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Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Agosto - ore 08.00

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Dazzini: "Lo spazio politico conquistato dai neofascisti è un pericolo"

Intervista al candidato al proporzionale del Movimento cinque stelle per la Camera. Ecco quali sono i punti centrali del suo programma e quali le sue opinioni sui temi del momento.

Le dieci domande di CDS
Dazzini: "Lo spazio politico conquistato dai neofascisti è un pericolo"

La Spezia - E' l'unico spezzino nelle liste proporzionali del Movimento cinque stelle e alle spalle ha uno scorcio di mandato come consigliere comunale di opposizione a Palazzo civico. Terenzio Dazzini, di 30 anni, è geometra ed è il terzo dei candidati nella lista pentastellata proporzionale che corre per la Camera.

Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a candidarsi per questa tornata elettorale? Quali impegni si sente di assumere nei confronti degli elettori?
"Ognuno di noi vive la quotidianità, che spesso ci attraversa senza fermarsi, ma ad un certo punto ti accorgi che ciò che ti circonda non è come potrebbe o dovrebbe essere e acquisisci una maggior consapevolezza che puoi contribuire a cambiare ciò che non va. C’è un’unica strada per fare tutto questo ed è mettersi in gioco. Il Movimento 5 Stelle incarna la concreta possibilità di rinnovamento del nostro straordinario Paese con un programma serio e condiviso dai cittadini.
Il mio impegno è portare nelle istituzioni la voce dei cittadini. Questo è ciò che conta veramente".

In che cosa il programma nazionale del suo partito e delle sua coalizione possono incidere sulla vita degli abitanti della provincia della Spezia?
"Ci sono molti punti che possono contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini spezzini e primo fra tutti è il tema del lavoro. Dobbiamo puntare a traguardare l’orizzonte ed immaginarci un futuro in cui la tecnologia entrerà sempre di più nelle vite e nel lavoro di ognuno di noi ed è per questo fondamentale mettere i cittadini nelle condizioni migliori per esprimere le proprie idee. Il prossimo governo avrà il compito di rimuovere quegli ostacoli burocratici che ingessano l’intraprendenza di ognuno di noi, dovrà alimentare, attraverso il sostegno economico alla ricerca, l’innovazione che crea posti di lavoro, dovrà rimodulare la tassazione sul costo del lavoro per agevolare l’assunzione e dovrà investire nei settori ad alto moltiplicatore occupazionale".

La campagna elettorale sino a ora si è svolta prevalentemente nei salotti dei talk show delle tv nazionali e negli incontri faccia a faccia, tra volantinaggi, gazebo ed eventi sul territorio. Non si è assistito al confronto tra i candidati locali sul merito delle questioni. E' il sintomo della convinzione che i giochi si facciano altrove?
"Il lavoro sul territorio tra le persone reali è ciò che conta. In questi giorni stiamo consegnando a tutti il nostro programma con i 20 punti per la qualità della vita degli italiani. Riferisco un aneddoto: poco tempo fa ho consegnato il nostro programma ad un signore di 94 anni che ho incontrato casualmente per strada e questo signore mi ha detto letteralmente: “Il 4 marzo vi voterò. Non per il mio futuro, ma per il futuro dei giovani e dei miei nipoti”. Con questo ho detto tutto".

