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Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Febbraio - ore 20.30

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Discussione infinita ma alla fine il bilancio passa

Cinque ore di consiglio comunale per licenziare il discusso Dup della giunta Peracchini. Guerri e Caratozzolo confermano la linea e votano i loro emendamenti senza l’appoggio della giunta ma alla fine votano il bilancio.

La cronaca della serata
Discussione infinita ma alla fine il bilancio passa

La Spezia - La notte del bilancio, quella della discussione senza esclusione di colpi, come nelle cronache dei consigli comunali di una volta, almeno stando alle premesse. Sono effettivamente tanti, diciannove, gli emendamenti presentati, segno tangibile di una lunga notte. Alla fine saranno 37 le votazioni ai quali i consiglieri sono sottoposti e, con qualche sbadiglio comprensibile e il sistema informatico da riavviare, non ci saranno affatto sorprese: la maggioranza voterà compatta tutte le delibere proprie e nessuno degli emendamenti presentati dalle minoranze. La curiosità semmai era su come si sarebbe comportato il consigliere di maggioranza Caratozzolo che in verità, a conti fatti, non viene preso in considerazione se non dal presidente Giulio Guerri, che vota col collega quelle delibere mal digerite. Guerri e Caratozzolo voteranno contro la delibera 8, quella che appunto conteneva gli emendamenti su Via Firenze e Parco del Colombaio.

Si parte frizzanti, non c’è alcun dubbio, con Federica Pecunia, capogruppo Pd, che spariglia subito le carte presentando la richiesta di audizione da parte del Comitato “Insieme per Fabiano” che ha scritto un documento contro l’ipotesi di alienazione della scuola di Fabiano Basso e del Parco del Colombaio. Il primo cartellino giallo arriva da Maria Grazia Frijia: “Mai è capitato che un gruppo consiliare si facesse portavoce della richiesta di un comitato che vorrebbe incontrare il sindaco o il presidente del consiglio comunale”. Cenerini la segue a ruota mentre Lombardi chiede di rispettare il diritto dei cittadini di incontrare le istituzioni e i capigruppo. Cose che sono già avvenute in passato”. Sulla stessa falsariga la consigliera pentastellata De Muro mentre Saccone definisce il tutto una strumentalizzazione politica e inopportuna. Peracchini spezza il ping pong e prende la parola per proporre di incontrare il Comitato domani pomeriggio. Pecunia rintuzza dicendo che a giochi fatti non ha senso incontrare i cittadini: “Quando faccio una promessa la mantengo, non voglio prendere lezioni in questo modo. Incontro tante persone, siete tutti capaci di comprendere la strumentalizzazione” - controbatte il sindaco. Ad alzare la temperatura è quel Massimo Caratozzolo che dai banchi della maggioranza ancora una volta prende le distanze dalla sua giunta: “Otto delibere su nove vanno benissimo, le voteremo convintamente. Sull’ultima non condividiamo nè la sostanza né il percorso prescelto. Due aspetti vorremmo eliminare da quel documento: la vendita del parco del Colombaio e quella della scuola di Via Firenze. La prima non era nel programma, la seconda sarebbe addirittura un proseguimento dell’idea della vecchia giunta Federici. Dico che essere eletti non ci dà il diritto di prendere decisioni irrevocabili senza parlare con la gente. C’è un approccio sbagliato sia per una questione economica che patrimoniale”. Il consigliere “ribelle” entra nel dettaglio delle condizioni dell’edificio scolastico, citando le carte. Poi nel finale si rivolge direttamente al sindaco con parole che sanno di out out: “Federici fece cose incredibili, a Peracchini vogliamo bene ma non gli perdoneremo queste eventuali decisioni. E’ necessario andare oltre, nel solco della discontinuità che avevamo messo in cima alla lista delle priorità. Non si cede il patrimonio pubblico. Allora cosa ci venderemo un giorno, la Maggiolina?”. L’appello finale è uno strano crescendo un po’ confuso, fra il monito iniziale a tutto il parlamentino di Piazza Europa e una conclusione che ha perfino dell’allegorico: “Se voteremo favorevolmente stasera, non avremo più voce in capitolo su queste alienazioni e se domani un ipotetico imprenditore volesse comprare il Colombaio noi non potremo fare più niente. Se si andrà avanti così sarò sicuramente un consigliere sfortunato visto che tutte le mie battaglie sembrano delle cause impossibili. No, non esco dalla maggioranza ma mi cerco un buon esorcista e mi farò benedire tutti i giorni. Per togliere il malocchio”.

