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Esposto e proposte di Rifondazione su Acam

Nell'assemblea pubblica al centro Allende sono anche state raccolte le firme per un piano di riassetto alternativo 'dal basso'.

Esposto e proposte di Rifondazione su Acam

La Spezia - Un Centro Allende pieno per l'assemblea pubblica su Acam promossa da Rifondazione comunista, sta a significare che i lavoratori e i cittadini ancora credono nel salvataggio dell'azienda di Via Picco. Una salvezza sulla quale si saprà di più tra pochi giorni, quando sarà noto se i creditori accetteranno il piano di risanamento proposto dall'azienda.
Intanto Rifondazione avanza le sue proposte per contribuire a rendere il cammino meno impervio alla multiutility, prima di tutto chiedendo ai Comuni che negli anni hanno accumulato debiti nei confronti dell'azienda, di rientrare immediatamente nel seminato.
"La fatturazione da parte di Acam - spiega Simona Cossu, consigliere comunale che è intervenuta nel corso dell'assemblea - potrebbe essere fatta anche domani, e questo garantirebbe all'azienda una gran bella cifra che, unita all'impegno dei Comuni soci di affidare lavori al gruppo, potrebbe intanto bloccare la vendita di Acam Clienti, Acam Gas e della metà delle quote di Acam Ambiente".
Nel corso dell'incontro al Centro Allende è stato presentato nel dettaglio anche l'esposto con il quale Rifondazione e i cittadini e i comitati che lo hanno sottoscritto chiedono alla procura di avviare un'inchiesta nei confronti di Bnp Paribas per aver ceduto ad Acam derivati tossici. "Nel 2008 - chiarisce Massimo Lombardi, segretario provinciale di Rifondazione comunista - l'azienda spezzina ha 'swappato' o rinegoziato due contratti che aveva con Bnl (uno da 35, l'altro da 40 milioni) trasferendoli con Bnp Paribas. In attuazione ad un regolamento Consob che prevede il consenso informato dell'acquirente, Acam avrebbe dovuto essere informata del reale rischio che stava correndo, cosa che a nostro avviso non è accaduta. Riteniamo ci sia stata una 'asimmetria informativa' - prosegue Lombardi - che ha portato l'azienda di Via Picco a sottoscrivere un contratto che dopo soli due giorni la portava a perdere 3 milioni di euro, che poi sono diventati 11. Crediamo che in questo comportamento ci siano delle responsabilità da appurare, per questo abbiamo chiesto alla magistratura di intervenire. Ci sono decine di inchieste avviate in Italia sulla vendita di derivati tossici, nelle quali si suppone il reato di truffa aggravata".
Infine al Centro Allende è stata lanciata l'idea di un movimento che contribuisca alla scrittura del piano industriale e un piano di riassetto alternativo 'dal basso', un'iniziativa alla quale hanno aderito comitati, associazioni ambientaliste, lavoratori e cittadini.
"I lavoratori e gli spezzini sono intervenuti e hanno partecipato al dibattito, segno che quella su Acam è una battaglia che continua", conclude il segretario regionale di Rifondazione Sergio Olivieri.

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