L'agenda politica è stata caratterizzata per lungo tempo dalle questioni relative all'immigrazione, alla sicurezza e all'antifascismo scaturite dai fatti di Macerata. Qual è la sua opinione in merito?
"Purtroppo viviamo in un Paese dove esiste un partito che lucra politicamente sulla questione immigrazione, che nel settembre 2015 ha votato contro il ricollocamento in Europa di 120.000 rifugiati in Italia e che ha avvallato la convenzione di Dublino, fonte dei problemi italiani: la Lega. Ricordiamo anche l’inchiesta nominata Mafia Capitale dove le intercettazioni di Buzzi rivelarono che il guadagno sugli immigrati superava addirittura il traffico di droga e che vedeva coinvolti esponenti della cosiddetta vecchia politica sia di destra che di sinistra.
Molte persone ci chiedono quali sono le nostre intenzioni sul tema: a loro rispondiamo che vogliamo ripristinare la legalità attraverso 10.000 nuove assunzioni nelle commissioni territoriali, per accelerare le valutazioni su coloro che hanno diritto di rimanere nel nostro Paese o meno, avviare la stipula di trattati finalizzati al rimpatrio per chi non ha i requisiti e avviare un dialogo con l’Europa per un’equa ricollocazione dei rifugiati nei vari Paesi. Non possiamo pensare che l’Italia sia lasciata sola in questo.
Riguardo alla sicurezza il M5S propone una riorganizzazione e un potenziamento delle forze dell’ordine alle quali, fino ad oggi, i vecchi governi hanno tolto progressivamente le risorse. Ripensiamo e rendiamo strutturale l’operazione “strade sicure”. Invece dell’esercito, la affidiamo alle forze dell’ordine, anche con 10.000 nuove assunzioni. Prevediamo un potenziamento della ricerca e dell’innovazione legate alla cyber security. Per ciò che riguarda la giustizia, assumeremo 5mila amministrativi e 1.400 magistrati per rendere più agile ed efficiente il comparto.
La principale obiezione che molti fanno quando si parla di "antifascismo" è che si tratta di una "faccenda superata". Chi dice questo non sempre è in malafede, più probabilmente è vittima di un equivoco. Essere antifascisti non vuol dire semplicemente essere "contro" un determinato periodo storico, sarebbe quantomeno ridicolo, come se uno dicesse che è contro le guerre puniche o la rivoluzione francese. Ma la parola, nel bene e nel male, è un’arma micidiale. Scava dentro il cuore dell’uomo e vi insinua il dubbio. Quando la conoscenza è scarsa e quelle poche nozioni che possediamo sembrano ballare in un mare in tempesta, cadiamo facilmente in preda agli equivoci generati da coloro che sono più bravi di noi con le parole. Così, quietamente, il fascismo diventa qualcosa di meno spregevole e non ci rendiamo conto che l’ostentazione con cui i neofascisti si stanno conquistando alla luce del sole uno spazio politico è un fatto pericoloso e che mostrando i muscoli fanno di tutto per sembrare affascinanti detentori dell’unica verità possibile, quando invece si tratta di una bugia colossale. Le ragioni di questa degenerazione hanno a che fare certo con la crisi economica, con la parallela crisi della politica, ma sono anche lo specchio di una debacle culturale più verticale, che è quella che ha pensato che l’antifascismo fosse una reliquia del secolo scorso. Per questo noi del M5S pensiamo non sarebbe male riabilitare uno strumento politico semplice, ma sempre efficace, come quello dell’antifascismo, rivendicandolo, riconoscendo la sua forza, in opposizione a tutte le bruttissime comunità del risentimento che vedremo formarsi nel nostro futuro davvero troppo prossimo. Un sentimento che si fondi sul rispetto degli altri come persone, la tutela delle libertà fondamentali, la condanna della violenza fisica contro i deboli, il contrasto con tutto ciò che incoraggi le pratiche opposte – oppressione, illiberalismo, sopraffazione, antidemocrazia, razzismo...".

Ritiene necessaria la realizzazione di un quarto lotto per la Variante Aurelia? E sul rigassificatore di Panigaglia che opinione ha: impianto da smantellare o sito strategico da mantenere e rendere più efficiente per le sfide energetiche e del futuro della navigazione?
"Quello che è da ritenere strategico veramente è il raddoppio della Pontremolese per far in modo di aumentare il traffico di merci su rotaia in un tracciato già esistente. Sull’ultima fase della variante Aurelia, da diversi anni i cittadini assistono ai proclami della politica per un’opera che doveva già essere conclusa ad inizio 2015 e che verrà a costare circa 35 milioni in più, che ha visto la minaccia della cassa integrazione per circa 160 tra operai ed impiegati e dove nessuno pagherà per tutti i disagi causati. Viste le premesse chiedo a lei, farebbe un quarto lotto?
Su Panigaglia riteniamo che la scelta del sito sia sbagliata e che quindi si debba pensare ad un suo progressivo smantellamento con i tempi adeguati. Siamo perciò contrari a potenziamenti ulteriori dell'impianto anche in relazione al progetto Small Scale LNG presso il Terminal GNL di Panigaglia. Riteniamo che tale scelta sia pericolosa per il golfo di Spezia, in quanto aumenterebbe inevitabilmente il rischio di incidenti, senza contare che anche per ciò che concerne la situazione attuale esiste un problema di verifica del rispetto della vigente normativa in materia di rischio di incidente. Ci riferiamo a: aggiornamento rapporto di sicurezza, aggiornamento piano di emergenza esterno, aggiornamento documenti di coordinamento tra pianificazione urbanistica e presenza del rischio industriale dall'impianto (il cosiddetto documento di rischio da allegare al Puc di Porto Venere). Tutti questi atti non ci risultano aggiornati alla Direttiva Seveso versione III".

