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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 16.00

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Di Maio: "Nuovo ospedale merce di scambio per salvare L'Unità"

Il leader nazionale del Movimento cinque stelle in città per tirare la volata a Donatella Del Turco. Folla delle grandi occasioni in Piazza del mercato.

Di Maio: `Nuovo ospedale merce di scambio per salvare L´Unità`

La Spezia - Un'ora di comizio in Piazza del mercato di fronte ad almeno mezzo migliaio di sostenitori per Luigi Di Maio, vice presidente della Camera, passato oggi pomeriggio alla Spezia per dar manforte a Donatella Del Turco, candidato sindaco del Movimento cinque stelle. Sul palco con il giovane leader avellinese, la timoniera dei pentastellati in Regione, Alice Salvatore, e il deputato genovese Sergio Battelli.

"Spezia è una città depressa. Mancano il lavoro, il decoro, le opportunità. Bisogna recuperare il senso di comunità - ha detto la Del Turco scaldando il pubblico prima dell'intervento di Di Maio -. Chi lavora a Spezia? Solo quelli che dicono loro. E i ragazzi scappano, perché magari hanno la colpa di non giocare a calcetto con gli amici degli amici. Dobbiamo tornare oltre i 100mila abitanti, come era anni fa, e per farlo bisogna dare occasioni di lavoro, facendo sì che i giovani possano restare qua, e che andare via non sia l'unica strada, ma una scelta".

"Mancano sindaci a cinque stelle - il grido della Salvatore -. Eleggiamoli, e loro andranno a leggere tra le pieghe dei bilanci, e la loro azione arriverà fino a Roma attraverso i nostri parlamentari, traducendosi in servizi per i cittadini".

Di Maio, nel suo discorso fiume, ha sgranato tutti i cavalli di battaglia pentastellati: dal dimagrimento degli stipendi, al no a Equitalia e alla Legge Fornero, dall'idea di una banca pubblica per gli investimenti, alla lotta a corruzione ed evasione ("aggredendo i grandi patrimoni, non i negozi"), dall'attacco agli "enti inutili creati per sistemare gli amici", a quello agli scenari di cauto ottimismo prefigurati dagli ultimi due governi ("Facile contare i voucher come posti di lavoro e dire che la disoccupazione è calata solo perché c'è chi smette di cercare lavoro e viene registrato come inattivo").

Perché votare Cinque stelle a Spezia e negli altri Comuni? "Perché noi siamo liberi - ha detto Di Maio -, non siamo legati a poteri che poi, a elezioni vinte, vengono a battere cassa, chiedendo assunzioni e opere inutili. Noi dietro non abbiamo lobby... lo si capisce anche da questo palco (piccolo assai, ndr)! Nessuna lobby e niente finanziamenti pubblici!". Intanto gli altri "spendono molti soldi per imbrattare la città con manifesti e spot".

Tra i passaggi di colore locale, uno ha toccato la sanità. "A Spezia - ha detto Di Maio - la costruzione del nuovo ospedale è stata merce di scambio per salvare dal fallimento L'Unità, il giornale di partito".

Il vice presidente della Camera ha poi ribadito che "il Movimento cinque stelle non è né di destra né di sinistra - benché ognuno abbia la sua sensibilità -, ma segue il buon senso. Valori? Una parola che non va d'accordo con Pd e Forza Italia". Un pizzico di genealogia: "Mio padre era di destra e ha votato per quella destra che ha creato Equitalia, andando contro gli imprenditori. Mia madre era di sinistra, quella sinistra che ha abolito l'Articolo 18 andando contro i lavoratori".

Una breve difesa delle sindache Raggi (Roma) e Appendino (Torino). "Non si evidenzia mai quanto fanno e hanno fatto di buono, preferendo attribuire loro le colpe di chi ha governato prima. Virginia a Roma ha licenziato chi era stato assunto nel trasporto pubblico grazie ai legami con Alemanno e ha dimezzato lo staff di Marino, la Appendino ha ridotto lo staff del sindaco del 30 per cento e ha portato a galla il buco da 60 milioni di euro lasciatole da Fassino. Intanto il Pd a Terni ha un sindaco che governa dai domiciliari. E' immorale. Perché non gli chiedono di farsi da parte? Forse perchè sa troppe cose...".

Completa il quadro il ragionamento sull'immigrazione: "Nel 2016 l'Italia ha accolto 180mila persone, la Spagna 8mila. Di queste 180mila, la maggior parte non viene da zone di guerra. Almeno il 60 per cento. Migranti economici che andrebbero rimpatriati. Perché non lo si fa? Perché ci guadagnano cooperative, albergatori, società nate un attimo prima. Un flusso di soldi che invece andrebbe speso per la cooperazione internazionale, per far sì che nei paesi da dove arrivano queste persone possano nascere strade, scuole, servizi".

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La folla in piazza per Di Maio, 14 maggio Archivio Cds


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