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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Aprile - ore 14.31

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Dialma, volano gli stracci. Asti: "Gestione delle associazioni necessaria"

In commissione volano frasi poco istituzionali tra alcuni esponenti dell'opposizione e l'assessore, che afferma: "Non abbiamo il personale per gestire tutte le strutture culturali, e per affidare a terzi bisogna passare il bene al Patrimonio".

Tirate in ballo anche le sorelle
Dialma, volano gli stracci. Asti: "Gestione delle associazioni necessaria"

La Spezia - La presenza di un folto pubblico, composto in gran parte da esponenti delle 19 associazioni presenti al Dialma Ruggiero, ha reso bollente l'atmosfera all'interno della sala multimediale di Palazzo Civico, dove nel pomeriggio si è svolta l'audizione dell'assessore alla Cultura, Paolo Asti, da parte dei commissari comunali.
Dura la vita, per il presidente Marco Frascatore, che ha dovuto tenere a bada i bollenti spiriti dello stesso Asti e di Lorenzo Forcieri. L'assessore, in particolare, a un certo punto si è alzato e ha lasciato l'aula in polemica con il vice presidente Roberto Centi, salvo poi rientrare immediatamente. Ma una mezz'ora dopo la situazione è precipitata di nuovo, con uno scambio di altissimo livello tra Asti e Forcieri: "Sei un poveretto", "Poveretta sarà tua sorella". A voi il divertimento di abbinare le frasi ai protagonisti della baruffa verbale, che ha portato alla sospensione della seduta per alcuni minuti.

Il tema è sentito, non c'è alcun dubbio. E dopo settimane di interventi e interviste ci si sarebbe aspettati di entrare nel merito di alcune questioni, invece si è assistito per lo più alla riproposizione degli stessi argomenti. Anche perché, come sostenuto più volte dall'assessore, prima di entrare nel dettaglio del bando che affiderà la gestione della struttura di Via Monteverdi, ci sarà un ciclo di incontri con le 19 associazioni che stanno utilizzando gli spazi del Dialma e quelle che si sono fatte avanti per fare altrettanto.
"Non è prevista nessuna vendita o privatizzazione - ha specificato Asti guardando storto i rappresentanti di quelle forze politiche di opposizione che avevano paventato questi rischi intervenendo sulla stampa -. La delibera che abbiamo approvato in giunta rispetta le linee programmatiche del sindaco e il Dup 2018-2020. Nonché quello che avevo detto nel primo ciclo di incontri alle associazioni".

"Ringrazio Frascatore per aver convocato la commissione, ma come spesso accade ci troviamo a parlare di atti già approvati. Prendo atto del fatto che si vogliano ascoltare le associazioni, ma anche per loro direi che ormai è tardi. Non capisco - ha detto Centi - il motivo del passaggio dai Servizi culturali al Patrimonio. Probabilmente deriva da una visione economicista della cultura. Io invece la vedo come un ambito nel quale debba esserci anche della gratuità, anche in considerazione del fatto che nel testo della delibera si elogia l'esperienza pregressa".
Poi le parole del vice presidente, che chiedeva di entrare un po' di più nel dettaglio degli step futuri, hanno acceso la prima miccia.
"Non parlo del bando prima degli incontri con le associazioni - ha tuonato Asti -. Nel documento è scritto che ci saranno prezzi ridotti, spazio per tutti e nessuno che si possa comportare da proprietario. Il come lo si deciderà con le associazioni, attraverso una partecipazione ampia che potrà coinvolgere anche i consiglieri".
"Ma allora a cosa servono la commissione e il consiglio comunale, se non ad approfondire e discutere?", ha rintuzzato Centi, facendo scattare l'assessore come una molla.
Dalla porta, ritornando sui suoi passi, ha domandato al presidente di far rispettare l'ordine del giorno, con Forcieri che sembrava non vedere l'ora di intervenire: "Non lo decide lei l'ordine del giorno!". "E infatti me ne vado". "Vada dove vuole". Poi, un po' per gli sguardi attoniti del pubblico, un po' per i tentativi di Frascatore di riportare l'ordine, gli animi si sono calmati.

