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Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Giugno - ore 22.32

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Dall'orribile 2008 a oggi, Federici: "Ora si può guardare al futuro"

Al Falcomatà, prossima sede del Polo universitario, il sindaco ha stilato il bilancio di due mandati intensi, ricordando le crisi e i casi dei primi anni e rivendicando interventi che attendono di essere messi a frutto.

Dall´orribile 2008 a oggi, Federici: `Ora si può guardare al futuro`

La Spezia - Dieci anni di mandato racchiusi in poche slide e una convinzione: aver restituito alla città, almeno in parte, quella propensione al futuro che mancava da tempo, col rischio di rimanere invischiata in un presente difficile, perdendo così ogni chance di sviluppo.
Con un sorriso condito di orgoglio il sindaco Massimo Federici ha chiuso la conferenza stampa di inizio anno, tradizionalmente svolta prima di Capodanno, e spostata nei primi giorni di gennaio per non incrociare i temi con l'inaugurazione della nuova Piazza Verdi che pure, per tutta la durata dell'illustrazione delle cose fatte dal maggio 2007 a oggi, è rimasta sullo sfondo. Se non altro per quello sguardo verso il futuro che è stato impressa dall'intervento di riqualificazione e dalla presenza delle opere di Buren. Un addio al passato che ad alcuni non è per niente andato giù, ma che il primo cittadino rivendica come scelta di coraggio.

A fare da palcoscenico al bilancio di fine anno e di fine mandati è stata una delle stanze dell'ex ospedale militare Falcomatà, struttura che, al termine dei lavori in corso, ospiterà la sede del Polo universitario Marconi e del Distretto ligure delle tecnologie marine.
"Questo è simbolicamente il luogo più evocativo per incontro di inizio anno, rappresentando un ponte tra fine di questo mio secondo mandato e il prossimo futuro. La nuova sede del Polo - ha detto Federici - è infatti uno dei progetti che più mi stanno a cuore, sul quale abbiamo investito quasi 10 milioni di euro provenienti dai fondi Fas. Potevamo usarli in altro modo, ma abbiamo scelto così. Siamo convinti infatti che se il progetto funzionerà saremo davvero una città, con un ruolo nazionale e internazionale e un presidio di eccellenza unico nel suo genere. Oltre alla sede con le aule e le stanze per gli studenti, infatti, avremo anche dei nuovi laboratori subito al di là del muro dell'arsenale, per un insieme di strutture accademiche straordinario".

L'inizio difficile e i progetti realizzati
Federici ha parlato di una città che è stata in grado di ritornare punto di riferimento di un'area vasta, proseguendo nel miglioramento della qualità della vita lanciato da Lucio Rosaia. Il tutto nonostante i dieci anni da sindaco abbiano coinciso con un periodo complesso, scandito dall'inizio della crisi economica, dal suo inasprirsi a suon di tagli agli enti locali e da una conclusione mai veramente arrivata.
Di fronte a quasi tutti i membri di giunta - presenti i fedelissimi Corrado Mori e Cristiano Ruggia (dieci anni di strada con Federici sindaco), Jacopo Tartarini, i redivivi Mauro Bornia e Laura Ruocco e le new entry Alice Parodi e Luca Erba, e assenti Luca Basile e Patrizia Saccone - il primo cittadino ha ricordato in particolare il 2008, annus horribilis del suo incarico.
"Fu allora che scoppiò il casino Acam, di dimensioni che sembravano a tutti fuori portata. Nessuno scommetteva che la situazione potesse rientrare. Le tensioni su Piazza Verdi sono uno scherzo al confronto con le paure e i nervosismi di quei giorni: non c'era un consiglio comunale che non riguardasse Acam, era un tema quotidiano e complicatissimo. Poi fu il momento della crisi della San Giorgio: sembra lontana nel tempo, ma non lo è così tanto. Era una delle fabbriche simbolo della città, e c'era in ballo il destino di tante famiglie. La Sezia sembrava precipitare - ricorda Federici -. Sempre in quell'anno ebbe inizio la contestata bonifica dell'area ex Ip, che oggi non è completa, ma all'80 per cento. E come se tutto questo non bastasse il progetto del nuovo ospedale era sparito dal radar: la Regione ci diceva di avere 40 milioni a disposizione e di non poter fare niente. Ci siamo impegnati, ci ho messo la faccia, e alla fine le cose sono molto cambiate. E nel 2008 fallì anche lo Spezia calcio...".
Una serie di casi davvero interminabile, che fa impressione nella sua sequenza, anche a nove anni di distanza.