Tocca a Guido Melley prendere la parola per rivendicare il lavoro fatto insieme al collega Roberto Centi sull’ormai famoso Dup del bilancio preventivo, consiglia a Peracchini di passare la delega al bilancio a qualcun altro e chiede più disponibilità al dialogo: “Non c’è sempre polemica dietro le nostre richieste. Le nostre richieste sono chiare: non siamo d’accordo con le alienazioni senza spiegare le scelte ai consiglieri e ai cittadini. Non siamo contrari a prescindere ma pretendiamo un confronto sul futuro di questi edifici perché sono beni pubblici. Discorso diverso quello sull’ex scuola di Via Firenze, inaccettabile quell’emendamento proposto dal sindaco. Infine il parco del Colombaio, che non è per nulla in abbandono. Lo stesso sindaco nei giorni scorsi ha ammesso di aver preso un granchio perché a suo dire pensava soltanto si trattasse della sola casina rossa. Perché allora oggi presenta un emendamento ancora ambiguo?”. Ancora Melley: “Quante marce indietro avete già fatto, penso alla tassa di soggiorno, dopo le pressioni nostre e delle associazioni di categoria. Come verranno usati quei soldi e tutti gli altri relativi, per esempio al tpl?”

Dagli scranni della minoranza, quota Pd, Marco Raffaelli rialza i toni con un intervento molto tagliente: “Avete l’orticaria al dissenso, avete pensato di potervi incipriarsi la faccia di dinamismo, di buonismo ma al primo sole tutto questo si sta sciogliendo. Avete raddoppiato la tassa di soggiorno e siete dovuti tornare indietro. Siete il partito che più di tutti dice di non mettere le mani nelle tasche della gente infatti la gente dovrà mettersele da sole per pagare queste scelte. La verità è che vi abbiamo presi con le mani nella marmellata su molte cose ma adesso dovete dichiarare se siete coerenti con voi stessi. Lo so che fa male, non vi arrabbiate... Mi chiedo se lo avessimo fatto voi cosa sarebbe diventato questo consiglio comunale”. Cenerini sbotta, la Frijia perde letteralmente le staffe e alza i toni, Guerri minaccia di sospendere la seduta. Alle 22.17 le minacce diventano realtà è il presidente del consiglio chiama il timeout: non si può andare avanti così. Tutti in conferenza dei capigruppo.

