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Ultimo aggiornamento: Giovedì 08 Dicembre - ore 20.57

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Fiore (Possibile): "Se vince il no, nessuna apocalisse. Se vince il sì nessuna discussione"

Fiore (Possibile): `Se vince il no, nessuna apocalisse. Se vince il sì nessuna discussione`
La Spezia - Siamo all’ultimo miglio di questa difficile, lunga e brutta campagna elettorale.

Noi di Possibile, impegnati in tutta Italia col “Tour Ricostituente”, abbiamo portato i contenuti della Riforma e le ragioni del NO su e giù per il paese grazie allo sforzo enorme di Pippo Civati, del Prof. Andrea Pertici, di Luca Pastorino e di tutti gli altri amici e compagni che si sono mobilitati nella varie iniziative.

Non ci sentiamo né casta né accozzaglia.

Nel primo caso perché questa campagna, sobria, ce la siamo finanziata coi nostri soldi.

Al contrario di chi ci accusa.

Nel secondo caso perché proprio ieri sera abbiamo disegnato qual è la compagine con cui siamo impegnati nel rush finale: le forze di Sinistra, il M5S, i Comitati, ANPI, i cittadini.

Chi vota SI al Referendum per noi non è più un interlocutore.

Non ci interessano i SI con distinguo, i “SI però” che suonano un po’ come la famosa frase “Non sono razzista ma...”.

Perché “né osso né bastone”, parafrasando Prodi, è #Possibile e siamo stanchi di questa retorica, , per cui “Non ci sono alternative”che è la stessa che ci ha condotto in una situazione economica, sociale, culturale esplosiva, aprendo la strada ai populismi di ogni sorta.

Abbiamo detto molte volte nelle numerose iniziative a cui abbiamo partecipato i motivi del NO di Possibile:

Ø La Riforma non semplifica e non offre certezza sui tempi

Ø Non esiste un problema di “velocità”: L’Italia è il secondo paese UE, dopo la Germania, per produttività del Parlamento, ben al di sopra della media Europea.

Ø Si ricentralizzano poteri e competenze oggi in capo alle Regioni (ma non quelle a Statuto speciale, che rappresentano circa 11 milioni di cittadini” bypassando le territorialità: per una grande opera, che il Governo ritenesse “strategica”le Comunità locali non avrebbero più voce.

Ø I Senatori, non saranno eletti ma nominati tra Sindaci e Consiglieri Regionali (che mantengono l’immunità), senza alcun vincolo di mandato (altro che Bundesrat!)

Ø Non si risparmia (se non 80 cent all’anno a cittadino): 80 centesimi è il prezzo da pagare per non eleggere più i nostri rappresentanti

Ø La Riforma è scritta male, in burocratese, nei fatti somigliando ad un regolamento parlamentare che assume rango Costituzionale, al contrario dello spirito della Carta che prevede un linguaggio semplice, chiaro, comprensibile dal popolo

Ø Nel combinato disposto con l’Italicum, si disegna un sistema pericoloso, che apre la strada ad autentici “colpi di mano”. Il sistema attuale ci ha garantito e protetto proprio rispetto a questo rischio: la strada a Grillo e Salvini la apre il nuovo sistema, non certo quello attualmente in vigore.

Ø Per il metodo adottato: governativo, anzitutto, perché non parliamo di una Riforma del Parlamento ma del Governo e, soprattutto, esclusivo: che ha irresponsabilmente spaccato Parlamento e paese su una questione, la Costituzione, che riguarda tutti e non solo alcuni.

Tutto questo in estrema sintesi.

Votare NO il 4 Dicembre è, quindi, un dovere civico.

Votare NO rappresenta, inoltre, una rottura, netta, rispetto a questa brutta cultura politica che strumentalizza qualsiasi cosa (persino i bambini!) a fini politico – elettorali.

Io non credo che Renzi, in caso di sconfitta, il 5/12 debba andare a casa: credo nelle prerogative del Capo dello Stato e del Parlamento e, soprattutto, nella Democrazia.

Credo, tuttavia, che se vince il NO si possa aprire, davvero, una fase “Costituente” che coinvolga tutte le forze Parlamentari e, soprattutto, i cittadini, evitando le continue forzature a cui abbiamo assistito in questi anni, che hanno prodotto un cambiamento peggiorativo della condizione delle persone: chiediamolo a chi ha sofferto sulla propria pelle il “cambiamento” del Jobs act, o della Buona Scuola tanto per citare le riforme “meglio riuscite” al Governo, se gli piace questo “cambiamento” in peggio.

Il 4 Dicembre possiamo Cambiare sul serio: aprendo davvero un processo di progressiva attuazione dei principi contenuti nella nostra Costituzione. L’unica vera Riforma di cui il paese ha immenso bisogno.

Partendo proprio dall’art 1: quello che dice che “la sovranità appartiene al popolo” e non appunto, a caste, oligarchie e poteri economico – finanziari.
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