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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Luglio - ore 14.18

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Frasi omofobe e antisemite e niente patrocinio al Gay Pride. Bagarre in consiglio

(Ri)scoppia il caso in Regione per le frasi di De Paoli e Vittorio Alessandro sull'omosessualità e l'Olocausto. Parte dell'opposizione furiosa per il mancato patrocinio da parte della Regione al Liguria Pride di domani.

Frasi omofobe e antisemite e niente patrocinio al Gay Pride. Bagarre in consiglio

La Spezia - Un odg per condannare le frasi omofobe passa, l'altro no e la Regione Liguria non darà il patrocinio al Gay Pride previsto per domani a Genova. Ed è così che in Regione è scoppiato un nuovo caso con l'opposizione fa blocco contro la Regione e si scatena riportando agli onori della cronaca le frasi di De Paoli sugli omosessuali e quella del presidente del Parco delle Cinque Terre Alessandro sull'Olocausto.
Le frasi di De Paoli e Alessandro. La bagarre degli odg E a colpi di dichiarazioni il Pd regionale, Liberamente e Rete a Sinistra si scatenano. Il dibattito e la conseguente bocciatura dell'odg si è tenuto questa mattina in consiglio. In merito il gruppo del Pd regionale ha scritto in una nota: " La destra ligure ha mostrato ancora una volta il suo volto intollerante e omofobo in Consiglio regionale. E lo ha fatto esibendo persino un imbarazzante (e imbarazzato) doppiopesismo, sostenendo che un rappresentate istituzionale può tranquillamente pronunciare frasi denigratorie nei confronti delle persone omosessuali".
Il Partito Democratico. "Succede infatti che il consigliere della Lega Nord De Paoli (famoso per le dichiarazioni su gay e forni di qualche mese fa, nei confronti delle quali Toti e il centrodestra non hanno mai preso le distanze) - si legge ancora nella nota - abbia presentato un ordine del giorno per stigmatizzare le affermazioni del presidente del Parco delle Cinque Terre ("Vabbè, lo sterminio. Però ha portato tanto turismo"). Alla richiesta della minoranza di emendare il documento, aggiungendo anche la condanna per le parole discriminatorie pronunciate dallo stesso De Paoli fuori e dentro la commissione sulle pari opportunità (alcune messe anche a verbale) la maggioranza, però, si è sfilata e ha bocciato la modifica. Il Pd invece ha votato l'ordine del giorno contro le frasi del presidente del Parco, parole per le quali lo stesso presidente si era immediatamente scusato".
"Ma non è tutto - hanno proseguito dalle fila del Pd - . Quando poi abbiamo presentato un altro ordine del giorno urgente e specifico, in cui chiedevamo di condannare esplicitamente qualsiasi affermazione omofoba pronunciata da qualsiasi rappresentante delle istituzioni il centrodestra, compatto, ha votato contro. Come a dire: chi pronuncia frasi come quelle dette dal presidente del Parco delle Cinque Terre va fermamente condannato (e su questo, naturalmente, siamo tutti d'accordo), ma chi discrimina e insulta gli omosessuali (soprattutto se è del centrodestra) la può fare franca. Ma queste persone non si vergognano proprio mai? Domani a Genova ci sarà il Gay Pride e questa presa di posizione omofoba da parte del centrodestra ligure è un pessimo segnale".
Liberamente e Rete a Sinistra. L'ordine del giorno presentato da De Paoli è passato con 24 voti, quello presentato dall' opposizione, a firma di è stato bocciato ottenendo 16 voti voti contrari e 12 favorevoli. Sulla mancata approvazione dell'odg Rete a Sinistra e Liberamente scrivono: "La Lega perde l’ennesima occasione per censurare frasi e comportamenti discriminatori contro gli omosessuali – dichiarano i consiglieri regionali di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino e Francesco Battistini -. Il centrodestra applica due pesi e due misure: tutto bene se chi discrimina è un membro della propria coalizione; si solleva invece la ferma condanna se a discriminare è qualcun altro. Con questa mossa il centrodestra non ha voluto irritare De Paoli, per non mettere a rischio la risicata maggioranza".
"In aula noi abbiamo sentito forte il dovere di condannare le parole del presidente del Parco; ma ugualmente abbiamo richiesto che si stigmatizzasse il comportamento di De Paoli, come raccontato dai verbali di quella commissione – sottolinea Battistini -. È il centrodestra ad aver suggerito esplicitamente questo parallelismo, a maggior ragione ci saremmo aspettati un comportamento coerente: per questo ho proposto un emendamento, poi trasformato nel secondo OdG, che condannasse in egual misura entrambi i fatti. Ma in questo caso il centrodestra ha mostrato palesemente la sua doppia morale»".
"Sgombriamo il campo da qualsiasi dubbio: noi, come Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria rifiutiamo qualsiasi forma di discriminazione, sia essa di razza, di orientamento sessuale, religioso o politico, a prescindere da chi la pronunci. E condanniamo chiunque esprima idee di questo tipo –commenta Battistini -. Per questo abbiamo votato a favore di entrambi gli OdG, a differenza del centrodestra e del MoVimento 5 Stelle. A nostro parere la vera intenzione dell’OdG leghista era suggerire un messaggio autoassolutorio: colpire qualcun altro per sviare l’attenzione da sé".