A quanto pare la battaglia verbale sarebbe continuata anche durante la lunga pausa nella quale poi Raffaelli riprende da dove aveva lasciato abbassando i toni e curvando le parole senza cambiare tuttavia la china: “Lei sindaco ha addirittura spaventato la cittadinanza dicendo che questo Comune ha un buco. Lei si immaginerà allora l’incredulità quando mi sono trovato davanti il prospetto dei mutui che noi abbiamo dimezzato in dieci anni. Arrivate voi e rialzate il debito degli spezzini. Questo bilancio e’ uno spettacolo: in un sol colpo si mettono le mani nelle tasche degli spezzini che hanno delle attività ricettive e si indebitano i cittadini nei confronti delle banche”. Patrizia Saccone riparte dall’inizio, portando al consiglio il conto delle spese, voce per voce, chiedendo collaborazione alla minoranza e rivendicando, fra le altre cose, di non aver aumentato la Tari: “Abbiamo reso ordinario ciò che in questa città era straordinario”. Sulla medesima linea il dorsista Giacomo Peserico che sottolinea gli aiuti che l’amministrazione ha voluto dare nel sociale (“per esempio ad Arte”) e ritorna sull’indebitamento dell’ente (“abbiamo dovuto fare anche noi dei mutui, e’ vero, cos’altro potevamo fare?”) ma anche di tutte le società partecipate he sono dei fardelli per la comunità. Idem per Atc Mobilta e Parcheggi, che nei prossimi anni dovrà affrontare. Questo bilancio non ha proprio niente di nascosto”. Parla di delusione e lo dice per tre volte invece Lorenzo Forcieri che liquida il Dup come “una mera trasmissione di numeri senza un’idea politica sulla città”. Forcieri sui mutui difende l’impostazione precedente: “I mutui sono una cosa positiva, sono investimenti di un’amministrazione pubblica per la comunità che rappresenta. Diverso e’ la spesa corrente e devo notare che in questo senso le voci non sono tante. Chi vuole tagliare quelle spese generalmente riduce sul personale e invece voi avete aumentato di un milione”. Ancora Forcieri, che attacca la giunta partendo dal particolare e fondendo sul generale: “Mi pare un’impostazione ragionieristica per un atto che dovrebbe essere l’elemento programmatico più importante. L’impressione è che si voglia fuggire dalle responsabilità sulle scelte: mancano le indicazioni politiche sulle cose veramente importanti. Un insieme di numeri può fare un bilancio ma non può fare un programma. Eppure il sindaco l’altro giorno al congresso della Uilm aveva detto che ci sono grandi sfide per la siamo pronti? La risposta è no. E la prima a non essere pronta e propria la giunta da lei presieduta, caro sindaco”. Forcieri finisce sulle alienazioni dove si dice d’accordo con Caratozzolo: “Rinunci sindaco alla vendita del parco... che poi quale imprenditore se lo comprerebbe senza snaturarlo, senza tenerlo a disposizione di tutti? Se lei decidesse di cambiare idea credo gliene verrà dato atto in modo semplice.

