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Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Gennaio - ore 22.59

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Fiore: "Basta un Sì... per fare un pasticcio"

Fiore: `Basta un Sì... per fare un pasticcio`

La Spezia - Slogan populisti e semplificatori, che sviliscono la levatura della nostra Carta Fondamentale, attribuendole, evidentemente, tutti i mali del mondo (del resto, se #bastaunSì per essere catapultati in un futuro di cieli azzurri, il grigiore attuale è colpa della Costituzione Repubblicana: logico, no?) campeggiano sui muri delle città italiane.
Epperò #BastaunSì, per “Cambiare” (in peggio): un costosissimo Sì, se è vero, come è vero che, (come ha scritto La Stampa), la campagna ideata dal Guru USA Jim Messina, (ci) costa quasi 3 milioni di euro. Perché “ci”?
700 mila euro di questa campagna provengono dai gruppi Parlamentari di Camera e Senato: soldi pubblici.
Il resto viene dalle disponibilità del PD che è formata in buona misura dai versamenti mensili dei suoi rappresentanti nelle istituzioni, detratti dai lori ricchi emolumenti. Ancora soldi pubblici.
Glisso sulla campagna del Governo, si pensi alle trasferte della Boschi in Sud America, proprio mentre, sono dati di realtà, non populismo, il PIL va male e le stime ottimistiche di Renzi vengono smentite ormai da chiunque: dall’ Ufficio parlamentare del Bilancio, da Bankitalia, dalla Corte dei Conti.
La Riforma è un pasticcio perché non supera il Bicamerlismo, lo complica. Grazie al nuovo Art 70 avremo fino a 12 nuovi procedimenti e sub procedimenti legislativi contro il solo attuale.
La Riforma non semplifica e non offre certezza dei tempi: nella XVI Legislatura 301 leggi su 391 sono state approvate con 2 soli passaggi Parlamentari. Più semplice di così! I provvedimenti provenienti dal Governo negli ultimi 3 anni sono stati approvati in media in 52 – 38 – 67 giorni. Tempi inferiori ai 70 giorni previsti dal nuovo Art 70 per i DDL giudicati dal Governo come “essenziali”. Per non dire della media di 3,5 decreti legge al mese.
L’Italia è il secondo paese UE, dopo la Germania, per produttività del Parlamento, ben al di sopra della media Europea.
Semmai, come ha detto il Financial Times, esiste un problema di qualità e applicazione delle leggi in Italia.
Si rottama il Federalismo, dopo anni di ubriacatura, e si ricentralizzano poteri e competenze.
Il riparto di competenze (già ampiamente risolto da 15 anni di Sentenze della Corte Costituzionale) non è chiaro e apre la strada a nuovi contenziosi.
Le Regioni, in ¾ dei casi, sono Governate dal PD che, evidentemente, in questa campagna contro le Regioni, sta facendo autocritica.
Si potrebbe poi dire delle pasticciate funzioni del nuovo Senato, che mantiene le proprie prerogative su molte importanti materie, della sua composizione fatta di 95 nominati dai Segretari di Partito (oltre 5 nominati dal PdR), che rappresenteranno i capibastone di turno e non certo la Regione di appartenza (modello Tedesco ma de che!), infatti non hanno vincolo di mandato, del mantenimento dell’immunità Parlamentare, delle firme, 3 volte superiori rispetto al passato, per le leggi di iniziativa popolare e anche della pessima legge elettorale, fino a ieri la migliore del mondo e di molto altro ancora. Lo spiegheremo, ai cittadini, durante questa campagna.
Questa Riforma va affossata perché non è nello spirito dei padri Costituenti che non avrebbero mai sacrificato la rappresentanza per la Governabilità, il Parlamento sull’altare del Governo, il linguaggio, semplice e affinchè fosse compreso da tutti, della Carta, con questo burocratese per pochi, affinchè sia incomprensibile ai più.
Questa non è una Riforma della Costituzione, questo è un regolamento Parlamentare elevato a rango di li legge Costituzionale. Non so se sia una riforma per la Casta o per la grande finanza. Di certo non è una riforma per il popolo sovrano.

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