"Non si poteva migliorare l'esistente, senza stravolgere tutto?", ha proseguito Centi, interrotto poco prima. "E su quali basi normative è stato deciso il trasferimento?", ha aggiunto Forcieri.
"Questa vicenda è stata platealizzata sui giornali, senza che nessuno si sia rivolto a me per avere spiegazioni e questo non è un modo per collaborare. Ho già spiegato e ripetuto che dobbiamo attendere gli incontri con le associazioni prima di entrare nel merito del bando e della gestione. Lo dobbiamo anche a loro, questo rispetto. Abbiamo valutato necessario - ha risposto Asti - cambiare il metodo di gestione del Dialma, ma non ne cambiamo l'indirizzo: sarà sempre una struttura dedicata alle associazioni che operano nel campo della musica e del teatro, ma saranno loro a farsi carico dell'apertura e della chiusura dell'immobile. Il trasferimento al Patrimonio si è reso necessario perché non ci sarà più una gestione diretta, ma una cessione a terzi. E i Servizi culturali non possono cedere la gestione di un bene. E' una questione normativa".
Paolo Manfredini ha voluto andare più a fondo sulla questione: "Ma si è trattato di una scelta o di un obbligo?".
"Di una necessità. Gli Archivi multimediali "Sergio Fregoso" - ha spiegato l'assessore - non sono più lì: sono stati spostati alla Mediateca, con il relativo personale. E i dipendenti del settore Cultura sono sempre meno. Facendo i conti con nuovi imminenti pensionamenti dovremo gestire numerose strutture. Per questo riteniamo necessario che le associazioni siano partner autonomo nella gestione della Dialma. Nella delibera è scritto chiaramente che sarà ritenuta preferibile la creazione di una rete tra le associazioni, piuttosto che l'affidamento a un unico grande soggetto. E la gestione collettiva non è certo privatizzazione".

"Da area degradata a centro culturale vissuto. Certo, tutto può essere migliorabile ma su molti aspetti sono state raggiunte punte di eccellenza nazionale. Qualcuno può essersi sentito poco - ha rilevato Massimo Lombardi, innescando un brusio e una serie di segni di approvazioni da alcuni dei presenti -, ma non si poteva valutare una implementazione dell'esistente?".
Dopo il teatrino poco edificante che ha portato alla sospensione di qualche minuto, Asti ha accontentato chi chiedeva qualche informazioni in più, andando a parlare di cifre e denaro. "Oggi la Dialma incassa con l'affitto degli spazi una somma intorno ai 30/35mila euro. Ho chiesto agli uffici di quantificare gli spazi che fanno reddito, al netto dei bagni, delle scale, dei corridoi e dell'auditorium, che sarà a disposizione di tutti: lo spazio è pari a circa 1.100 metri quadrati netti. Con un costo di locazione di 3 euro al metro quadro, dunque, si arriva a coprire la stessa cifra nell'arco di un anno". Sarà dunque quello, indicativamente, il canone che verrà richiesto, al quale dovranno essere aggiunte le spese vive.
Interrogato ancora da Manfredini, che ha domandato se all'orizzonte, in caso di mancata sostenibilità economica per le associazioni ci possa essere l'ipotesi di una gestione affidata a privati, l'assessore ha replicato: "Il bando darà la struttura in gestione per tre anni prorogabili, ma il primo sarà di prova. Una soluzione a tutela di tutti, perché potremo essere noi dell'amministrazione a valutare di dover fare un passo indietro, o magari lo faranno le associazioni. E dopo questo anno, se sarà stata svolta una attività emerita da parte di qualche soggetto, vedremo se prevedere una nuova residenza. Ma questa volta attraverso bando".
Federica Pecunia ha giustificato i timori di una possibile alienazione con il trasferimento al Patrimonio e ha lanciato l'allarme sulla difficoltà denunciata da Asti di coprire tutti i presidi culturali con il personale a disposizione, proponendo di affrontare l'argomento con un incontro dedicato.

In chiusura di una seduta in cui i rapporti istituzionali sono stati per alcuni tratti dimenticati, Centi, in qualità di vice presidente, ha chiesto formalmente una audizione in cui siano presenti sia l'amministrazione che le associazioni, per cercare di bypassare le difficoltà nell'ottenere risposte ad alcune domande. L'impressione è che per la Dialma voleranno altre parole grosse.

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