Luigi Liguori centra il suo intervento sul Colombaio e sulla necessità di fare politiche sul verde, Manfredini torna sulla mancanza di una visione programmatica da parte del suo ex avversario e punta il dito sull’aumento da 3,5 a 5 milioni di entrate dalle contravvenzioni: “Un cambio di prospettiva fa pensare a tre cose: o ad un aumento significativo dei nostri concittadini o ad un aumento del traffico oppure, e penso che sia l’unica soluzione possibile, ci troveremo a pagare più multe”. A proposito di bilancio, Paolo Manfredini chiede il perché si è abbassato di 30mila euro il contributo per il Polo universitario spezzino e infine di cancellare il provvedimento di aumento della tassa di soggiorno “sia per ragioni di merito sia per ragioni di metodo”. Altra 'dem' che prende la parola quando l’orologio ha già superato le 23,30: Dina Nobili rimarca la mancanza di investimenti con l’emendamento sulla assistenza medica primaria e nessun investimento sulle scalinate storiche, eccezion fatta per la Cernaia. I Cinque Stelle con la consigliera De Muro ricalcano gli altri interventi e richiama la lista Guerri ad un atto di coerenza, la leghista Federica Paita invita i consiglieri di minoranza di andare ogni giorno fuori dalla porta del sindaco per vedere quante persone vengono a chiedere aiuto e poi capirete quali sono le priorità della gente. “Questo Dup va preso seriamente perché e’ un documento molto approfondito. Leggendolo con serietà vedo una svolta verso le privatizzazioni - dirà ben oltre la mezzanotte Massimo Lombardi -, ma dobbiamo comunque fare uno sforzo collettivo di prendere più seriamente chi come Melley in commissione ha fatto un lavoro puntuale, sempre sui dettagli, mai sul merito. Ci vuole serietà da parte di tutti”. Siamo agli sgoccioli, Cenerini ricapitola tutto e contesta all’opposizione la visione stalinista sui beni pubblici: "Sembra di essere nella vecchia Urss: la minoranza non accetta la vendita del parco del Colombaio, anche se resta vincolato ad uso pubblico. Non si capisce quale sia la differenza per una mamma che va al parco con i bambini, se lo stesso è di proprietà pubblica o privata, magari può addirittura non saperlo, l’importante è poterne usufruire e che sia pulito, sicuro e attrezzato o no? Evidentemente le teste sono sempre le stesse di una volta, purtroppo ce n’è anche qualcuna che ragiona alla rovescia dalle nostre parti". Continua il capogruppo della Lista Toti: "La sinistra continua con la politica della menzogna, che non funziona più però: alla richiesta di incontro di un comitato di cittadini, con il sindaco e altri, piuttosto inusuale, visto che se ne è fatta portavoce Federica Pecunia, il sindaco ha dato piena disponibilità ad ascoltare i cittadini nella giornata di domani, ma il consigliere Liguori durante la discussione ha stigmatizzato il rifiuto del sindaco di incontrare i cittadini! Evidentemente parliamo lingue diverse e capiamo in modo
diverso, come diceva qualcuno sembriamo uguali ma non lo siamo". Ultimi interventi da Pecunia e Erba poi, finalmente, giunge il momento di votare. “Questo bilancio e all’insegna del minimo sforzo e di qualche sgambetto ai cittadini sui quali l’amministrazione fa finta di niente. Lo scorso anno la Tari venne ridotta del 3% quest anno ci si vanta di averla ridotta dello 0..... ma questo è come applicare una tassa di 15/20 euro a famiglia. Ditelo che non fate scelte o non prendete decisioni ma non lo fate perché non avete un idea non perché il bilancio non ve lo consenta. Voi avete scritto che tutti gli indicatori economici finanziari dei passati bilanci sono più che positivo. Smettete di giustificare tutto questo come frutto del passato ora siete voi a scrivere e non avete scritto niente altro che ciò che avevate già in mano. E non dite che 300 mila euro tagliati ad Atc di cui mi sono accorta sfogliano il bilancio lo avete condiviso con i sindaci delle altre città: spezia non è un comune qualunque e il comune capo luogo e capo fila e non si può permettere di ragionare per se stesso e dentro la sua cinta muraria. Perché assumente un super dirigente per 100 mila euro per coordinare i dirigenti?! Perché volete stroncare il turismo che sta nascendo con una tassa che avreste dovuto ragionare di più e meglio con operatori e associazioni di categoria. Questo bilancio poi si apre con il rifiuto dell’amministrazione di ricevere i cittadini e questo è il gesto che caratterizza questo bilancio: il sindaco ha disatteso il programma altro che partecipazione, economicità” - chiude i suoi interventi. Così invece Erba: “Non siamo contrari all’imposta di soggiorno ma ci interessa l’assenza di programmazione su un po’ tutto. Dove e quella rivoluzione arancione che avete sbandierato? E non vedo alcuna coerenza da parte del consigliere Caratozzolo se rimane in maggioranza visto che non è in linea su diversi punti con la sua amministrazione. Succedeva una cosa analoga a noi, si sarebbe parlato di maggioranza che scricchiola. Oggi invece va bene tutto”. Caratozzolo, chiamato in causa proprio nell’ultimo intervento prima che la discussione si chiuda, rivendica di essere spirito libero, pur votando il bilancio della giunta: “Lo voteremo perché non mette le mani nelle tasche dei cittadini ma dei turisti. In questo bilancio c’è un’attenzione ai territori, non si spendono soldi per stupidaggini come Piazza Verdi. Su altre cose mi distinguo, nel rispetto dei cittadini che vogliono un parco pubblico oggi, domani e anche nel futuro. Colombaio, Parco Sabrina e raccolta differenziata, sono i nostri emendamenti. La democrazia e anche questo e forse cari colleghi del Pd se ci fosse stato qualche coro dall’esterno magari non sareste finiti sconquassati”.

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