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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 22.31

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Forcieri, Lombardi e Melley compagni di banco del Pd, e ora?

Un futuro tutto da immaginare, tra possibili convergenze e fratture fatali.

Forcieri, Lombardi e Melley compagni di banco del Pd, e ora?

La Spezia - Il centrosinistra spezzino ritrova un terreno comune, forse quello meno desiderato: i banchi dell'opposizione. Ci sarà Lorenzo Forcieri, ci sarà Guido Melley (affiancato dal professor Roberto Centi), ci sarà lo sconfitto Paolo Manfredini, come anche il Pd con quattro consiglieri, Luigi Liguori di 'Spezia bella forte e unita', e ancora Massimo Lombardi, portabandiera di 'Spezia bene comune'. Rappresentanti di una galassia progressista, mai stata così frammentata, che ora si trovano tutti quanti sul versante meno ambito del consiglio comunale, clamorosamente conquistato dal centrodestra guidato dal vittorioso Pierluigi Peracchini. I candidati di area centrosinistra, in caso di affermazione di Manfredini, si sarebbero accomodati in consiglio in veste di oppositori di Dem e soci. Ma le cose sono andate ben diversamente, ed è normale provare a immaginare cosa bolla nelle pentole della gauche non targata Pd.

"Porteremo avanti le nostre idee, i nostri progetti, la visione di città che abbiamo sottoposto al giudizio degli elettori", assicura Forcieri. "Convergenze con Pd? Noi non escludiamo niente a priori - spiega a CDS -. E ripetiamo quello che abbiamo sostenuto in campagna elettorale, un'analisi rivelatasi corretta: c'era un gran bisogno di cambiare rispetto all'amministrazione uscente. Un'esigenza che gli elettori hanno dimostrato inequivocabilmente due volte, al primo turno e al ballottaggio, il cui esito forse è andato quantitativamente al di là di ogni previsione. Il Pd ha pagato i gravi errori di essersi chiuso, aver rifiutato le primarie, non aver voluto o saputo dare reali segnali di discontinuità. Purtroppo, la volontà di cambiamento gli elettori l'hanno indirizzata verso il centrodestra".

"Noi siamo e restiamo alternativi sia al centrodestra, sia al Pd": è quanto si sente di mettere subito in chiaro Lombardi. "Il rapporto col Pd? Magari sarà possibile trovare dei punti di convergenza - dichiara a CDS l'ex segretario provinciale di Rifondazione -, penso per esempio ad aspetti legati al sociale, ma ci sono visioni politiche distanti su diversi temi. Guardo ai trasporti o alla vicenda Acam-Iren. E poi non c'è solo il Pd all'opposizione, ma anche altre forze di centrosinistra, come l'iniziativa politica portata avanti da Forcieri, che, per esempio, chiede una revisione dell'ultimo Puc, che invece ha incontrato il nostro favore. Insomma, per vedere come andrà serve la bussola". Lombardi osserva poi che la sua opposizione alla maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Peracchini non sarà pregiudiziale. "Siamo pronti a votare favorevolmente eventuali progetti e idee positive per la città".

Melley ha affidato a un lungo comunicato stampa le sensazioni del day after. "Ho fatto le mie congratulazioni a Peracchini invitandolo a proporre una buona amministrazione della città, libero (se potrà) dai condizionamenti dei tanti partiti che l'hanno scelto e consapevole del fatto che, a causa del fortissimo astensionismo registrato ieri, sono davvero pochi i cittadini che l'hanno eletto. Il Pd ha perso dappertutto e non solo alla Spezia, a causa delle politiche renziane che hanno diviso il partito e tutto il centro sinistra; ma qui da noi principalmente a causa di una serie di disastri provocati dai dirigenti locali. Pensiamo alla vicenda delle elezioni regionali con una candidata divisiva come la Paita, agli errori della giunta Federici dilaniata nel gioco delle correnti e dunque incapace di mettere in campo idee e soluzioni per la città. Pensiamo alla vicenda della scelta del candidato a Sindaco: con Paita e Federici che prima lanciano Mori per poi abbandonarlo, il balletto tra l'idea del candidato civico portata avanti dal Ministro Orlando, dal quale ci aspettavamo maggiore attenzione al suo territorio, e le mancate primarie; fino alle trattative dell'ultima ora per inglobare anche Forcieri. E tutto questo perché il Pd finisse a candidare Manfredini, figura politicamente poco rappresentativa. Pensiamo, infine, all'ultimissima fase, dopo il primo turno, quando abbiamo chiesto a Manfredini di dare un segnale forte di discontinuità con la proposta di una Giunta composta interamente da personalità civiche di qualità e competenza: una proposta fatta con generosità e senza alcuna contropartita per noi, a cui è pervenuta una risposta ancora una volta parziale e deludente".

Infine, un ultimo colpetto al Pd e uno sguardo all'attività in consiglio per i prossimi anni: "Qualcuno in queste ore continuerà a dire che la colpa di tutto è stata la divisione del centro sinistra: è una mistificazione della realtà che va avanti dalle regionali. I dirigenti del Pd, a partire dai massimi livelli, facciano una seria autocritica e si assumano finalmente le totali responsabilità del disastro. LeAli a Spezia è stata, ed è tuttora, l'unica proposta politica locale nel segno di un centro sinistra nuovo e riformista. LeAli a Spezia continuerà il suo lavoro non solo tramite la presenza mia e di Roberto Centi in consiglio comunale, ma anche con l’Associazione che a breve costituiremo per cominciare a fare proposte politiche nell'interesse della Città".

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