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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 13.26

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Fumata nera dalla Regione per il Puc. Federici: "Non lo hanno letto"

Ieri la nota da Genova che giudica la documentazione improcedibile per assenza di carte obbligatorie. Ma la Vas prosegue... Il Comune: "Atto politico, nel Puc c'è tutto. Non una telefonata: è venuta meno la leale collaborazione tra istituzioni".

Fumata nera dalla Regione per il Puc. Federici: `Non lo hanno letto`

La Spezia - Chi pensava che con l'adozione votata in extremis dal consiglio comunale, la vicenda del nuovo Puc si poteva dire conclusa si sbagliava di grosso.
Ieri gli uffici dell'Urbanistica della Regione hanno inviato a Palazzo civico una nota con la quale definiscono irricevibile la documentazione, bloccando di fatto l'iter amministrativo del Piano. Un rilievo che potrebbe consentire alla prossima amministrazione di stralciare il Puc appena adottato. Piano tecnico e piano politico, dunque, si intrecciano in maniera stretta, tanto più su quello che viene comunemente considerato l'atto amministrativo per eccellenza, quello della pianificazione urbanistica della città.
Dalla Regione, però, specificano immediatamente quanto segue: "Gli uffici regionali dell’Urbanistica nello svolgimento delle ordinarie funzioni di esame dei Puc, i Piani urbanistici comunali, hanno rilevato che il Piano inviato dal Comune della Spezia il 15 maggio scorso, era mancante di documenti obbligatori per la sua approvazione. L’atto adottato dagli uffici tecnici dell’Urbanistica è quindi un atto dovuto a motivazioni giuridiche, nel pieno rispetto delle competenze tecniche e amministrative dell’ente regionale. Per questo motivo gli uffici regionali hanno scritto al Comune, comunicando l’improcedibilità per violazione dell’art. 27 della Legge regionale 36 del 1997, e di provvedere immediatamente alle integrazioni".

Il piano politico
La bocciatura ricevuta da Genova ha sorpreso non poco il sindaco Massimo Federici, la giunta e gli uffici comunali, che sono rimasti interdetti.
"Una iniziativa così istituzionalmente scorretta non si era mai vista - ha tuonato il primo cittadino nel corso di una conferenza stampa convocata nel pomeriggio in Sala giunta -. Sono amareggiato e sconcerto, e il richiamo alla 'leale collaborazione tra le istituzioni' presente nella Costituzione non è affatto eccessivo. Il Puc è il dispositivo di legge più importante per un Comune, lo abbiamo costruito in tre anni di intenso e coraggioso lavoro lontano dai partiti degli affari, nell'esclusivo interesse della città. E' evidente l'intenzione di farcela pagare perché non abbiamo concertato coi poteri forti. C'è un lampante tentativo di mettere le mani sulla città. In Regione c'è chi vuole far fuori i Parchi naturali, chi propone Piani casa finti, attraverso i quali bypassare i piani regolatori. Hanno messo in atto un'iniziativa sottile, mi complimento con chi l'ha architettata... ci vengono mosse contestazioni inconsistenti e plateali. Hanno trovato il modo per impedire che il nuovo Puc diventi legge, per fare un favore a qualche portatore di interesse. Non dimentichiamo che con questo Piano di passa da 712mila a 393mila metri quadri di costruzioni, c'è un taglio alla cementificazione del 45 per cento. E questa decisione ha pestato i piedi a qualcuno".
E' stato un fiume in piena, il sindaco, che ha bollato l'atto ricevuto dalla Regione come "una manovra politica bella e buona".
"Pensavamo che la città avesse il diritto di decidere per se stessa. Invece adesso rischiamo di vedere realizzati l'ecomostro di Valdellora (perché questo è, lo si vede bene), in un'area già troppo urbanizzata, o tante altre costruzioni nella zona pedecollinare, estremamente fragile per le ormai note questioni idrogeologiche. E poi potrebbero vedere la luce nuovi centri commerciali, che eravamo riusciti a fatica a stoppare. Ci avevano detto 'Vi faremo saltare tutto', 'Non avete la forza di andare sino in fondo'. Non sono riusciti a bloccarci prima dell'adozione, hanno utilizzato un modo diverso. Abbiamo promosso una conquista - ha proseguito Federici -, una riflessione vera sulla città che voleva superare gli aspetti negativi dei vecchi piani, che ci siamo portati dietro dal 1987. Abbiamo detto no a uno sviluppo distorto, attraverso un Puc che sarebbe un vanto per qualsiasi città. Spero in una reazione, in una indignazione forte, anche per le tempistiche con le quali tutto questo sta avvenendo e che ci consegnano un messaggio torbido. Non lo hanno nemmeno letto, il nostro Puc, hanno solo cercato espedienti per questa porcata istituzionale e, soprattutto, politica".

