Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Ottobre - ore 22.41

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Digestore: Peracchini chiude, i consiglieri non ci stanno

Mozioni frenate dal parere legale. Poi il presidente, in collegamento, saluta e pone fine alla seduta. Dalla maggioranza Gianstefani protesta: "Non può". L'esponente del centrosinistra Licari: "Inadatto, deve dimettersi". Nobili va via: "Subalterno".

"Discussione stoppata"

La Spezia - Consiglio provinciale faticoso oggi pomeriggio, prima di tutto per ragioni tecniche. A stento comprensibili le parole del presidente Peracchini, collegato in videoconferenza col parlamentino di Via Veneto, sia per i consiglieri presenti, sia, anche di più, per chi ha scelto di seguire via streaming la seduta, imperniata su 'comunicazioni del presidente' relative al parere legale fornito dall'avvocato dell'ente in merito a tre atti consiliari 'anti biodigestore di Saliceti', in particolare una mozione e un ordine del giorno presentati dal consigliere di centrosinistra Licari e una mozione messa sul piatto dal gruppo La Spezia popolare, forza di maggioranza. Il parere, letto dal segretario, spiega che, in merito alla mozione di Licari del 4 agosto, che rileva presunte irregolarità nel Paur (Procedimento autorizzatorio unico regionale) per l'impianto, va considerata una risposta già data dalla Regione Liguria, tramite il Settore Ambiente, a un'iniziativa politica dell'opposizione regionale. Una risposta, si legge nel parere, che fa presente “che la fase pubblica nella quale era possibile presentare osservazioni in merito al procedimento” di Paur, “svoltasi nelle modalità dell'inchiesta pubblica, si è conclusa il 2 ottobre 2019. Per quanto sopra la Regione Liguria ha disposto l'archiviazione della richiesta dei consiglieri regionali”. Stante questo precedente il servizio legale dell'ente “ritiene che la Provincia debba uniformarsi a quanto già stabilito in materia dalla Regione Liguria e pertanto che la mozione presentata dal consigliere (Licari, ndr) non possa essere trattata dal consiglio provinciale e conseguente debba essere archiviata così come disposto dalla competente Regione Liguria”, osservando altresì che “qualora il consiglio provinciale procedesse a trattare la mozione in argomento con esito positivo questo non avrebbe alcun effetto sul procedimento (di Paur, ndr) essendo quest'ultimo di esclusiva competenza regionale”. Questo parere viene esteso anche all'ordine del giorno di Licari del 31 agosto e, “per corrispondenza di contenuto”, alla mozione presentata dai consiglieri di La Spezia popolare lo scorso 6 ottobre.

“Dal parere legale si evince che il consiglio provinciale è esautorato in merito alla discussione sul biodigestore”, si è rammaricato il consigliere popolare Ponzanelli, vice presidente dell'ente. “No, discutere si può sempre, ma bisogna prendere atto di quelle che sono le procedure”, ha osservato Peracchini. Perentoria, sempre dalle file popolari, la consigliera Gianstefani: “Fino a prova contraria questo è uno spazio di confronto e approfondimento politici. La mozione che abbiamo presentato a inizio ottobre non affronta aspetti tecnici, ma politici. Venga inserita all'ordine del giorno e votata. Difficile lavorare se la discussione viene stoppata. Quale momento politico ha cambiato la pianificazione? E nel piano approvato dalla Provincia dov'è che si parla di Saliceti?”. “Basta prese in giro, dobbiamo discutere oggi del biodigestore. È spiacevole, per usare un eufemismo, che il dibattito venga ridotto così - ha rincarato Licari -. E arriviamo a questo parere dopo lungo tempo, di mezzo ci sono state le elezioni”. Intanto la consigliera Nobili (Italia viva), se ne va indispettita: “Che vergogna – spiegherà in una nota -, oggi in consiglio provinciale su tema importante come il biodigestore il presidente non è in aula ma online, da dove legge le risposte ai vari consiglieri senza che si capisca nulla, se non un borbottio. Ed è stata tolta la possibilità di discutere. È assurdo, Peracchini è subalterno a Toti e Giampedrone e della provincia della Spezia non gli interessa nulla”.

Il dirigente del settore amministrativo, dott. Casarino, ha provato a sbrogliare il campo e a rispondere a qualche interrogativo: “Nel 2018 era in corso il revamping dell'impianto esistente di Saliceti e c'era in ballo la proposta per Boscalino, ma successivamente è cambiato lo scenario della pianificazione, da 20mila a 60mila tonnellate annue, che a Boscalino non ci stanno più, quindi cambia la proposta di Recos”. Il funzionario ha altresì ricordato che i piani provinciali “non dicono dove si deve fare un impianto, ma dove è possibile – la zonizzazione menziona sia Saliceti, sia Boscalino - e dove non è possibile, inoltre ha un valore propedeutico, mentre è il piano regionale ad avere valore giuridico legale”. Scetticismo da parte della consigliera Gianstefani: “Chi ha votato il piano provinciale nel 2018 lo ha fatto consapevole che l'impianto sarebbe stato fatto a Boscalino. Poi, passato qualche mese, il quadro è mutato”. Finita l'illustrazione del funzionario, il presidente Peracchini interviene per una ventina di poco intuibili secondi, ma il finale si capisce bene: “Grazie, buona serata”, e si disconnette, chiudendo quindi la seduta. Palese l'insofferenza dei consiglieri Licari e Gianstefani. Il primo vorrebbe intervenire, la seconda chiede che il consigliere più anziano assuma la presidenza per andare avanti. “Il presidente - così il segretario - ha salutato e ha chiuso la seduta, se ritenete fate le vostre rimostranze, ma non possiamo riaprirla”. “Eh, ma non può”, la protesta di Gianstefani nei confronti del numero uno di Via Veneto. “Il parere legale letto da Peracchini – il commento a margine di Licari – lascia parecchi dubbi. La maggioranza intanto si conferma spaccata e Peracchini si dimostra inadatto al ruolo. Mai visto uno che abbandona così il consiglio, una cosa vergognosa. Alla luce di questo atteggiamento scandaloso chiedo formalmente le dimissioni di Peracchini da presidente della Provincia”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News