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Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio - ore 10.01

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Federici ricorda Giacché: "Lucido e austero, la politica era la lente con cui guardava il mondo"

Intervento dell'ex sindaco della Spezia.

"PARTE DI UNA STORIA"
Federici ricorda Giacché: "Lucido e austero, la politica era la lente con cui guardava il mondo"

La Spezia - È di un mondo che non c’è più che ci parla la vita di Aldo Giacché. Lo dico pur sapendo che probabilmente lui, armato di quel suo sempre così vivace gusto per il confronto polemico, avrebbe contestato anche questa affermazione. La sua vicenda di vita in effetti non ha fatto parte semplicemente “di un mondo”, bensì di una grande storia, storia che non è iniziata ieri né tantomeno è finita oggi, storia a cui sentiva di appartenere intimamente. Era quella delle classi lavoratrici e dei movimenti sociali e politici che l’hanno accompagnata.

Giacché era persona di grande lucidità, tranchant, autorevole e austero, metteva soggezione. Giacché era la Politica. La politica non è stata solo la sua professione e la sua passione. Era la lente con la quale guardava e leggeva il mondo, le cose, le persone. E come anche alcuni altri della sua generazione sapeva personificare inflessibilmente il primato della politica in ogni ambito, in ogni momento… tutto il resto veniva dopo.

Giacché era comunista. Lo è stato nel profondo nonostante, o forse sarebbe meglio dire in ragione, del suo credo riformista. Comunista vero, accentratore, rigoroso, aspro come quelli forgiati alla scuola dura e selettiva della guerra fredda.

L’ho conosciuto molto tempo addietro, ma l'ho visto commuoversi una sola volta. Eravamo in piazza Brin, una decina di anni fa, si chiacchierava della città e della sua storia. Gli dissi di scriverne, di pubblicare i documenti in suo possesso e tutto un tesoro di racconti di vicende da lui vissute. Mi rispose con un sorriso ironico e riprese a parlare. Anni 50, l’occupazione delle fabbriche, gli scioperi duri e interminabili. “Quegli operai che non mollavano! … anche se non sapevano più cosa portare a casa per sfamare le famiglie, anche se erano stremati” Ho visto i suoi occhi inumidirsi di lacrime. La “classe lavoratrice”, la classe operaia dentro i suoi pensieri erano ora volti, nomi, storie di vite.

Massimo Federici, sindaco della Spezia 2007-2017

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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