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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Agosto - ore 13.53

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Decreto Salvini, sinistra compatta: "Sindaco chieda abrogazione"

Una mozione sostenuta da tutti i gruppi consiliari analizza la nuova legge punto per punto. E c'è anche un documento di Lombardi.

Non solo migranti
Decreto Salvini, sinistra compatta: "Sindaco chieda abrogazione"

La Spezia - Il 'Decreto sicurezza' si appresta a sbarcare nel consiglio comunale della Spezia per mezzo di due mozioni, una presentata unitariamente dalle forze della sinistra – compreso il gruppo forcieriano Avantinsieme, spesso non allineato al resto dei progressisti -, una messa nero su bianco da Massimo Lombardi, capogruppo di Spezia bene comune. Il cosiddetto 'Decreto Salvini' viene attaccato punto per punto, su più fronti, e senza mezzi termini si chiede a sindaco, giunta e consiglio di schierarsi per mettere nel cassetto la legge fortemente voluta dal Ministro degli interni e leader della Lega. La discussione è in programma in occasione del consiglio in programma per la serata di lunedì prossimo.

L'affondo unitario portato dai gruppi della sinistra (Avantinsieme, La Spezia bella forte unita, LeAli a Spezia, Pd, Psi, Spezia bene comune) parte dal preminente tema immigrazione, rimarcando innanzitutto come non ci siano “situazioni emergenziali” né quindi il bisogno di “misure straordinarie” visto che gli sbarci sulle coste italiane sono in calo: 173mila nel 2016, 117mila nel 2017, 23mila al 30 novembre del 2018. C'è il tema degli Sprar, “l'unico strumento di accoglienza che coinvolge le amministrazioni locali” che per via del Decreto d'ora in avanti riguarderà solamente per i titolari di protezione internazionale e i minori non accompagnati, una scelta che “indirizza il sistema di accoglienza verso i grandi centri (Cara, Cas), sovradimensionati e spesso relegati in luoghi isolati. sfavorendo quel processo di inclusione sociale che dovrebbe essere elemento portante di una strategia di integrazione”. Si denuncia anche come “l'impossibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all'anagrafe, prevista dal Decreto sicurezza, impedisce loro di accedere a servizi basilari come la sanità creando oggettivamente un rischio per la salute pubblica”, esclusione che, inoltre, “impedendo l'accesso alla residenza e il rilascio della carta d'identità, esclude la possibilità di essere beneficiari di un contratto di lavoro, favorendo il sorgere di lavoro nero e di illegalità in generale”. Inoltre, continuano dal centrosinistra, “i minori stranieri non accompagnati rischiano al compimento del 18° anno di età di uscire dai percorsi di accoglienza e di finire in strada o, alternativamente, di richiedere il prosieguo amministrativo con rette a totale carico della città, fino al compimento del 21° anno di età”. Non a caso si segnala come l'Anci abbia stimato in 280 milioni i costi amministrativi a carico dei Comuni diretta conseguenza della nuova legge.

“Abolire la protezione umanitaria e sostituirla con il permesso di soggiorno per motivi speciali – si legge ancora - aumenterà i contenziosi giudiziari. atteso che la disposizione che lo prevede contrasta con i principi di cui all'articolo 10 della Costituzione italiana, e accrescerà le presenze di irregolari sul territorio”. E per quanto riguarda i Cpr (Centri di permanenza per il rimpatrio), le forze di sinistra denunciano che, “considerata l'oggettiva difficoltà di effettuare rimpatri volontari e l'assenza di ulteriori accordi con i paesi di origine, i richiedenti asilo trattenuti nei Cpr, al termine dei 180 giorni, rimarrebbero in Italia senza avere diritti e questo potrebbe favorire marginalità estreme, disoccupazione e illegalità”.

C'è poi una serie di considerazioni che esulano dal tema migranti: dall'introduzione del reato di blocco stradale “con un grave pregiudizio alla libertà di manifestazione” ai taser forniti ai corpi di Polizia municipali, passando per la revisione della normativa sui beni confiscati alla criminalità “prevedendo la possibilità di cedere a privati i beni confiscati” che introduce “la possibilità che le organizzazioni criminali, dietro figure di copertura, possano rientrare in possesso dei beni”.

Quale l'impegno chiesto al sindaco Peracchini, alla sua giunta, al consiglio comunale?

Chiedere a Salvini, al governo e al parlamento “la possibilità per tutti i sindaci dei Comuni d'Italia, in quanto garanti dell'ordine e della sicurezza pubblica, di conoscere con certezza il numero dei richiedenti asilo effettivamente presenti sul proprio territorio, attraverso l'iscrizione all'anagrafe, e conseguentemente di poter determinare i servizi pubblici e sociali che i Comuni hanno l'obbligo di garantire”, nonché “richiedere l'abrogazione del Decreto Immigrazione Sicurezza così come convertito in Legge”.

La mozione singolarmente presentata dal capogruppo Lombardi (firmatario anche dell'altra), evidenziando “il rischio di violazione dei diritti umani”, chiede di istituire l'albo per l'iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo e di conseguenza di “sospendere il Decreto sicurezza nella parte relativa balle iscrizioni all'anagrafe, precluse agli stranieri in possesso solo di un permesso di soggiorno per richiesta di asilo, in attesa dei doverosi approfondimenti che numerosi sindaci e governatori di svariate Regioni stanno richiedendo”.

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