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Enel, il sottosegretario: "Un anno fa alla Camera no unanime al gas"

L'onorevole Morassut risponde all'interrogazione del deputato leghista Lorenzo Viviani, che rimarca: "Gli spezzini meritano chiarezza".

Via, procedura in corso

La Spezia - Il futuro della centrale Enel della Spezia ha fatto tappa ieri nella Commissione Ambiente della Camera, complice l'interrogazione presentata in merito da Lorenzo Viviani, deputato spezzino della Lega, convinto che “i cittadini spezzini hanno già pagato un alto prezzo per la presenza della centrale Enel a carbone, negli ultimi 60 anni. Ora che Enel è intenzionata alla riconversione a gas della centrale, il territorio ha il diritto di essere consultato a vantaggio e a tutela dell'ambiente e della salute pubblica, come concordato per altro da tutte le istituzioni locali, unanimemente”. In sede di Commissione, il sottosegretario all'Ambiente Roberto Morassutt (Pd) ha ricordato che, per la Montale, “sul piano delle autorizzazioni, si fa presente che la Conferenza di Servizi del 29 ottobre 2019, convocata dal ministero dello Sviluppo economico, si è espressa favorevolmente in merito al riesame con valenza di rinnovo dell'Autorizzazione integrata ambientale alle condizioni di cui al Parere istruttorio conclusivo reso dalla Commissione IPPC che, nella parte prescrittiva prevede, al punto 6): «L'unità SP3 dovrà essere fermata definitivamente entro il 2021, fermo restando l'acquisizione delle dovute autorizzazioni ambientali ed industriali». Coerentemente con tale prescrizione per il gruppo SP3 il gestore ha presentato in data 30 dicembre 2019 il piano di dismissione, il cui procedimento è attualmente in corso”.

Il sottosegretario ha poi ricordato che per il progetto di riconversione al turbogas è stata avviata la procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) ordinaria. “A seguito del parere negativo di esclusione Via del 31 gennaio 2020 da parte della Commissione Via – ha affermato -, il ministero dell'Ambiente ha notificato ad Enel, in data 11 marzo 2020, il provvedimento negativo di esclusione. Successivamente, in data 19 marzo, l'Enel ha presentato, ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo n. 152 del 2006, un'istanza di Valutazione dell'impatto ambientale. Il procedimento di Via è stato avviato dal Ministero in data 15 maggio 2020 e, come previsto dalla normativa vigente, è stata regolarmente espletata anche la fase della consultazione pubblica, conclusasi il 14 luglio 2020. A seguito della suddetta fase, Enel ha provveduto ad acquisire tutte le controdeduzioni alle osservazioni complessivamente pervenute. Si evidenzia che, tra le varie osservazioni presentate nel corso della consultazione pubblica, vi sono anche quelle della Regione Liguria, che ha rappresentato la necessità di alcuni approfondimenti. In particolare, la Regione ha manifestato la necessità che il proponente predisponga una Valutazione di impatto sanitario, come previsto dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006, in conformità alle linee guida adottate con decreto del ministro della Salute del 27 marzo 2019. Gli approfondimenti sulle ricadute sanitarie e ambientali dell'impianto sono ad oggi in valutazione nella medesima procedura”. Morassut ha aggiunto che “l'istruttoria tecnica da parte della Commissione Via è ancora in corso e al termine della stessa la Commissione esprimerà un parere in merito alla compatibilità ambientale del progetto. Solo a valle dell'acquisizione di tale parere e del concerto del ministero per i Beni e le Attività culturali è per il Turismo sarà dunque possibile formulare una proposta di decreto da sottoporre alla firma dei ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali”.

Insoddisfatto Viviani. “Dopo mesi di attesa – osserva -, la risposta fornita dal sottosegretario Morassut alla mia interrogazione, presentata a luglio, è stata insufficiente e, oltre a ribadire quanto già noto, non ha dato certezze e tempistiche sui prossimi passaggi. Gli spezzini meritano chiarezza. Negli ultimi decenni hanno subìto scelte calate dall’alto e fatte in nome del fabbisogno energetico nazionale. Oltre alle emissioni atmosferiche, la centrale ha portato a conseguenze sull’ecosistema marino: ricordo che un settore di eccellenza locale come quello rappresentato dai mitilicoltori del Golfo ha visto una perdita di produzione conseguente al surriscaldamento delle acque. La cosa che non vorremmo accadesse, come ho sottolineato al sottosegretario in commissione, è che i buoni propositi di tutte le forze politiche del territorio, sia nella cessazione del carbone, sia nell’evitare di una riconversione a gas, s’infrangessero sull’altare degli interessi energetici nazionali. La Lega continuerà a tenere alta l’attenzione sul tema perché la comunità della Spezia non subisca la convivenza con l’utilizzo a scopi energetici di qualsiasi combustibile fossile”.

Dal canto suo Morassut ha altresì rammentato che “la Camera dei deputati il 10 dicembre 2019, nel corso dell'approvazione del Decreto Clima, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno accolto dal Governo che chiede l'impegno del Governo stesso a garantire il rispetto del termine relativo allo stop all'utilizzo del carbone quale fonte di approvvigionamento energetico per la centrale della Spezia, previsto per gennaio 2021, e a dismetter per quella data, la Centrale, evitando quindi anche una eventuale riconversione a gas”, e ha assicurato che “il ministero dell'Ambiente continuerà a svolgere le proprie attività di competenza, mantenendo un alto livello di attenzione nel seguire la procedura in argomento”.

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