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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Febbraio - ore 10.06

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Damiano all'Allende: "La porta è chiusa, Mdp rifiuta ogni ipotesi di alleanza"

Damiano all'Allende: "La porta è chiusa, Mdp rifiuta ogni ipotesi di alleanza"

La Spezia - “Lo sciopero indetto oggi dai lavoratori di Amazon e unitariamente dai sindacati è il simbolo di un Paese che torna ad alzare la testa. Era ora che venissero alla luce tutte le problematiche che si nascondono dietro il più grande colosso dell’e-commerce. La velocità e l’efficienza per il cliente non possono essere barattate con i diritti e le tutele dei lavoratori: il sistema, sotto il profilo sociale, non funziona e l’apparente efficienza da sola non basta”. Ha esordito così, intervistato dal presidente dell'Ordine dei giornalisti della Liguria Filippo Paganini, l'onorevole Cesare Damiano presidente della commissione Lavoro alla Camera nel corso della serata di ieri, al Centro Allende per l'iniziativa "Pensioni: la riduzione del danno", organizzata dai Dems spezzini.

“Inoltre è una grande vittoria che lavoratori stabili e precari, insieme ai sindacati, abbiano il coraggio di scioperare per i propri diritti e per migliorare le condizioni di lavoro di tutti.
Non è sufficiente proporre, come risulta dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’azienda, l’aumento del welfare aziendale, se poi i lavoratori si vedono costretti a percorrere 20 chilometri al giorno dentro i magazzini di Amazon. Da sempre combatto affinché, anche all’interno di queste nuove forme di commercio, non vengano mai a mancare le tutele di base che qualsiasi lavoratore, stabile e a maggior ragione precario, deve avere. Un tempo, i vecchi operai della catena di montaggio combattevano per migliorare le pause e alleggerire i carichi di lavoro: oggi, i nuovi operai dell’economia digitale lottano per contrattare gli algoritmi che determinano la loro fatica quotidiana. Siamo al loro fianco”, ha concluso.
“Se – ha proseguito entrando nel tema delle pensioni – come viene sempre spiegato, chi ha cominciato a lavorare dal 1996 avrà un calcolo dell’assegno pensionistico basato sulla restituzione dei contributi versati, ridimensionare o togliere questa ‘ghigliottina’ sarebbe a costo zero. Infatti, se in pensione si va prima, la pensione sarà più bassa”. “Sappiamo che il ministro Padoan ha dimostrato una certa sensibilità sul problema dei giovani: allora accetti di affrontare questo argomento respingendo i ricatti degli emissari di Bruxelles che continuano a considerare la previdenza come un problema contabile e non come un tema sociale. La fase delle pensioni-bancomat per coprire il debito dovrebbe essere finita, dopo l’enorme salasso realizzato dal Governo Monti".
"Per l’assunzione dei giovani la legge di Bilancio prevede uno sconto strutturale del costo del lavoro, a partire dal 2018. Un fatto positivo. Una vera discontinuità con gli incentivi-spot del Jobs Act che andrebbe apprezzata. Un analogo intervento di vantaggio andrebbe previsto per la previdenza. Ad esempio, andrebbe abbassata o eliminata la soglia (2,8 volte la pensione minima, che corrisponde a una pensione di circa 1.300 euro mensili) che consente di accedere alla pensione anticipata a 63 anni a chi ha un calcolo interamente contributivo. Una misura stupida, vessatoria e iniqua contro i giovani, la maggioranza dei quali, svolgendo un lavoro discontinuo, non potrà mai arrivare a quel traguardo e quindi dovrà rimandare il momento della pensione”.

“La Camera - ha aggiunto ancora l'ex ministro - ha rimandato in Commissione Lavoro la proposta di legge sull’articolo 18. Il tema riveste una tale importanza da richiedere un approfondimento e non uno sbrigativo referendum tra chi è favorevole a un ritorno alla legge del 1970 e chi è contro. Ho difeso per 45 anni l’articolo 18, ma lo strumento aveva ormai subito il logoramento del lungo tempo trascorso ma, soprattutto, era diventato inefficace di fronte alle trasformazioni del mercato del lavoro. Infatti, prima del Jobs Act, le assunzioni a tempo indeterminato rappresentavano solamente il 15% del totale, sostituite da contratti a termine, lavoro a chiamata, voucher, lavoro a progetto, collaboratori, stage e tirocini: una vera giungla contro la quale ci siamo sempre battuti. La nostra proposta alternativa, avanzata in Commissione prevede di rivedere la normativa sui licenziamenti, non solo aumentando l’indennità a favore dei lavoratori (la mia proposta è di un minimo di 8 e di un massimo di 36 mensilità): si potrebbe anche anche intervenire sui licenziamenti collettivi e disciplinari. Il futuro del lavoro che cambia non consiste in un improbabile ritorno al passato, ma nella fissazione di standard retributivi e di tutela inderogabili, attraverso i contratti di lavoro per i dipendenti, l’equo compenso per i professionisti e il salario minimo per legge per chi svolge lavori occasionali”.

Sul fronte politico Damiano pensa che "la porta è definitivamente chiusa" e che "la decisione era già presa: a nulla sono servite le aperture su Jobs act e pensioni, su sanità e scuola. Mdp ha detto no a ogni ipotesi di alleanza con il Pd. Neanche l'approvazione dello ius soli e del biotestamento al senato può servire a ricucire con gli ex compagni di partito. Abbiamo proposto di integrare il Jobs act facendo costare meno, come dice Romano Prodi, il contratto a tempo indeterminato rispetto a quelli a termine; dato la disponibilità a rivedere la normativa sui licenziamenti, a partire dall'innalzamento dell'indennità di licenziamento a vantaggio dei lavoratori. Inserire nel programma elettorale, di stabilizzare l'Ape sociale. Interventi a favore di sanità, scuola, ambiente. Quello che non si può dire è che il Pd non abbia avanzato proposte innovative per la costruzione di un'alleanza anche immaginando che alcune soluzioni possano trovare un anticipo già in questa legge di bilancio. Mi auguravo che potesse continuare un confronto di merito, la loro mi è parsa una scelta più fondata sul pregiudizio che non sulla ricerca di una convergenza sui contenuti. La strada ora è preclusa. Ci sono altre forze, da Campo progressista ai radicali, con le quali il confronto per il programma prosegue".

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