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Dmo, pessima figura: salta la commissione con le associazioni

Maggioranza e opposizione si spaccano sul numero legale e fanno aspettare oltre mezz'ora i portavoce di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Confesercenti e Legacoop. E il turismo perde altro tempo prezioso.

La via crucis degli ospiti
Dmo, pessima figura: salta la commissione con le associazioni

La Spezia - Sgambetti, tecnicismi, lunghe attese e infine il nulla di fatto. Una grande, grandissima figuraccia, quella che hanno fatto questo pomeriggio gli organismi istituzionali e politici del Comune della Spezia: le commissioni seconda e quinta, in seduta comune, avrebbero dovuto ascoltare le parole dei rappresentati delle associazioni di categoria e di alcune delle amministrazioni coinvolte nella nascita della Dmo, il soggetto che si occuperà della promozione turistica del territorio. Poi avrebbe dovuto andare in scena la votazione sul licenziamento della pratica. Nulla di tutto questo.

Alle 17, al momento dell'appello svolto dal vicepresidente Luca Erba, mentre il presidente Giacomo Peserico era in arrivo, i commissari presenti non erano sufficienti per garantire il numero legale, rappresentando 21 consiglieri, invece dei necessari 22. Erba ha scelto di mettere immediatamente il fatto a verbale, innescando una lunga discussione sulla validità della seduta. Peserico ha sospeso i lavori, mentre altri commissari raggiungevano la sala, ma la frittata era ormai fatta.
L'assessore al Turismo, Paolo Asti, Peserico e altri della maggioranza hanno sostenuto a lungo che per effettuare l'audizione degli ospiti - nel frattempo relegati fuori dalla porta, perché non era ancora chiaro se la seduta sarebbe ripresa - non è necessaria la presenza del numero legale, sottolineando a più riprese che la convocazione di associazioni e amministrazioni comunali era stata fatta per volere della stessa opposizione e che per rispetto sarebbe stato utile prendere coscienza della loro opinione sulla pratica relativa alla Dmo. Fabio Cenerini ha lanciato un appello alla cortesia istituzionale: "Così si va verso la spaccatura nei rapporti tra maggioranza e opposizione. Si poteva attendere qualche minuto, anche vista la presenza di ospiti che vengono anche da fuori città".
Inoltre Cenerini ha chiesto di verificare se fosse possibile che il leghista Simone Vatteroni venisse considerato in sostituzione di Romolo Mocchi, collega equivalente a tre colleghi del gruppo, ma al momento dell'appello aveva detto di essere presente al posto di Lorenzo Viviani, che pesa per due. L'assenza del numero legale è rimasta così di fatto confermata.
Nel frattempo Asti ed Erba si scambiavano accuse e non solo, rendendo la scena davvero degna di Paperopoli (leggi qui) e costringendo Peserico ad alzare la voce per porre fine alla lite.

L'eco del teatrino stucchevole che stava andando in scena è giunta anche fuori dall'aula e i rappresentanti di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Confesercenti e Legacoop hanno così imboccato le scale per lasciare Palazzo Civico. Il sindaco di Riccò del Golfo, Loris Figoli attendeva con pazienza, mentre il collega di Porto Venere, Matteo Cozzani, aveva lasciato il Comune non appena appresa l'assenza del numero legale.
Richiamati con la promessa di risolvere l'intoppo in pochi minuti, hanno atteso pazientemente, mentre i minuti di ritardo si accumulavano impietosi.
Per Guido Melley ed Erba, però, l'assemblea, la cui validità avrebbe dovuto essere garantita dalla maggioranza, aveva ormai i connotati di una riunione ufficiosa, non più di una commissione. "Se c'è disponibilità da parte nostra di procedere con l'audizione - ha detto Melley - ci potrebbe anche essere la possibilità di prevedere una ulteriore seduta, visto che si tratta di una pratica complessa, invece che andare diretti verso il licenziamento".
"C'è stato un accordo per licenziare la delibera dopo aver ascoltato gli ospiti di oggi. Abbiamo già fatto cinque commissioni su questo argomento - ha ribattuto Peserico - per una pratica che prevede un impegno di spesa di 40mila euro. Non intendo convocare altre sedute".
La maggioranza ha sostenuto la tesi secondo la quale non fosse necessario il numero legale per l'audizione, proponendo di convocare una nuova commissione per il solo licenziamento.
Prolungandosi l'attesa i rappresentanti delle associazioni hanno nuovamente preso le scale. I minuti di ritardo erano ormai 35.
Ripercorse le scale per la terza volta, come in una via crucis, su richiesta di Peserico i portavoce delle associazioni hanno spiegato che si sarebbero fermati solamente se la seduta avesse avuto un carattere formale. E di fronte all'ennesimo innescarsi della discussione su questo punto tra maggioranza e opposizione hanno salutato con i volti solcati da scoramento, stupore e amarezza.
"Non è per mancanza di rispetto nei confronti del vostro ruolo e del voto dei cittadini, ma non possiamo essere usati per questioni di natura politica", ha chiarito il direttore di Confindustria Paolo Faconti indossando per l'ultima volta il soprabito.

Saltata l'audizione, con il rimpallo di responsabilità che ne conseguirà, la prossima convocazione prevederà la discussione e il licenziamento della delibera, ma non è ancora chiaro se ci saranno i tempi tecnici per portarla al consiglio comunale di lunedì 28 gennaio.
E intanto il mondo del turismo aspetta di vederci chiaro sulla Dmo e di vederla finalmente all'opera. Anche perché la promozione per la stagione 2019 è ormai fuori tempo massimo.

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I rappresentanti delle associazioni scendono le scale per la terza volta Archivio CDS


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