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Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Febbraio - ore 10.29

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Enel: la politica spezzina, debole e divisa, continua a brancolare nel buio

Seduta di commissione senza sussulti di interesse, solo i soliti battibecchi.

Agonia

La Spezia - Ciò che ruota intorno alla centrale Enel - tema che, non essendo di diretta competenza comunale e affondando le radici nel XX secolo, consente di alimentare tutti gli scaricabarile necessari per tirare sempre l'acqua al proprio mulino - contribuisce ancora una volta alla scrittura delle sceneggiature del teatrino della politica spezzina.
Per lo meno per quanto riguarda alcuni scambi ai quali si è assistito nella seduta di oggi pomeriggio della II commissione consiliare tra il sindaco Pierluigi Peracchi e alcuni consiglieri di minoranza.

Ad aprire le danze è stato il dibattito tra il primo cittadino e Guido Melley sulla richiesta di poter visionare la comunicazione che di fatto prolunga la vita del gruppo a carbone oltre il 31 dicembre 2021. Da un lato Peracchini faceva notare che la richiesta non andava fatta al Comune (che per primo ne ha parlato pubblicamente) ma al ministero, trattandosi di un cartiglio ufficiale tra Mise, Terna ed Enel. Dall'altro il consigliere che sottolineava l'importanza di disporre del documento che ha rappresentato "la molla che ha fatto scattare tutto". Il fatto è che il documento, i cui contenuti sono stati resi noti da CDS (qui), è disponibile anche online. Ma nessuno sembra saperlo. Qualcuno accenda la luce.

Poi il presidente Andrea Costa ha restituito la parola al sindaco per l'aggiornamento di quanto fatto nelle ultime settimane: invio della mozione approvata all'unanimità contro l'uso del carbone oltre il 2021 a Mise, ministero dell'Ambiente, Enel e Terna; istanza basata sui contenuti dell'Aia del 2013 in cui Enel chiariva che la vita dell'impianto non sarebbe andata oltre quest'anno, anche per l'assenza di convenienza secondo il criterio costi - benefici, dovendo realizzare la copertura del carbonile numero 2 e l'ammodernamento dei nastri trasportatori. Da Roma, per il momento, nessuna risposta. E di certo non sono i giorni migliori per sperare che arrivi.
Melley ha proseguito chiedendo se non si intenda coinvolgere il professor Cristaudo e l'Ist di Genova come consulenti, ricordando il potere di veto della Regione: "Può negare l'intesa, solo un atto del consiglio dei ministri potrebbe superare questa scelta, che sarebbe molto forte".

"In sede di Aia - ha risposto Peracchini - viene espresso un parere tecnico, il parere politico viene rilasciato dal parlamento. La Regione, lo ripeto ancora una volta, non fornisce parere politico di diniego. E sì, se il Mise non cambierà idea ci avvarremo dei migliori consulenti possibili per contrastare questa decisione".
Federica Pecunia ha ricordato la "trattativa che aveva portato il Mise a parlare di chiusura nel 2021" e ha sostenuto che il parere della Regione conti eccome "il fatto è che Toti e la maggioranza hanno detto che la centrale a gas era un'opportunità. C'è stato uno spiraglio di dismissione non cavalcato".
"Quando ci siamo insediati noi - la replica del sindaco - né il Mise né Terna parlavano di dismissione nel 2021. Dal canto nostro abbiamo fatto quanto in nostro potere: una variante al Puc che vieta l'uso di combustibili fossili per produrre energia in quell'area. Cosa può superare questo atto? La decisione del Mise".

La debolezza della politica di fronte a certi poteri "che fanno i loro interessi magari nella convinzione di farlo per il Paese" è stata la riflessione proposta da Lorenzo Forcieri che ha sottolineato come la città non sia più quella degli anni Sessanta - "certi impianti non rientrano più nella previsione del futuro della Spezia - e ha invitato il consiglio comunale a muoversi sempre unito in questa vertenza.
Massimo Caratozzolo ha sottolineato come la città sia orfana di uno studio epidemiologico completo e ha tirato le orecchie ai parlamentari spezzini che avrebbero potuto agire prima.
In conclusione, prima che i lavori venissero aggiornati a un'altra seduta, Fabio Cenerini si è detto basito per la dichiarazione del ministro Patuanelli: "Come è possibile che non sapesse della lettera? Forse con quello che sta succedendo a Roma in questi giorni verrà sostituito, speriamo bene".

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