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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 23.23

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Discussione monstre, bocciato il Puc di Federici | Foto

Il centrodestra respinge l’appello della minoranza e approva il proprio odg: ora il Puc attende la sua ultima settimana prima dell’ormai probabile decadenza.

Dopo più di 3 ore di discussione
Discussione monstre, bocciato il Puc di Federici

La Spezia - E arrivò anche la notte del Puc, lunga, gelida e infine scontata, come il copione del resto riservava. Una serata che riporta in consiglio comunale tanta di quella sinistra che faceva parte della vecchia maggioranza, dall’ex assessore all’ambiente Ruocco ai comunisti Ruggia e Sommovigo, senza dimenticare il Comitato IoStocolPuc. E’ Guido Melley, a prendersi la briga di spiegare il senso della richiesta di un “parlamentino” straordinario da parte di tutte le zolle di sinistra (Forcieri a parte). Premessa necessaria quella del leader di “Leali a Spezia”: “Faccio innanzitutto un appello al sindaco e a tutti i gruppi, di minoranza o maggioranza: confrontiamoci apertamente, eleviamo il livello della discussione, senza per forza ricorrere alla dietrologia. Oggi siamo a discutere di una variante emanata nello scorso aprile, decisamente troppo tardi per una legislatura che sta chiudendo. Al di là di questa parziale giustificazione che va accordata alla nuova amministrazione, crediamo sia giusto approfondire questa variante”.

Continua sulla medesima falsariga Melley, dicendosi preoccupato ad esempio delle future sorti dell’area ex Sio in caso di decadenza del Puc ma accordando l’assurdità del disaccordo con il Prp sul molo crociere: “C’è una cosa seria di cui l’amministrazione deve dare conto come non ha finora mai fatto: ecco perché da novembre ambiamo incalzato, chiedendo una decisione chiara”. In ultimo l’attacco all’assessore Sorrentino che “si è barcamenata, senza mai dare idea di voler approfondire: ci aspettavamo invece una dichiarazione forte sulla possibilità della decadenza”. La discussione continua, animata dal capogruppo Pd Federica Pecunia, prima firmataria della mozione, che si rivolge direttamente a Peracchini: “La reticenza a dare risposte da parte del sindaco e della giunta è stato un comportamento che ci ha fatto pensare alla volontà di una decadenza. In 14 anni e’ fortemente cambiata la città, dopo un passato anche costellato da diverse ferite. Ma era un altro mondo quello, si veniva dalla guerra e si doveva fare lavorare tutti. Non si può non comprendere che gli obiettivi di sostenibilità siano quelli del present e del futuro. Non c’è nessuna preclusione ad un’edilizia di qualità. Questo è un Puc per la città, non di una sola parte: ecco perché ha ancora minor senso farlo decadere. Corriamo il grave rischio di entrare in un vuoto normativo che fa saltare”. Pecunia non perdona Guerri, oggi consigliere di maggioranza che in passato aveva avuto posizioni molto critiche verso l’edilizia disinvolta: “Nel 2011 Guerri la pensava in modo ben diverso, ricordo decine di emendamenti tese a ridurre l’indice di edificabilità. Ecco, decadendo il Puc torneranno il doppio di quelli previsti dalla variante di Aprile. Torneranno a gara le costruzioni in collina. La verità è che di questo decidono tutto da Genova, ma almeno stasera abbiate il coraggio di dirlo agli spezzini”. Massimo Lombardi conclude il trittico di interventi iniziali pro Puc e si rivolge alla coscienza di tutti: “Il Puc salvaguarda le colline, frutto di un percorso nato nel 2011 con il periodo delle alluvioni: è una mezza verità che si sia fatto tutto all’ultimo perché le linee guide erano già state individuate e accettate un anno prima. Sarà la Prefettura a rispondere a queste domande perché decadendo il Puc si torna al piano di bacino che individua un numero molto inferiore di frane rispetto alla variante. Noi oggi come in primavera siamo all’opposizione e oggi come allora siamo per quella variante. Non torniamo alle frane mappate nel 2003, sarebbe troppo rischioso per i nostri concittadini: rigeneriamo la città dell’esistente, in modo sostenibile, intervenendo sulle aree demaniali e militari. Noi siamo per il consumo del territorio a zero, ma c’è tanto di buono in quel documento, non affossiamolo”. Poi il colpo finale: “Combattiamo fino in fondo contro i poteri forti che si sono già mossi per mettere le mani sopra quegli affari, esautorando funzionari comunali, non nvalorizzando il loro lavoro di eccellenza, di ricerca, di sintesi”.

