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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Giugno - ore 22.20

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Digestore, consiglio provinciale spaccato. E dal piano non si torna indietro

Il presidente De Ranieri: "La Provincia vigilerà". La consigliera Nobili: "Non si può piacere sia alla Val di Magra sia a Genova".

Posizioni inconciliabili

La Spezia - Il consiglio provinciale si spacca sul biodigestore al termine di un dibattito di quattro ore a cui hanno assistito membri del Coordinamento no digestore Saliceti, il giurista ambientale Marco Grondacci (ora 'reclutato' dal Comune di Santo Stefano per seguire la delicata questione), il consigliere comunale spezzino Massimo Baldino. Il lungo confronto, non privo di voli d'angelo e corpose analessi, ha infine visto bocciata la mozione della minoranza – tutto è partito da un testo della consigliera Pd Dina Nobili – e approvata quella preparata dalla maggioranza. Vana ai fini della condivisione, auspicata dal presidente Andrea De Ranieri, la 'capigruppo' convocata prima dell'ultima tranche di consiglio. La mozione bocciata intendeva impegnare il presidente a “impedire la modifica della pianificazione provinciale, tutelando il ruolo del consiglio provinciale”, con un chiaro riferimento al fatto che, nero su bianco, ad agosto in Via Veneto sia stato dato l'ok a Boscalino e non a Saliceti (sito invece oggetto del progetto di Recos); e ancora, “ad archiviare il procedimento di autorizzazione unica in corso per poter avviare una variante di piano su scenari alternativi in materia di siti, tecnologie, chiusura del ciclo rifiuti”; infine, impegnare il presidente a “ripristinare un corretto rapporto con le amministrazioni della pianificazione” e a “far redigere una relazione sanitaria collegata all'insediamento di nuovi impianti di trattamento rifiuti”.

Il testo 'vittorioso' impegna De Ranieri “a verificare se gli studi e le valutazioni che individuarono nel 2003 il sito di Saliceti come idoneo al trattamento rifiuti siano ancora attuali e validi ai fini del rilascio da parte degli uffici provinciali dei pareri richiesti dal Paur (Provvedimento di autorizzazione unica regionale, ndr)" e invita i sindaci di Vezzano e Santo Stefano “a effettuare le opportune verifiche sanitarie e a renderle note a Regione e cittadinanza” (di fatto richiesta analoga a quella rivolta ieri dal consiglio comunale di Santo Stefano proprio al vertice di Via Veneto). Inoltre, con un emendamento promosso dalla consigliera Saccone - latrice in ciò anche della posizione della Lega -, il testo altresì invita De Ranieri a chiedere a Recos i motivi che hanno portato l'azienda a puntare sul sito di Saliceti e impegna Provincia e i due Comuni interessati a favorire un percorso informativo nei confronti della cittadinanza sugli sviluppi della pratica digestore. La mozione del centrodestra è passata con cinque voti favorevoli (ha dovuto assentarsi il 'sesto' consigliere Claudia Gianstefani), ricevendo dal quartetto d'opposizione tre voti contrari e l'astensione del consigliere Mori (“E' una mozione insufficiente, ma non sono contrario a quel che dice”). Dal consiglio esce quindi un'impegnativa che si pone ormai al di là del discusso nodo della discrepanza tra quanto scritto nel piano rifiuti (Boscalino) e il sito scelto da Recos (Saliceti). Del resto il funzionario Casarino ha assicurato che “la Provincia non può scegliere i siti in cui realizzare gli impianti. Può dire dove non si possono fare. Ma non scegliere”.

“La Provincia vigilerà e controllerà con estrema puntualità e accuratezza su tutte le fasi che
porteranno al rilascio o meno delle autorizzazioni previste. Lo faremo avvalendoci dei
nostri uffici e di professionisti esperti – ha dichiarato a margine del consiglio il presidente De Ranieri -. La pianificazione del ciclo dei rifiuti nasce nel 2003 e le previsioni attuali ne sono una conseguenza: a Saliceti esiste già un impianto e la Provincia non abdica certamente adesso ad esercitare il proprio ruolo di controllo. Desidero inoltre che tutti sappiano che gli uffici della Provincia ascolteranno e analizzeranno ogni fondata segnalazione che istituzioni e cittadini ci faranno arrivare. È falso e strumentale imputare a questa amministrazione provinciale la
scelta di individuare Saliceti come sito deputato per questa tipologia di impianti quando invece è da diversi anni che esiste questa opzioni negli strumenti pianificatori. La chiusura del ciclo dei rifiuti è un obiettivo di civiltà e la Provincia è fermamente intenzionata a conseguirlo proteggendo salute e ambiente senza tentennamenti. Confido nella leale collaborazione dei sindaci dei territori coinvolti, in particolare quando tratteranno le autorizzazioni di loro competenza, affinché l’impegno di stretta vigilanza sulle pratiche relative all’impianto sia analogo a quello che oggi la Provincia si è assunta”. Al vetriolo il commento finale della consigliera Nobili, promotrice della mozione. “Il centrodestra non riesce a esprimere una posizione chiara, diversamente dalla nostra. È difficile volere piacere ai cittadini di Vezzano e Santo Stefano e allo stesso tempo a quelli di Genova (dove è il governo regionale e soprattutto da dove si stima arriveranno due terzi dell'organico per il digestore, ndr). Noi abbiamo scelto da che parte stare”.

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