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Disastro Cinque Stelle, Battistini la tocca piano: "Qualcuno dovrebbe dimettersi"

Disastro Cinque Stelle, Battistini la tocca piano: `Qualcuno dovrebbe dimettersi`

La Spezia - "Il 28 febbraio scorso ho lasciato il Movimento 5 Stelle perché mi trovavo in aperto contrasto con quanto portato avanti, in maniera politicamente indegna, da Alice Salvatore. La Presidente del Gruppo regionale ligure ha distrutto quello che per tutti noi era un sogno di cambiamento. Grazie a lei, a Beppe Grillo, al fantomatico staff e a quei parlamentari, come Di Maio e Battelli, che l’hanno appoggiata in ogni sua azione, il Movimento è diventato un partito periferico e perdente, ovunque". La vendetta è un piatto da mangiarsi freddo e Francesco Battistini si prende 24 ore prima di commentare la caduta pentastellata alle amministrative di domenica: "Parliamo di qualcosa di ben lontano dalla forza lanciata al governo del territorio che i vertici, ancora negli ultimi mesi, proclamavano a gran voce. A Genova è scivolato al 18%, staccato di quasi 15 punti dalla quota ballottaggio; alla Spezia è crollato a meno del 9% riducendo drasticamente i voti presi 5 anni fa; per non parlare di Chiavari, dove i cittadini stanno ancora aspettando la motivazione della mancata certificazione di una lista già pronta alla campagna elettorale".

"Salvatore e i vertici del Movimento hanno distorto ogni regola - continua il consigliere regionale di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Francesco Battistini, commentando il risultato - allo scopo di agevolare i prescelti per soddisfare i capricci del despota. Col “Metodo Genova”, Alice Salvatore si è intestata un sistema a liste bloccate, per far sì che ogni seggio conquistato potesse essere occupato da un uomo di fiducia, devoto oltre ogni libertà di pensiero e di critica: tutto ciò in dispregio a ogni principio fondativo del Movimento che, una volta, si batteva perché i cittadini potessero scegliersi direttamente i propri rappresentanti. Ormai è fin troppo chiaro, nel “nuovo” Movimento 5 Stelle gli attivisti hanno una sola scelta: ossequiare le decisioni del Capo supremo. A fronte di una linea politica inconsistente e ondivaga, governata esclusivamente dall’algoritmo della ricerca del consenso immediato. Tutto è calato dall’alto e imposto con un “fidatevi di me”: atto politico deresponsabilizzante che non chiede e non da spiegazioni. Risultato: questo nuovo Movimento non è amato dalla gente; né dagli attivisti della prima ora, né da tanti sostenitori delusi dalla svolta autoritaria, demagogica e verticistica. In una formazione politica seria e matura, così come in una qualsiasi organizzazione, il mancato raggiungimento degli obiettivi prevede che il responsabile ne paghi le conseguenze. L’unica azione politica dignitosa per i responsabili della disfatta sarebbe quella di dimettersi".

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