Un discorso a braccio, nel corso del quale, il sindaco si è trattenuto più volte, prima di lasciare la parola all'assessore alle Attività produttive, Corrado Mori.
"E' stato fatto un uso politico delle istituzioni a fini di propaganda elettorale, che crea precedente impegnativo. La Regione - ha rincarato la dose Mori - negli ultimi giorni si è contraddistinta in maniera pesante per azioni contro La Spezia e gli spezzini: ha negato le risorse per la copertura della Curva Ferrovia e per il rifacimento di Piazza Cavour. Ma ora vediamo che non si limita a non dare un euro, ma prova anche a mettere in difficoltà la progettualità del Comune. Il nostro compito adesso è evidenziare i rischi che la città va correndo e prevenirne gli esiti. La Regione, per fortuna, non ha il potere di togliere la clausola di salvaguardia, ma se non riusciremo a rimettere il Puc sul suo binario quello che accadrà è il fiorire di grandi superfici di vendita: parliamo di quelle nell'area ex Sio, nell'area ex Ip, che potrebbero piegare definitivamente la rete commerciale. Bisogna ammettere che questo è avvenuto anche per scelte del passato, ma avevamo tutti concordato di dire basta. Una scelta che oggi viene messa in discussione".
"La prossima amministrazione potrà decidere di rifare tutto da capo, ma si tratta di una mossa politica non semplice. Noi abbiamo avuto il coraggio politico di fare questo Puc, ce ne vuole anche per disfarlo. Altro modo è affossarlo per vie surrettizie", ha aggiunto Federici.

Gli aspetti tecnici
L'ufficio legale del Comune è stato incaricato di mettere in atto le contromisure, che si concretizzeranno nelle prossime ore con l'invio di una serie di contro-osservazioni. E poi, in base alla replica che giungerà dagli uffici regionali, verrà valutata l'ipotesi di impugnare la nota di ieri di fronte al Tar.
I motivi li ha spiegati l'avvocato Laura Niggi, dirigente del Servizio ambiente del Comune.
"Siamo rimasti sconcertati da questa nota. C'è stata una interlocuzione positiva con gli uffici regionali: abbiamo fatto insieme la fase di scooping della Vas a partire da marzo 2015. Ci siamo interfacciati spesso, invece per quel che ci è stato comunicato ieri, non abbiamo avuto nessuna avvisaglia, nessun preavviso. Non vengono sollevate obiezioni nel nel merito, ma vengono contestate solamente delle formalità. All'interno della documentazione ci sono tutti gli elementi per poter fare istruttoria, nella sostanza non manca nulla. Ma va letto... Ci sono state sollevate rimostranze ambientali dagli uffici urbanistica, mentre da quelli del settore ambientale non c'è alcuna obiezione... e infatti l'iter della Vas va avanti regolarmente. L'invio completo della documentazione è avvenuto il 25 maggio e il 6 giugno era già stata esaminata... Forse con una lettura più attenta della mole di pagine fornite ci si sarebbe resi conto che quello che ci viene richiesto in realtà è nel Piano. La disciplina paesistica è il piano, è presente ovunque ed è specificato all'interno. Il Pdcp viene declinato in tutte le sue componenti nelle schede. C'è tutto quello che occorre per l'istruttoria. E non c'è stata nessuna telefonata tra funzionari, prima di esprimere un parere negativo". La nota firmata da Antonio Gorgoni, dirigente dell'Urbanistica della Regione, dunque, non convince i colleghi di Palazzo civico.

"Il Puc presentato - ha ripreso la parola Federici - non è in violazione di nessuna norma. Si deve avere il rispetto dovuto, sarebbe bastata una telefonata. In dieci giorni dall'invio della documentazione integrativa richiesta hanno espresso il loro parere, a volte ci mettono anni. Viene da pensare che i Puc sostenibili e i Parchi vogliano essere affossati. La vicenda del Piano spiagge di Sarzana, che aveva superato la procedura di Vas, è stato bocciato. Quello del Comune di Ameglia, presentato in maniera del tutto simile, è invece stato approvato. Credo che queste vicende meritino approfondimenti, anche sul piano legale"

Sino a novembre del 2016, in una eventualità come quella che si è concretizzata nella giornata di ieri, era prevista una fase di compensazione per le integrazioni alla documentazione. La norma è stata eliminata, così all'atto pratico, per il Puc si preannuncia il ritorno in consiglio comunale.
La battaglia legale che si paventa di fronte al Tar potrebbe richiedere molto più tempo di quello dell'insediamento del prossimo consiglio spezzino, quindi le sorti del Puc paiono essere più in mano alla prossima amministrazione che ai giudici amministrativi liguri. Quel che davvero non è chiaro è di che colore sarà la prossima maggioranza.

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