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Ultimo aggiornamento: Venerdì 07 Agosto - ore 14.35

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Enel, il Pd presenta le osservazioni al Ministero e chiede l'inserimento di Spezia nel new deal europeo

Enel, il Pd presenta le osservazioni al Ministero e chiede l'inserimento di Spezia nel new deal europeo

La Spezia - È fissato ad oggi il termine ultimo per la presentazione di Osservazioni del pubblico alla Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) richiesta da Enel per la “Sostituzione dell'unità a carbone esistente con nuova unità a gas presso la centrale termoelettrica di La Spezia "Eugenio Montale”.

Come Partito Democratico, unitamente al nostro Gruppo Consiliare abbiamo depositato al Ministero dell’Ambiente le nostre Osservazioni, e ciò al fine sia di opporci al progetto proposto ma anche di porre in evidenza le ragioni, nel merito, di tale opposizione.

Il progetto in questione prevede la costruzione della nuova centrale a gas nell’area Est della città, un’area altamente industrializzata, inserita all’interno di un centro abitato densamente popolato, già vessata da molteplici problematiche di carattere ambientale e a cui si andrà a sommare l’attività della nuova centrale, a discapito della salute della cittadinanza, dell’assetto paesaggistico e della vocazione turistica che sta caratterizzando la nostra città.

Nel progetto la nuova centrale a gas risulta descritta come migliorativa rispetto a quella a carbone ma il confronto per essere reale dovrebbe essere fatto rispetto ad una cosiddetta alternativa zero, cioè la dismissione e lo smantellamento della centrale a carbone esistente entro il 31 dicembre 2021. Da questa prospettiva sarebbero chiari e innegabili i benefici dell’assenza di una centrale rispetto al progetto depositato, sulla salute umana e sull’ambiente dopo sessant’anni di sfruttamento e inquinamento

Il gas infatti, malgrado la narrazione che porta con sé, rimane un potente gas serra il cui effetto - in termini di riscaldamento dell'atmosfera - è di 80 volte superiore a quello della CO2 nei primi 20 anni dopo l’emissione. Le emissioni fuggitive di metano dovute alla perforazione, estrazione e trasporto possono avere effetti climatici pari a quelli provocati in un anno dalle emissioni di CO2 di tutti gli impianti a carbone del Paese.

Dal progetto inoltre si legge la volontà non motivata di costruire un nuovo gruppo molto più potente (840 MW) rispetto al vecchio gruppo a carbone (600 MW): stiamo parlando di una centrale che dovrebbe funzionare solo per i picchi e per la transizione. Una potenza che va a sommarsi a quella delle altre tre centrali a gas previste in costruzione in altre città italiane, pari a 5,4 GW (Asta Capacity Market Terna) sproporzionata rispetto alle necessità e in contrasto con gli obiettivi di forte riduzione delle emissioni climalteranti contro il cambiamento climatico

La realizzazione del ciclo chiuso prevista dal progetto dopo la realizzazione del ciclo aperto (due anni necessari per costruire il ciclo aperto e due per attivare quello chiuso) non risulta certa e conseguentemente le emissioni di gas climateranti del ciclo aperto saranno nettamente superiori a quelle stimate per l’impianto finito, ignorando di fatto il traguardo degli obiettivi di contenimento della CO2 fissati per il 2030.

La nostra città a quale titolo potrà chiedere di partecipare a programmi di incentivi e progetti che la Comunità Europea destinerà alla transizione energetica verso le fonti rinnovabili?

Perché è questo l’obiettivo, ambizioso ma possibile, che intendiamo porci, tanto nei confronti del prossimo governo regionale quanto nei confronti del governo nazionale, è il pieno inserimento del nostro territorio, a cominciare dal sito della centrale Montale, nell’ambito del programma e dei finanziamenti europei destinati al cosiddetto green new deal.

Grande assente, nella visione di Enel, risulta poi essere qualsiasi tipo di riferimento ad attività di bonifica dell’area.

Questa grave mancanza impedisce alle aree rimaste libere dall’impianto di essere appetibili, in quanto incompatibili per ulteriori attività occupazionali e industriali.

Al contrario, noi riteniamo l’integrale bonifica del sito (oggi qualificato come sito di interesse regionale), la conversione verso l’eolico delle prospettive di riqualificazione e rilancio dell’area, il suo recupero a funzioni urbane di qualità, in grado di ricucire gli strappi paesaggistici e ambientali delle passate stagioni, possono costituire il nucleo di un programma di rigenerazione in grado di far ripartire su basi innovative il lavoro e l’economia di un’intera area territoriale

Anche dal punto di vista delle ricadute occupazionali, i risultati del progetto sarebbero poco rilevanti, consistendo al massimo una in ventina di posti di lavoro. Su questo sito, sarebbe stato auspicabile un disegno in grado di coinvolgere i settori strategici della città, coniugando la sostenibilità ambientale all’innovazione e alla creazione di nuovi posti di lavoro per le future generazioni della città.

Ultimo ma non ultimo, punto su cui vertono le nostre osservazioni fa riferimento alla documentazione depositata dalla proponente a supporto delle valutazioni di tipo sanitario, le quali non includono studi di tipo epidemiologico, che riteniamo necessari al fine di valutare in maniera efficace l’opportunità dell’opera visto gli esiti pesanti dovuti alla prolungata attività della centrale termoelettrica (i dati del recente studio epidemiologico curato dall’istituto Superiore di Sanità, Quinto rapporto Sentieri lo documentano).

Oltre ai già citati rischi in termini di impatto sanitario, ambientale, paesaggistico, si teme che su un territorio come quello della Spezia, già compromesso da anni a causa della presenza della centrale a carbone, sia edificata un’opera tecnicamente obsoleta che costituisca un ostacolo duraturo nel tempo agli scenari di sviluppo sostenibile a cui l’attuale contesto storico, sociale ed economico si accinge ad affacciarsi.

La scommessa sull’economia green costituisce, in prospettiva, la chiave su cui agire per una progressiva integrazione tra gli elementi di pregio che il sistema dei parchi e delle aree protette, la qualità paesaggistica della costa e la rete dei beni culturali sono già oggi in grado di offrire e un nuovo modello di qualità della vita nell’ambito urbano del capoluogo.

La linea di opposizione al progetto Enel si congiunge perciò alla richiesta forte di un ambito di confronto più ampio: una vera e propria “vertenza” per Spezia, che veda il nostro territorio quale snodo della nuova Italia.

Partito democratico
Coordinamento Provinciale La Spezia
Gruppo consiliare PD
Forum Ambiente PD

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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