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Enel, Veschi: "Basta con la barzelletta secondo cui il Comune non ha potere"

"Si dia la parola ai cittadini con un referendum"

La Spezia - "La centrale Enel è riconvertita a gas e la produzione con il carbone va avanti, per ora, sino al 2025 e non sino al 2021, come precedentemente l'Enel aveva prospettato. La questione incredibile che mi colpisce è che nessuno sapesse niente. Mi sembra impossibile che il sindaco non sapesse proprio nulla. Deve finire questa barzelletta secondo cui “il Comune non ha potere". Sono le scuse di un sindaco per coprire l'ignavia della sua amministrazione". Moreno Veschi, coordinatore provinciale di Mdp - Articolo 1 va all'attacco del sindaco e della giunta spezzini sul tema del futuro dell'area Enel, ritornato d'attualità dopo la richiesta rivolta al ministero dell'Ambiente da parte dell'azienda per installare un gruppo a turbogas a Vallegrande.

"Il sindaco è la massima autorità sanitaria del nostro territorio comunale. Questa maggioranza di destra ha fatto la campagna elettorale promettendo cose bislacche come ha fatto il movimento di Andrea Costa: Spezialand. Dopodiché, non avendo fatto nulla nei confronti del governo e dei dirigenti dell'Enel, gli amministratori cadono dal pero. L'unica via è la mobilitazione della città. I cittadini devono dire la loro. Nel 1990 si svolse un referendum consultivo che non poteva chiudere la centrale, ma che, comunque, servì ad impedire la desolforazione dei 4 gruppi, che avevano una potenza di ben oltre i 1800MW. Quel referendum - prosegue Veschi - diede forza alla battaglia per non consolidare il sito, depotenziare la centrale e rendere possibile una condizione di smantellamento. Bisogna sempre rivendicare la peculiarità del sito spezzino, la sua orografia, ristretto tra il mare e le colline. Mobilitiamoci per un primo obbiettivo: bloccare subito la produzione a carbone.
Sfidiamo la giunta comunale su questo. Penso che anche i partiti partecipanti al governo gialloverde (che sostiene l'Enel) ovvero M5S e Lega spezzini, quelli che si riempiono la bocca di sovranità popolare, siano d' accordo".

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