Nel rapporto tra Marina militare e città pesano non poco le decisioni prese a livello ministeriale. Quale disegno ha in mente per la base navale e l'arsenale?
"E’ indiscusso il valore strategico che il sito dell’arsenale ha avuto nel corso della storia e che un giorno potrebbe riavere, tuttavia possiamo aprire un dialogo per restituire al centro città e Marola porzioni dell’area militare ad oggi sottoutilizzate ed in abbandono, tenendo sempre a mente il tema ambientale. Sarà quindi necessario avviare un percorso deciso di bonifica sia delle aree inquinate che per gli edifici con presenza di amianto, soprattutto per i quali non ci è dato sapere se ad oggi esista un censimento sullo stato di pericolosità per i lavoratori dell'arsenale ed anche per i residenti nelle zone limitrofe".

Il lavoro, uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Quale ricetta per il territorio spezzino e quale contributo lei potrebbe dare da Roma in questo senso?
"Colgo l’occasione per integrare quanto detto in precedenza, la strada al sostegno al lavoro passa da un alleggerimento del carico fiscale, che attualmente soffoca le nuove iniziative d'impresa e soprattutto gli artigiani ed imprese che attualmente operano nel mercato, infatti abbiamo messo in campo un vero e proprio “programma di detassazione” che prevede una no-tax area fino a 10.000 euro, un aumento del massimale per il regime dei minimi e forfettario e una rimodulazione totale delle aliquote per scaglione di reddito, con un abbassamento del 4% e per i professionisti l’introduzione di una disciplina di equo compenso che attui quanto contenuto nell’art. 36 della nostra costituzione. Tutto questo non ci basta, dobbiamo direzionare gli investimenti pubblici in quei settori ad alto moltiplicatore occupazionale, dove 1 miliardo di euro investito è capace di generare 7.000, 14.000 e 17.000 nuovi posti di lavoro ovvero nei settori della lotta al dissesto, interventi di bonifica ed efficientamento energetico. Poi faremo una grande riforma dei centri dell’impiego che devono connettersi efficacemente con le università e il mondo reale dell’impresa, a cui seguirà l’introduzione del reddito di cittadinanza che prevede il versamento mensile al cittadino in cerca di lavoro di 780 euro ed a cui verranno offerti corsi di riqualificazione e tre occasioni di impiego".

Analisti e addetti ai lavori ritengono probabile la necessità di un accordo post elettorale per la creazione di un governo. Se il suo partito fosse coinvolto nella decisione di andare al governo con forze politiche che al momento sono vostre avversarie quale posizione terrebbe?
"Se si intende la solita spartizione delle poltrone con fiducia incondizionata a scatola chiusa, rispondiamo no grazie. Il progetto del Movimento 5 Stelle è cresciuto con la partecipazione dei cittadini e il programma è la manifestazione concreta di questo incredibile percorso. L’unica convergenza possibile è sui temi e sul programma votato dagli italiani per l’Italia e chiunque voglia aderire è ben accetto perché farà il volere degli italiani e il bene del Paese".

L'Italia, l'Europa e l'euro. Dentro o fuori? E a quali condizioni?
"L’Italia è uno dei primi Paesi fondatori e siamo stati sempre favorevoli ad un’Europa vicina al cittadino. Dobbiamo tuttavia evidenziare le criticità sotto gli occhi di tutti di questo genere di Europa che non ci aspettavamo e faremo di tutto per contribuire a far si che le cose cambino e che l’Italia torni a contare. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo, ci manca solo una politica risoluta".

Buona parte del dibattito politico affronta temi poco sentiti dalle nuove generazioni. Convinca una giovane neolaureata a rimanere in Italia.
"Il tema dei giovani e della generazione millennials è opposto, bisogna incoraggiare l’esperienza all’estero per aprire la mente a nuove possibilità e accrescere il proprio bagaglio di esperienze, ma bisogna anche creare le condizioni per favorire il rientro nel nostro bel Paese e quindi col M5S potremmo dire a queste generazioni in un futuro non troppo lontano: bentornato in Italia, dove potrai sviluppare e realizzare ciò che hai imparato e dove il tuo Paese ti crea le condizioni per farlo".

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