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Emissioni portuali, Caratozzolo: "Più impegno per la salute pubblica"

Lunedì 10 dicembre sarà discussa in consiglio comunale una mozione presentata dal consigliere nell'agosto scorso.

Navi da crociera nel mirino
Emissioni portuali, Caratozzolo: "Più impegno per la salute pubblica"

La Spezia - Le emissioni delle navi mercantili e da crociera che ormeggiano nel porto spezzino ritornano al centro del dibattito politico cittadino. Lunedì 10 dicembre, nelle prossima seduta di consiglio comunale, infatti, sarà discussa una mozione presentata a inizio agosto dal consigliere Massimo Caratozzolo del gruppo Per la nostra città con Giulio Guerri.

Nel documento depositato in Comune Caratozzolo esordisce citando un recente studio realizzato a Civitavecchia dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio. "Ha dimostrato - scrive riferendosi all'indagine laziale - che chi vive nei primi 500 metri dal porto ha incidenze di tumori al polmone superiori alla media del 31% e di malattie neurologiche del 51%". "A Livorno - prosegue il consigliere comunale di maggioranza -, i livelli di inquinamento dell'aria durante la partenza e l'arrivo delle navi superano le 90mila particelle per centimetro cubo di polveri ultrafini. La situazione di tutte le città portuali è, sotto il profilo dell'inquinamento, grave e simile".
Caratozzolo pone l'accento sul fatto che nel porto della Spezia attraccano fino a tre navi da crociera contemporaneamente e che durante la tavola rotonda che si svolse a luglio tra Italia Nostra, Arpal, Capitaneria di porto ed esperti è emerso che, anche nel porto della Spezia, quando le navi da crociera stazionano all'ormeggio, a poca distanza dalle abitazioni di viale Italia, e soffia vento da sud, nella centralina Arpal di via San Cipriano si registrano picchi di monossido d'azoto.
"Stando alla dirigente del dipartimento spezzino di Arpal, Fabrizia Colonna, lo sforamento di biossido di azoto in zona San Cipriano - si legge ancora nella mozione -, nel 2017 registra una media di 44 microgrammi per metro cubo, sopra alla soglie di 40 microgrammi stabilita dall'Organizzazione mondiale della sanità. Stando a quanto sostenuto da Federico Valerio, del comitato scientifico dell'Eco-Istituto Reggio Emilia-Genova, i controlli mirati di ARPAL hanno evidenziato un problema ma i siti scelti per il controllo delle emissioni navali potrebbero non essere quelli di massima e più frequente ricaduta dei fumi e sarebbero necessari degli accurati modelli diffusionali per avere delle stime affidabili considerando anche che molte delle centraline di ARPAL sono state studiate per rilevare l'inquinamento da traffico e non da crociera. L'analisi dei dati ci dice inoltre che gli effetti maggiori si hanno con le navi più vecchie e più grosse e a brevissima distanza dalla zone delle emissioni si trova una delle scuole più popolose del Comune. Una nave da crociera funziona come una città, dotata di una quantità di servizi eccezionale rispetto a un sito urbano e proprio durante le soste ristoranti, bar, piscine, cinema e tutto ciò che una nave moderna offre ai propri ospiti lavora a pieno regime. Le emissioni - afferma ancora Caratozzolo - si diffondono comunque in tutta la città con emissioni che per un impianto in terraferma sono considerate fuori legge. Ogni aumento degli inquinanti provoca un proporzionale aumento dei danni alla salute: un peggioramento di 10 microgrammi per metro cubo è già dannoso e non esiste un limite al di sotto del quale non si abbia un danno".

Facendo anche riferimento alle direttive europee e internazionali in materia, Caratozzolo chiede al sindaco e alla giunta di impegnarsi per "mettere in essere azioni atte a proteggere la salute pubblica e costringere l'Autorità portuale a fare altrettanto affinché venga tutelata la salute dei cittadini, in modo particolare nei quartieri adiacenti al porto commerciale e con particolare attenzione alle aree entro i 500 metri dalle emissioni, distanza entro la quale si rilevano, negli studi fatti in altre città portuali, i maggiori danni alla salute pubblica". All'amministrazione è anche chiesto di "sollecitare Arpal affinché individui al più presto luoghi idonei per l'installazione di centraline moderne e adeguate a rilevare tutte le forme di inquinanti emesse dalle navi da crociera e di sollecitare gli armatori affinché in città approdino solo navi che facciano uso di carburanti puliti in modo da regolamentare le emissioni delle navi che a loro volta devono installare filtri, sistemi di abbattimento degli ossidi di azoto che consentano il rispetto della salute dei cittadini.
Infine Caratozzolo chiede al Comune di "sensibilizzare il Governo, anche attraverso una mobilitazione in ambito Anci, affinché si possa istituire da subito una ECcanel Mar Mediterraneo per addivenire in tempi più rapidi possibili a provvedimenti di abbattimento dell'inquinamento connesso al trasporto marittimo, in modo da salvaguardare non solo la qualità della vita degli abitanti delle città portuali ma anche dei lavoratori che operano in area portuale e a bordo delle navi".

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