Alle 22.10 toccherebbe alla maggioranza replicare ma la tattica scelta e’ quella di produrre in primis un documento di 7 pagine sull’ordine dei lavori, firmato anche dal gruppo di Guerri, che sostanzialmente richiama lo storico con cui la Regione stoppa il Puc di aprile per poi aggiungere che la variante e’ carente nei suoi elementi sostanziali e che occorre adeguarlo alle “sopravvenute disposizioni relative sia alle definizioni aventi rilevanza urbanistica contenute nel Regolamento Edilizio tipo regionale e nel Regolamento Edilizio Comunale approvato dal consiglio comunale del 9 novembre 2017”. Un po’ in fretta si scorrono così le pagine dell’ordine della maggioranza per capirne le linee fondamentali e si legge che fra le priorità della nuova amministrazione e quella di studiare una riqualificazione un rilancio dell’esistente attraverso politiche di valorizzazione ed incentivazione che non passino per ulteriore consumo del suolo... il Puc dovrà conformarsi alle nuove normative nel frattempo intervenute quali le modifiche alla Legge regionale sull’edilizia, le modifiche del Piano Casa, le modifiche che riguardano il regolamento edilizio tipo i nuovi standard urbanistici, la nuova programmazione commerciale... le criticità emerse dalle osservazioni evidenziano la necessità di una maggiore flessibilizzazione del Puc, senza rinunciare alla sostenibilità ambientale, con un intervento puntuale riguardo alle singole situazioni con varianti localizzate sul Puc 2003, evitando quindi incertezza strategica, costi economici, costi in termini di aggravamento del processo di piano.

La discussione riprende dopo la lettura del documento che a sinistra già battezzano come mero “ordine di disturbo”, con la consigliera Donatella Del Turco che anticipa la dichiarazione di voto favorevole alla variante del Puc, esattamente l’opposto di quello che votarono a suo tempo i consiglieri pentastellati della vecchia legislatura: “Non ci fidiamo, non c’è un’idea seria che confuti le nostre preoccupazioni. L’amministrazione doveva dare un segnale partendo da quello che c’era”. Paolo Manfredini evidenzia la pericolosità di ritornare alla mappatura del 2003, dello smarrimento del concetto di Smart City, ben chiari nella variante contestata”. Fabio Cenerini e’ il primo della maggioranza ad alzare la testa, prendere la rincorsa e alzare il mirino. Prima contro Del Turco sulla quale ironizza sulla scelta di associarsi a chi questa città l’ha cementificata praticamente tutta, poi contro Melley al quale contesta le decine di anni di governo della sinistra che ha fatto costruire tutti i centri commerciali possibili: “Ricordo quando Pagano diceva che quando i clienti arrivavano alle Terrazze poi sarebbero venuti in città. Una cosa inesistente, ma d’altro canto siete stati voi a decentrare tutto: vien da pensare, caro Melley, che le attività commerciali che le ha in centro non fossero poi il suo reddito principale. Non vi siete preoccupati dei commercianti, nemmeno di quelli di piazza del mercato che notoriamente sono di sinistra: le vostre preoccupazioni sono veramente ridicole”. Maria Grazia Frijia di consigli comunali ne ha visti tanti ed entra in scena quando l’atmosfera inizia a scaldarsi, difendendo Peracchini e attaccando la sinistra: “Non è possibile non fare un salto nel passato: lo scempio lo avete fatto voi! Il Puc riguarda l’aspetto complessivo della città e non possiamo portare avanti quell’atto politico che nasce con un peccato originale: Federici lo approvo’ a suon di maggioranza con arroganza politica, conscio che non si sarebbe poi ricandidato. Uno strumento che rappresentava le amministrazioni precedenti, uno strumento che blocca lo sviluppo a mare. Siete riusciti a fare soltanto le Terrazze senza nemmeno riuscire a finirle: e venite qui a parlare di città Smart! Volevate condizionare chi sarebbe venuto dopo Federici, fate lavorare chi oggi guida la città e lo sa fare”. Massimo Baldino Caratozzolo, consigliere (forse) ribelle sul tema dell’aggregazione Acam-Iren, prende in mano lo scettro e si trasforma almeno questa sera in pompiere: “Non è giusto fare il processo alle intenzioni, quel Puc fu approvato in maniera tardiva e pasticciata. Peracchini non è un cementificatore, basta guardare le sue linee programmatiche. Il nostro gruppo consiliare è molto vicino alle istanze ambientaliste, ma qui siamo ad un atto politico che deve essere nelle more della nuova amministrazione e non imposto con quell’ultimo atto voluto da chi c’era prima”. Viviani, leghista e mitilicoltore, e’ uno dei pochi ad entrare nel merito, ponendo dubbi sulla mappatura realizzata dall’Universita di Siena e chiedendo in soldoni che il documento venga fatto a modo, su basi scientifiche e ironizza “sull’aria da santi e immacolati che davvero non vi si addice”.