Il commento di De Paoli.Il consigliere della Lega, racconta un altro dettaglio di quanto avvenuto oggi in aula relativamente alla famosa frase scritta su Facebook dal presidente del Parco Vittorio Alessandro: "La frase offensiva ed antisemita - scrive De Paoli - , oggi è stata condannata all’unanimità dai consiglieri regionali del centrodestra, del Pd e di Rete a Sinistra-LiberaMente Liguria. Mentre i consiglieri del M5S hanno abbandonato l’aula al momento della votazione sul relativo ordine del giorno".
“Ho chiesto ed ottenuto la ferma condanna del Consiglio regionale per le dichiarazioni del Presidente del Parco delle Cinque Terre – spiega De Paoli – perché rappresentano un insulto morale a tutti i discendenti delle vittime dei massacri e dello sterminio di massa perpetrati dai nazisti durante l’Olocausto.
Si tratta di milioni di persone che sono state offese e chiamate impropriamente in causa da un Amministratore pubblico. Una cosa del genere, in una società libera e democratica come la nostra, è inammissibile".
"Come al solito - incalza De Paoli -, alcuni consiglieri del Partito Democratico hanno strumentalizzato ad arte la questione perché successivamente hanno presentato un altro ordine del giorno in cui chiedevano sia la condanna delle frasi antisemite di Vittorio Alessandro sia di quelle omofobe a me ingiustamente attribuite, attaccandomi personalmente. Voglio ricordare e ribadire che non ho mai pronunciato alcuna frase omofoba, né fatto dichiarazioni discriminatorie verso nessuno. Credevo che la mia storia fosse stata già ampiamente chiarita ed archiviata, anche per quei consiglieri di opposizione che non perdono occasione per attaccarmi strumentalmente sulla base di fatti non corrispondenti al vero".
"Purtroppo - conclude il consigliere della Lega -, mi rendo conto che viene continuamente utilizzata in modo improprio contro di me per colpire la Lega e il centrodestra vittorioso alle ultime elezioni. Le due questioni, comunque, risultano indubitabilmente del tutto diverse. Perché le offese pubblicate dal Presidente del Parco delle Cinque Terre, di fatto, sono state scritte ed intenzionalmente rese visibili a tutto il pubblico del social network. Mentre le presunte dichiarazioni, a me ingiustamente attribuite e riportate da altri, non sono altro che possibili fraintendimenti o mera propaganda mediatica a fini politici”.

Il secondo capitolo, il mancato patrocinio della Regione per il Gay Pride. Per Pd, Liberamente e Rete a Sinistra il mancato patrocinio della Regione al gay pride di domani è una vicenda triste ed esprimono il proprio dissenso in una nota congiunta di Raffaella Paita e Gianni Pastorino che scrivono: " Regione Liguria ha negato il patrocinio istituzionale al Liguria Pride di domani. E lo ha fatto con una laconica comunicazione dell’assessore Cavo inviata questa mattina agli organizzatori, perché la manifestazione “non è ritenuta in linea con il programma politico” della maggioranza “in materia di politiche sociali e di tutela della famiglia”. Curiosamente questa decisione è stata maturata a poche ore dall’evento e lo stesso giorno in cui il centrodestra ha sancito, con il proprio voto in Consiglio regionale, che chi denigra le persone omosessuali non va condannato. È davvero una brutta deriva quella presa dalla nostra regione sul tema dei diritti civili. La destra degli sportelli antigender vuole farci tornare indietro di decenni rispetto a conquiste sociali importanti. Posizioni antistoriche e discriminatorie che, come Rete a Sinistra/ Liberamente Liguria, Sinistra Italiana e PD, continueremo a condannare e combattere. Tutto ciò senza creare distinzioni fra opposizioni, perché sul tema dei diritti civili ci devono essere percorsi unitari forti".

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