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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Agosto - ore 20.50

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Dai costi dello staff al deserto e agli zombie dell'era Federici

La maggioranza: "Una figura professionale in più per rispondere alle esigenze dei cittadini". Pecunia: "Non c'è mica il contapersone".

Dai costi dello staff al deserto e agli zombie dell'era Federici

La Spezia - Dall'auspicato piano tecnico alla diatriba politica - pacata, ma tagliente - il passo è breve. Lo si è visto anche oggi pomeriggio in Comune, in occasione della prima convocazione della Commissione controllo e garanzia, presieduta dal consigliere Pd Dina Nobili. Il tema? Costi e dimensioni dello staff del sindaco Pierluigi Peracchini, finiti nel mirino di una mozione (depositata lo scorso settembre, primo firmatario Paolo Manfredini: vedi QUI) e di un'offensiva di LeAli (QUESTA), la forza consiliare di opposizione che fa perno su Guido Melley e Roberto Centi. Due azioni che avevano toccato anche il tema dell'assunzione - le procedure sono in corso - di un nuovo dirigente, destinato a pesare al Comune 130mila euro all'anno.

Il vice sindaco Manuela Gagliardi, assessore all'Organizzazione dell'ente e del personale, ha esordito riprendendo la nota (QUI) con cui, meno di un mese fa, aveva ribattuto alle perplessità delle opposizioni. "Dal punto di vista tecnico, tutte le assunzioni sono correttamente supportate dalla normativa", ha ribadito l'avvocato Gagliardi. Assunzioni, per la cronaca, di Alberto Giarelli (categoria D3, costo per l'ente quasi 52mila euro annuali, di cui 38.700 di stipendio annuale lordo), di Silvia Ferrari (categoria D1, costo per l'ente oltre 41mila euro annuali, di cui 30.800 di stipendio annuale lordo) e dell'ex consigliere comunale Pietro Antonio Cimino (categoria C1, costo per l'ente oltre 34.500 euro annuali, di cui 25.700 di stipendio annuale lordo). Giarelli e Cimino hanno un diploma di scuola superiore, la Ferrari è laureata: preme ricordarlo, visto che sono state sollevate anche obiezioni in merito all'adeguatezza del titolo di studio rispetto alla posizione occupata. Toccando un tasto più politico - ecco un primo garbato spostamento dal più volte strattonato piano tecnico -, la Gagliardi ha spiegato che uno staff composto da tre persone, invece che da due, come con il sindaco Massimo Federici (che contava sui C1 Andrea Montefiori e Luca Bondielli, peso totale sulle casse dell'ente di circa 77mila euro annuali), "risponde a un'esigenza di dare maggior ascolto alle persone, alla necessità di riceverne di più, garantendo un accesso costante ai cittadini che magari in passato non si sentivano accolti. Ciò ha portato all'assunzione di una persona in più nello staff".

Tornando - per poco - al lato tecnico, il segretario generale Sergio Sortino, rispondendo a una delle richieste formulate da Paolo Manfredini, ha spiegato che l'iter per l'assunzione del dirigente va avanti. "Per questa posizione apicale - ha spiegato - ci sono 99 domande. La prima riunione della commissione di esperti è fissata al 31 ottobre. Valuteranno, ci vorrà un po' di tempo". La figura in questione, nell'amministrazione-pensiero, andrà di fatto a colmare il vuoto lasciato dal pensionamento, nel 2015, del dirigente Pierluigi Fusoni. L'ultimo sussulto del tecnicamente parlando lo ha impostato il consigliere Melley ("il provocatore di questa commissione", come si è definito), che ha menzionato il caso di due recenti sentenze di condanna della Corte dei Conti a carico dei sindaci di Bologna e Pistoia "per aver inquadrato membri dello staff a livello troppo alto e con indennità ad personam", profilando il rischio di un danno erariale. In merito, Gagliardi e Sortino, pur tranquillizzando la commissione, hanno assicurato tutti gli approfondimenti del caso.

Poi è arrivata l'accensione ufficiale e definitiva del filone politico, fino a quel punto rimasto una sorta di fiume sotterraneo. "Ad oggi non si può sapere se la quantità di lavoro svolta dallo staff sia superiore rispetto a quella prodotta dallo staff precedente - ha sottolineato il capogruppo e segretario Pd Federica Pecunia -. Dite che avete aggiunto una figura per ricevere chi prima non poteva essere ricevuto. Ma questa è una considerazione che non può esser fatta a priori. Non c'è un contagiri o un contapersone, parliamo di un dato non parametrabile". Dal canto suo, la pentastellata Donatella Del Turco ha detto che lei aveva "un programma che prevedeva che un assessore si sarebbe occupato dell'ascolto delle persone, dei loro bisogni: sarebbe costato meno di uno staff fatto così. Le cifre di cui parliamo mi sembrano davvero esagerate". Il consigliere di maggioranza Patrizia Saccone ha preferito la spada al fioretto: "Questa amministrazione - ha detto - ha posto come base l'ascolto e la partecipazione attiva. Non su una gamba sola, non dalle tre alle quattro o solo i giorni dispari, no: disponibilità sempre, senza paletti, senza se e senza ma. Con la precedente amministrazione quando ero in Comune mi sentivo come uno zombie, c'era un deserto. Ora tutti gli assessori lavorano. Prima c'era solo un assessore, in particolare, che incontravo spesso e che come me lavorava. E oggi quando si passa dal capo di gabinetto c'è la fila! I cittadini questo cambiamento lo hanno toccato con mano. Prima prendere un appuntamento in Comune... era come prenderne uno col Papa. La macchina comunale funziona meglio e costa 10mila euro in meno della precedente". Anche il vice presidente della commissione, Massimo Caratozzolo, consigliere di maggioranza tra le file di Effetto Spezia, ha guardato alla precedente amministrazione paragonando il Palazzo civico di allora a "un deserto dove forse soltanto uno o due assessori vivevano il loro ruolo a 360 gradi. Oggi c'è un altro andazzo". Secondo il capogruppo della lista Toti Fabio Cenerini "oggi c'è molta più disponibilità, lo dice la gente".

La commissione si è chiusa con un'osservazione del vice sindaco Gagliardi, volta a sottolineare una sorta di risparmio 'nascosto' per le pubbliche casse. "Peracchini e Giarelli - ha detto -, essendo dipendenti pubblici in aspettativa, vengono, sì, pagati dal Comune, ma, in termini generali, non pesando al momento sulle realtà dove lavoravano precedentemente, non gravano sul bilancio dello Stato".

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