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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Febbraio - ore 11.23

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Frana di Montalbano, il cantiere slitta a gennaio

Chiuso il discorso degli espropri, non senza qualche difficoltà. Di un'Ati genovese la migliore offerta, manca l'aggiudicazione. Piaggi: "L'aperitivo sotto la frana? Lo faremo insieme agli operai che lavorano".

nove mesi di lavoro
Frana di Montalbano, il cantiere slitta a gennaio

La Spezia - Il bando di gara è andato e c'è un vincitore. Anzi ce ne sono tre, vengono da Genova e si sono associati per aggiudicarsi la costruzione del ponte che bypasserà la frana di Montalbano e ricucirà l'arco collinare spezzino interrotto da più di sette anni. Manca l'aggiudicazione definitiva, che passa attraverso i controlli che saranno svolti sulle ditte coinvolte che hanno garantito un ribasso del 26%. L'ultimo passo prima di iniziare a programmare l'apertura del cantiere, che a questo punto potrebbe sorgere tra gennaio e febbraio del 2019.
L'assessore Luca Piaggi ha fatto il punto ieri in commissione lavori pubblici, presieduta eccezionalmente da Marco Raffaelli in sostituzione di Maria Grazia Frijia. "Il progetto è nato in aprile, poi ci siamo dedicati a prendere contatti con i proprietari terrieri interessati dagli espropri - ha messo in fila l'assessore - Sono state attivate delle transazioni, tutta una fase che si è protratta oltre le nostre intenzioni. Per questo la frana di Montalbano sconta un ritardo rispetto a quella di Viseggi, che ha visto i lavori iniziare a settembre scorso e che contiamo di terminare entro fine anno".

C'è insomma già un minimo ritardo accumulato rispetto al desiderio di inaugurare il manufatto che unirà di nuovo Sarba e Isola in occasione dell'ormai tradizionale 'Aperitivo sotto la frana' organizzato dai residenti ogni estate. "Diciamo che al prossimo aperitivo saranno invitati anche gli operai che staranno lavorando in quei giorni", se la cava l'assessore che poi si dedica a spiegare alcuni tecnicismi sull'appalto. "Non è stata una gara con aggiudicazione al massimo ribasso, ma con il principio dell’offerta più vantaggiosa - illustra ai consiglieri - Quindi tenendo conto non solo del prezzo, ma anche delle eventuali migliorie e specifiche rispetto al lavoro che si andrà a fare".
"C'è una differenza sostanziale - sottolinea l'ingegner Gianluca Rinaldi in merito - Nel primo caso si spara un'offerta e si vede come va, nel secondo prima di mettere in campo una cifra bisogna svolgere studi approfonditi sul tipo di intervento, ci sono analisi molto onerose da fare che già di per sé determinano una scrematura. Una garanzia anche per il committente che ha la certezza che chi partecipa si è già reso conto dei lavori che lo aspettano eventualmente". I numeri dei due appalti 'cugini' lo dimostrano: per la frana di Viseggi (massimo ribasso) i partecipanti sono stati 230, per la frana di Montalbano (offerta più vantaggiosa) solo quattro.

Nove mesi dall'apertura del cantiere per concludere i lavori, che costeranno 1.4 milioni di euro. Una soluzione che dovrebbe essere definitiva dopo che già più di 2 milioni sono stati spesi per evitare che il fronte franoso si allargasse e travolgesse altre case oltre a quella che fu irrimediabilmente danneggiata il giorno in cui lo smottamento si manifestò. Una cifra di cui il consigliere Umberto Maria Costantini chiede conto. "Non tutte le opere fatte dalla precedente giunta si rivelarono azzeccate - spiega l'assessore Piaggi - Furono usati pali troppo corti per consolidare il pendìo per esempio, frutto di uno studio geologico superficiale. Fatti carotaggi più profondi, ora sappiamo che la frana arriva fino a 36 metri di profondità mentre allora si pensava si fermasse molto prima. Gli stessi tubi installati per permettere il drenaggio delle acque sono inutili, visto che sono stati posizionati in un punto in cui di acqua non ce n'è".
La soluzione del ponte garantirà la riapertura della viabilità, ma la frana continuerà ad essere un vicino di casa. Un vicino da tenere sott'occhio per gli anni a venire. Del movimento ancora in atto e del materiale che continua a scendere chiede notizie Marco Raffaelli. "A monte del ponte sarà costruita una briglia che raccoglierà i detriti che si depositano a valle - illustra l'ingegner Rinaldi - Questa andrà svuotata regolarmente per evitare che queste masse intasino il corso del Dorgia a valle".

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