E Forcieri che dice? Pecora nera dell’opposizione, non si è allineato alla mozione Melley dopo anni di braccio di ferro da presidente dell’Autorita portuale con Federici, sul Prp, e sulla famosa cancellazione del molo crociere dal Puc, oggetto finale dello strappo politico tra l’ex senatore e il Pd: “Alla fine di una attività amministrativa poteva essere un importante patrimonio da lasciare alla nuova giunta: aver affrettato quella decisione, per ragioni chiaramente politiche, ha di fatto impedito tutto questo e adesso ci pone in oggettiva difficoltà. In quella variante, tanto per dirne una, non c’è scritto nulla sul futuro dell’area Enel. E mi pare che sulle colline vogliono chiudere la porta quando i buoi sono ampiamente scappati. Vedere quanto si è costruito fa male al cuore: una cementificazione pesante, con strade insufficienti. Dire che senza questa variante si finisce in mano ai cementificatori vuol dire che prima si faceva... proprio così. E allora si chieda scusa”. Ancora contro il suo ex partito: “Non dimentichiamoci che la città nel frattempo ha votato e lo ha fatto in modo netto: le elezioni hanno condannato quelle proposte in maniera netta e riproporle ora con la minaccia del caos e’ un ulteriore atto di presunzione. C’è stato un cambio voluto dalla gente e quello che dobbiamo fare adesso è vedere come risolvere questa situazione, evitando investimenti selvaggi in collina, nuovi centri commerciali e pensando velocemente ad una delibera che salvaguardi dal rischio di nuove edificazioni”.

Alle 23.25 parla finalmente Peracchini e con la spada in mano infilza a suo modo un po’ tutti: “Pensavo di trovarmi qua ad ascoltare i soliti maestri di retorica e invece mi trovo davanti dei maestri di risentimento: pensate a fare un’opposizione seria. Ricordo Melley e Manfredini che durante la campagna elettorale, a proposito del Puc, avevano posizioni ben diverse: il primo si diceva fortemente contrario a quella decisione presa all’ultimo momento, il secondo addirittura che dentro il Puc ci sarebbe dovuto essere quel molo crociere”. La voce cresce, il tono sale: “Voi non volete crociere, un waterfront, voi volete i container in Calata Paita ma allora ditecelo. Io vivo in collina e quello che ho visto nascere e’ una vergogna: state sereni, siamo persone serie. Siamo andati al consiglio di stato e mentre voi facevate le commissione, abbiamo portato a casa la variante 2012 che salva quel poco delle colline che le avete lasciato. Avete fatto 26 discariche nella collina si Pitelli. Ma come fate a venire qui ad accusarci? Ci sono centinaia di persone che abitano sotto strada, gli ultimi, i poveri”. Il sindaco continua: “Noi ci prendiamo la responsabilità, non so se ce la faremo a fare una variante entro il 27 dicembre. Avete distrutto il centro storico, ci avete criticato per l’illuminazione natalizia. Ma noi diremo no al cemento di Valdellora e Costa di Murlo, diremo sì al piano casa, ai sottotetti, nel rispetto di tutte le norme. Non abbiamo nulla da nascondere, rispetteremo il mandato datoci dal 60 per cento degli elettori e pretendiamo che ci ci giudichino alla fine. Non siete voi a pregiudicare, ma stiamo scherzando? I tempi sono cambiati e probabilmente ci sarà bisogno di più variabili negli anni. Vedere partire i nostri giovani non so se vi rallegra. Io vado a trovare gli anziani ma dobbiamo dare un futuro tenendoci i giovani di casa. Non c’è lavoro, non c’è qualità del lavoro. E poi qui c’è un gioco la credibilità della città: hanno firmato convenzioni che porterebbero denunce, contenziosi e con cui troveremmo a doverci confrontare”.

Al di là della replica di Pecunia che chiude la discussione e delle dichiarazioni di voto, affidate da una parte al pluricitato Melley che considera disatteso l’appello iniziale (“potevate votare contro anziché presentare un odg dove nulla c’è scritto”), Manfredini, Lombardi, Pecunia e Del Turco (Forcieri naturalmente parlerà, ma aveva già bocciato quella variante nel precedente intervento e farà lo stesso con l’odg di maggioranza) dall’altra ai consigliere Cenerini, Costa, Manucci, Saccone, si va al voto, che chiude la serata quando si è pienamente oltrepassata l’una della notte: con 10 favorevoli, 21 contrari, 1 astenuto viene bocciata la Variante, con 21 favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto passa invece l’ordine del giorno della maggioranza. Les juex sont fait.

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