"Abbiamo lavorato bene e le vicende sono state affrontate e in parte risolte. Nel frattempo sono calati l'indebitamento e la spesa del personale. Oggi ogni spezzino ha qualcosa come 200-250 euro in meno di debito, e senza aumentare le tasse di un euro. Abbiamo ridotto gli sprechi nelle società partecipate, anticipando la norma e ottenendo risparmi per 1,9 milioni di euro all'anno in amministrazioni e dirigenti. Quello delle partecipate era un sistema che prima serviva per creare la rete di consenso e potere al servizio della politica di ogni colore e schieramento. L'abbiamo tagliata, e infatti oggi abbiamo molto meno potere di quanto ne avesse la politica locale sino a qualche anno fa".
Tra le altre cose (leggi qui) il sindaco ha ricordato i nuovi innesti industriali dei cantieri Picchiotti, Baglietto e Sanlorenzo, e l'arrivo di Asg superconductors. "Questa è una realtà estranea al contesto, ma ha rappresentato una risposta alla caduta nel precipizio con una eccellenza mondiale e ha significato l'affermazione della città in una sfida di ruoli con Genova, un tema che esiste, senza campanilismi. E Asg opera in un settore che in futuro crescerà molto", ha sottolineato.
Anche l'apertura del centro commerciale Le Terrazze è stato indicato come un momento di crescita: "Una grande operazione per una città capoluogo che vedeva i flussi commerciali in uscita verso le zone limitrofe. Abbiamo invertito il senso, con un intervento - ha detto Federici - che ha creato anche lavoro".
Sul fronte del turismo il sindaco ha ricordato il completamento del Porticciolo Mirabello e l'esplosione del fenomeno delle crociere "grazie al gran lavoro dell'Autorità portuale e di Forcieri". "Gli spezzini - ha proseguito - sono stati tutt'altro che lenti a reagire. E hanno creato ricchezza grazie alle strutture ricettive extralberghiere che hanno sfruttato quel magnete straordinario che sono le Cinque Terre. Siamo pronti alle nuove sfide del turismo".
Tra le infrastrutture un altro accenno al nuovo ospedale - oggi il vecchio Felettino è stato definitivamente abbattuto - e ai 100 milioni di investimenti nel Sant'Andrea e nelle strutture territoriali. Ma anche alla variante Aurelia che "per una settimana fu persa - ha raccontato ancora il primo cittadino -. Quando il ministro Di Pietro venne in Comune non mi rivolse la parola, voleva spostare i soldi in Lombardia. Ma noi non mollammo e ottenemmo quei 250 milioni per concludere l'opera".

"Dopo 20 anni senza riuscire a fare parcheggi in struttura siamo riusciti a sbloccare la situazione - ha rivendicato - costruendo quello della Stazione contribuendo alla realizzazione di quello sotto Piazza Europa. Il totale parla di 1.200 posti auto in più (tra quelli in struttura e quelli in superficie)".
Grande orgoglio anche per il lancio di presidi immateriali e culturali, come "Parole di giustizia", il "Premio Exodus", "Boss" e l'ultima nata, "Spezia in festa". "Iniziative che hanno avvicinato a temi come la Costituzione, l'accoglienza, l'identità culturale cittadina e le attività giovanili. Ma non dimentichiamo il nostro impegno su temi come le unioni civili, il testamento biologico, le Special olympics, l'abbattimento delle barriere architettoniche e la Consulta delle religioni".

Impegno e risorse anche per la riqualificazione di quartieri e piazze, "in particolare, Piazza Brin, Piazza Fregosi, Piazzetta Sapri e l'abbinata Piazza Saint Bon e piazzale della stazione ferroviaria, che ha reso più dignitoso l'arrivo in città. Un'attenzione testimoniata anche da 1.253 alberi in più, altroché! Spesso - ha puntualizzato - c'è più dibattito su cose insignificanti che su temi reali, come la delibera che abbiamo approvato e inviato al consiglio comunale per stoppare le edificazioni sulle colline di Valdellora. Queste sono le cose sulle quali mi aspetterei le prese di posizione degli ambientalisti...", con un velato - ma non troppo - riferimento a quell'argomento che è sempre restato sullo sfondo: Piazza Verdi.
Un altro sassolino Federici se l'è voluto togliere nei confronti di quanti polemizzano sulla presenza della centrale Enel, "i cui dati sono confortanti, e non fanno caso al problema dell'inquinamento dato dal traffico automobilistico". Anche il 56 per cento di raccolta differenziata è un dato di tutela ambientale che Federici ha sottolineato con l'Uniposca: "Eravamo al 29 per cento... Il servizio deve migliorare, ma non si può dire che le cose andassero bene prima. Anche gli allacci al depuratore sono aumentati - ha chiarito - arrivando a 79.905, dai 73mila del 2009. Abbiamo convinto molti privati del centro, anche con multe salate, a mettersi in regola e il problema dei miasmi alla Morin è quasi risolto. Riornata, talvolta, perché le fognature sono vecchie, ma ora che il grosso è fatto si può pensare di metterci mano definitivamente. E la qualità dell'acqua in quel punto sta migliorando esponenzialmente".
Federici si è avviato a chiudere ricordando l'aumento della flotta dei filobus e il potenziamento della filovia, l'introduzione del bike sharing, la creazione di nuove piste ciclabili, la manutenzione dei sentieri e gli investimenti - privati e pubblici - sugli impianti sportivi cittadini.
"Mi preme chiudere col tema della messa in sicurezza del territorio, che ci ha visti alacremente impegnati. Come per la regimazione della Nuova e della Vecchia Dorgia e del Fossamastra che prima procurava 3-4 esondazioni all'anno. Per quest'ultimo intervento abbiamo speso 4,2 milioni di euro, per poche decine di cittadini e aziende che altrimenti avrebbero gettato la spugna. E poi si parla dei costi "elevati" di alcune opere pubbliche...".

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Corrado Mori, Massimo Federici e Cristiano Ruggia. Dieci anni di amministrazione comunale insieme Archivio CDS
Federici e alcuni componenti della giunta


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