 preferenza personali, Manuela Gagliardi è stata scelta per far parte della giunta del sindaco Pierluigi Peracchini, con le deleghe alle Partecipate e al Patrimonio. Dopo sette mesi il suo volto è nuovamente sui manifesti e i santini elettorali, ma l'orizzonte è cambiato ed è quello di Montecitorio. Gagliardi, avvocato specializzato in diritto penale, civile e amministrativo, è infatti la candidata nel collegio uninominale per il centrodestra.

Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a candidarsi per questa tornata elettorale? Quali impegni si sente di assumere nei confronti degli elettori?
"La candidatura alla Camera dei Deputati è stata un’opportunità, che abbiamo deciso di cogliere insieme ai compagni della splendida avventura che ci ha portato a cambiare la Liguria con Giovanni Toti e La Spezia con Pierluigi Peracchini. Il primo impegno, che onestamente non avrò molte difficoltà a mantenere ogni giorno, è mantenere il legame quotidiano col territorio, col mio sindaco, con la mia città".

In che cosa il programma nazionale del suo partito e della sua coalizione possono incidere sulla vita degli abitanti della provincia della Spezia?
"In moltissimi ambiti. Meno tasse, meno burocrazia, più sostegno a imprese e privati sono ricette efficaci ovunque nel mondo e ancor più nella nostra provincia, strozzata negli ultimi anni da politiche e scelte sbagliate. Penso in particolare allo sviluppo infrastrutturale: dobbiamo superare decenni di immobilismo cui è stato costretto il nostro territorio da una classe dirigente miope, interessata soltanto alle poltrone e incapace di un’idea di sviluppo e di futuro".

La campagna elettorale sino a ora si è svolta prevalentemente nei salotti dei talk show delle tv nazionali e negli incontri faccia a faccia, tra volantinaggi, gazebo ed eventi sul territorio. Non si è assistito al confronto tra i candidati locali sul merito delle questioni. E' il sintomo della convinzione che i giochi si facciano altrove?
"Per quel che mi riguarda ho scelto di confrontarmi coi cittadini, come faccio quotidianamente nella mia attività amministrativa da vicesindaco e nelle ultime settimane di campagna elettorale: nei mercati, nei bar, in piazza e per strada. Sento la responsabilità, che è anche una straordinaria opportunità, di poter riportare al voto i cittadini delusi dalla politica. Oggi la sfida è tra noi che abbiamo un’idea ben chiara di sviluppo e di futuro e l’antipolitica incarnata dai Cinque Stelle, che dicono no a tutto: un’antipolitica che è cresciuta e forte nel nostro territorio in contrapposizione alla classe dirigente espressione del Pd che si è chiusa nelle stanze e ha ingessato un territorio dalle mille opportunità".

L'agenda politica è stata caratterizzata per lungo tempo dalle questioni relative all'immigrazione, alla sicurezza e all'antifascismo scaturite dai fatti di Macerata. Qual è la sua opinione in merito?
"Gli italiani e gli spezzini non sono razzisti: i nostri padri e i nostri nonni sono emigrati nel mondo. Il problema non è l’immigrazione, che può e deve essere una ricchezza, ma l’immigrazione clandestina: con gli oltre 600mila immigrati clandestini che gli ultimi governi hanno fatto sbarcare nelle nostre coste. Se parliamo dell’antifascismo come un valore, è parte integrante della carta costituzionale e di ognuno di noi. Se parliamo invece dell’antifascismo come quella foglia di fico dietro cui si nasconde la politica che non ha argomenti, non lo commento neppure. Si commenta da sé".

Ritiene necessaria la realizzazione di un quarto lotto per la Variante Aurelia? E sul rigassificatore di Panigaglia che opinione ha: impianto da smantellare o sito strategico da mantenere e rendere più efficiente per le sfide energetiche e del futuro della navigazione?
"La variante Aurelia va completata per il bene del territorio, come da progetto in essere. Non ci sono dubbi a riguardo, fermo restando la tutela del territorio. I lavori sono ripresi lato Felettino - Buonviaggio lato Melara e spero che presto venga sciolto il nodo tecnico per superare il problema verificatosi ai piedi di San Venerio. Sul rigassificatore di Panigallia, è materia di piano energetico nazionale che prevede la strategicità del sito per gli interessi nazionali: un asset strategico per il paese da valutare con il prossimo Governo. Una certezza: dal 2021 le navi dovranno utilizzare il GNL per entrare nei porti al fine di tutelare l’ambiente".

Nel rapporto tra Marina militare e città pesano non poco le decisioni prese a livello ministeriale. Quale disegno ha in mente per la base navale e l'arsenale?
"Fermo restando che dovremmo dialogare con il nuovo Governo, l’Arsenale e la base navale sono oggi come in passato strategici: soprattutto se integrati e aperti al sistema produttivo dell’industria militare italiana. Non possiamo dimenticare come, tuttavia, sia utile e necessaria una razionalizzazione degli spazi per uno sviluppo economico e sociale della Città".

Il lavoro, uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Quale ricetta per il territorio spezzino e quale contributo lei potrebbe dare da Roma in questo senso?
"Sosteneva Winston Churchill: “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico”. Oggi le imprese italiane sono strozzate da una tassazione folle e da una burocrazia elefantiaca. Meno tasse, un’aliquota uguale per tutti, semplificazione delle regole: ricette che hanno funzionato ovunque nel mondo e che funzioneranno in Italia e alla Spezia. Aggiungo importanti sgravi fiscali per chi assume, soprattutto i giovani".

Analisti e addetti ai lavori ritengono probabile la necessità di un accordo post elettorale per la creazione di un governo. Se il suo partito fosse coinvolto nella decisione di andare al governo con forze politiche che al momento sono vostre avversarie quale posizione terrebbe?
"Vinceremo e con larga maggioranza, il tema francamente non si pone".

L'Italia, l'Europa e l'euro. Dentro o fuori? E a quali condizioni?
"Serve più Italia in Europa e meno Europa in Italia. Finora la voce dell'Italia non è stata abbastanza forte a Bruxelles, soprattutto sull'immigrazione. Per questo serve un cambiamento, che il centrodestra può garantire, con una maggioranza larga e dando finalmente stabilità e credibilità al Paese".

Buona parte del dibattito politico affronta temi poco sentiti dalle nuove generazioni. Convinca una giovane laureata a rimanere in Italia.
"Fai una X su uno dei partiti del centrodestra il 4 marzo. È il tempo di voltare pagina rispetto alle politiche del passato. Da una parte c’è chi ha governato fino ad oggi, e che conserva una visione statalista del mondo. Dall’altra i grillini che dicono no a tutto: anche al futuro. Poi ci siamo noi. Oggi possiamo apportare nuove energie e nuove idee alle sfide che abbiamo di fronte: dobbiamo ricostruire il nostro paese mattone su mattone. Partendo dai giovani, perché senza i giovani non c’è futuro".

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