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Figli di stranieri nati a Spezia, la 'sfida' della sinistra a Peracchini

Pecunia, Manfredini e Liguori: "Mantenere la consegna delle Civil card ai bambini".

Figli di stranieri nati a Spezia, la 'sfida' della sinistra a Peracchini

La Spezia - Sono passati quasi quattro anni - era il gennaio 2014 - dall'istituzione da parte dell'amministrazione Federici della Civil card, un riconoscimento simbolico da consegnare a tutti i bambini figli di stranieri residenti alla Spezia. Una mossa che mira a inclusione e integrazione, al netto della necessaria attesa del 18° anno di età per l'effettivo raggiungimento della cittadinanza italiana. Adesso dai banchi dell'opposizione consiliare parte una 'sfida' all'attuale amministrazione di centrodestra su questo tema. Si tratta di una mozione sottoscritta dal capogruppo Pd Federica Pecunia, dal socialista Paolo Manfredini, già candidato sindaco del centrosinistra, e dal consigliere Luigi Liguori (La Spezia bella forte unita) che intende impegnare il sindaco Pierluigi Peracchini e la sua giunta a proseguire con la distribuzione delle Civil card ai bambini figli di stranieri nati e residenti nel capoluogo. "Con questo gesto - scrivono i tre consiglieri - l'amministrazione comunale spezzina sottolineava il fatto che chi è nato nella nostra città è già considerato spezzino e italiano a tutti gli effetti". Di facile intuizione il rovescio della medaglia: se non passa l'impegno a confermare il patentino per piccoli stranieri, Palazzo civico - su questo tasto batterà la minoranza - evidentemente non li riconosce come spezzini, non dalla nascita, almeno.

"I ragazzi nati da genitori stranieri che vivono la loro infanzia e adolescenza in Italia, possono e devono contribuire in maniera significativa a definire il livello e la qualità futuri del capitale umano della nostra comunità nazionale - sostengono Pecunia, Manfredini e Liguori -. Per mettere a frutto la ricchezza che queste giovani generazioni rappresentano è indispensabile predisporre meccanismi efficaci di integrazione, a partire dal riconoscimento della cittadinanza italiana. Abbiamo l'obbligo di fare in modo che le seconde e le terze generazioni possano contribuire a tutti gli effetti alla crescita e allo sviluppo di quella che è, a pieno titolo, la loro patria. Il capitale umano è infatti la più grande risorsa di cui ogni Paese dispone. La dimensione locale è quella che traduce l'integrazione in vita quotidiana, permette di mettere in pratica diritti e doveri civici e di aprire spazi di cittadinanza attiva. Chi è cresciuto, se non addirittura nato in Italia, se ne sente parte per aver sviluppato la consapevolezza e la dignità di appartenere a questo Paese, per averne assunto la cultura e lo stile di vita, attraverso la socializzazione e l'integrazione fin da bambini. Le seconde generazioni si trovano dunque nella posizione di poter mediare tra culture diverse e realizzare quei legami tra comunità di origine e popolazione autoctona che facilitano la convivenza a vantaggio di tutti. L'acquisizione della cittadinanza e con essa della piena titolarità di diritti e doveri costituisce una tappa fondamentale del percorso verso la piena integrazione, in attesa di una evoluzione del diritto sulla cittadinanza verso un modello di ius soli". Ius soli che, com'è noto, sarà estremamente difficile vedere approvato nel corso dell'attuale legislatura.

"E' indispensabile - conclude il terzetto proponente - porre le condizioni affinché l'Italia di domani sia un Paese in cui i bambini e le bambine portino con orgoglio la memoria della storia e dei luoghi di origine dei loro nonni e dei loro genitori e, allo stesso tempo, siano fieri di essere cittadini italiani. Cosi come è fondamentale che l'identità italiana non si disperda, ma si rafforzi e si arricchisca nell'incontro con chi proviene da altre culture e che questo incontro avvenga sempre nel rispetto dei valori sanciti dalla nostra Carta Costituzionale. In tal modo si potrà contribuire a costruire un Paese moderno, sicuro e accogliente, libero dalle paure, fondato sulla valorizzazione del merito, solidale nei confronti del mondo che più soffre e garante di libertà e di democrazia". Appuntamento con la discussone della mozione - e con le eventuali scintille - giovedì 21 dicembre, in occasione del consiglio comunale previsto dalle 20.45.

Foto: l'assessore Patrizia Saccone e il sindaco Massimo Federici alla consegna delle Civil card nel 2015.

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