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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 20.40

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Dalla Sovrintendenza all'opposizione, dibattito inarrestabile sul red carpet

Dalla Sovrintendenza all´opposizione, dibattito inarrestabile sul red carpet

La Spezia - "Il red carpet non deve diventare un fenomeno nazionale". E la polemica rimane rovente sulla promozione turistica del lungo tappeto rosso ideato dalla Regione Liguria. Dopo le prime perplessità espresse dai cittadini, poi dai politici all'ultimo atto del coinvolgimento dell'Unesco sulla questione "sostenibilità" del red carpet in alcuni luoghi, vedi il caso di Porto Venere, è stata interpellata anche la Sovrintendenza.
In un'intervista all'Ansa il soprintendente della Liguria Vincenzo Tinè ha spiegato che nel momento in cui questi lunghi tappeti non dovessero essere considerati opportuni e adeguati, saranno rimossi". Nel dibattito relativo alla posa di Porto Venere il presidente Toti avrebbe aveva invitato "i Beni culturali a occuparsi di altro". Il soprintendente Tinè ha replicato, sempre come scrive Ansa, "Rassicuro Toti che la soprintendenza si occupa di altro. Non ci divertiamo a occuparci del red carpet di cui si discute anche a Roma. Vorremmo evitare che queste prassi diventassero mode nazionali. Le installazioni temporanee devono essere autorizzate e di lieve entità. E questa non pare di lieve identità".
Dalla Sovrintendenza si torna ai banchi del Consiglio regionale dove i membri del Pd proseguono la loro battaglia contro i tappeti rossi. La prima ad intervenire è Raffaella Paita che oltre a pretendere chiarezza sui costi effettivi punzecchia Toti dicendo che non può dire alla Sovrintendenza cosa seguire.
"Toti non può e non deve dire a un organo dello Stato cosa debba o non debba fare ed è ancora più grave che lo equipari all’opposizione e lo trascini dentro la battaglia politica - scrive - . La Soprintendenza è una garanzia per tutti i cittadini e non fa gli interessi di una solo parte.
"Inoltre serve chiarezza sui conti di quest’inutile operazione di marketing - prosegue la capogruppo del Pd in Regione -. Il governatore ligure dice alla stampa che alle casse della Regione i red carpet sono costati non più di 60 mila euro, ma poi scopriamo che per il solo red carpet tra Portofino e Rapallo (lungo otto chilometri) ne sono stati spesi circa 40 mila. L’azienda che fornisce i tappeti rossi alla Regione, inoltre, sostiene che il costo si aggiri intorno ai 3,92 euro al metro quadrato e visto che in Liguria si parla di una copertura totale di circa 50 chilometri, i conti fatti del presidente della Giunta non tornano proprio per niente. Qual è la verità sulle spese reali?"
"Tornando invece al caso di Porto Venere - prosegue - è chiaro che se un’istituzione come la Regione è la prima a dare il cattivo esempio sfregiando l'immagine paesistica del proprio territorio si trasmette il messaggio sbagliato secondo il quale abusi, bruttezza e sciatteria possono restare impuniti. Toti non è il capo assoluto della Liguria: rispetti le altre istituzioni e accetti le critiche. La sua allergia alle leggi inizia a essere allarmante. Questa Giunta è pronta a cancellare i parchi e a stravolgere l'isola Palmaria: di fronte a tutto questo impero del cemento credo che si debba sollevare una reazione ampia e compatta".
Immediata la risposta del presidente Toti: "Anche oggi il capogruppo del Pd in Regione, infastidita dalla centralità riacquistata dalla Liguria con il nostro Governo, dopo anni di grigia inconcludenza del suo partito, se la prende con i nostri red carpet, con la nostra politica di promozione del territorio, con ogni iniziativa che turbi l'immobilismo a cui volevano condannare questa terra. Bene Paita, continuate cosi: i cittadini di Savona, Spezia, Genova, Arma di Taggia, Cairo Montenotte, e della Liguria in generale hanno dimostrato di apprezzarvi molto. Forza Paita, non mollare, siamo con te”. Così il presidente della Regione Liguria, anche con un post sulla sua pagina Facebook, risponde alle critiche mosse dalla capogruppo del Pd Raffaella Paita in relazione alla campagna di marketing territoriale dei red carpet".
Gli animi dopo la risposta del governatore non si sono placati e Paita ha risposto con "chi insulta non ha argomenti".
La vicenda "Red carpet" ha attirato l'attenzione anche del portavoce del Movimento Cinque Stelle Fabio Tosi. "Ci sono voluti due anni alla Giunta per produrre un Piano turistico irrealistico, pasticciato, che non rispecchia la realtà del settore e non fornisce risposte chiare e a lungo termine agli operatori. A chi di turismo vive e lavora non servono slogan o hashtag ma provvedimenti concreti per rispondere alle grandi sfide che attendono la Liguria nei prossimi anni."
Dice Fabio Tosi, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria: "I dati e le cifre raccontano uno scenario preoccupante e lontano da quello propagandato dall'assessore Berrino - sottolinea Tosi - Nei primi sei mesi dell'anno la Liguria ha fatto registrare un modesto +1% di turisti stranieri, mentre nello stesso periodo località italiane dall'attrattività ben più modesta rispetto alla nostra regione viaggiano intorno al 5%. Ma ad allarmare di più è il dato sull'occupazione fornito da Istat, secondo cui nel primo trimestre del 2017 in Liguria sono stati bruciati 3500 posti di lavoro nel settore turistico. E la stessa iniziativa del Red carpet, nonostante il tam tam mediatico e propagandistico di cui ha goduto, si è rilevata, numeri alla mano un fallimento: basti pensare che Rapallo, nel mese di maggio (il primo effettivo dopo la posa del tappeto rosso), è crollata a un pesante meno 8 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Non solo: a maggio e giugno, sempre a Rapallo, sono state vendute 184 camere in meno rispetto al 2016. Dati su cui l'assessore al Turismo dovrebbe fare un'analisi seria e che interessano da vicino gli albergatori e, di riflesso, ha ricadute pesanti sull'indotto dell'intero territorio."

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