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Da "Peracchini demagogo" alle colpe dell'opposizione, le voci del centrosinistra su Enel

L'attacco di Pd e LeAli a Comune e Regione, le richieste stringenti di Avantinsieme, le punture bifronti di Battistini e Baldino, l'affondo di Italia viva contro il ministero.

Il futuro della centrale
Centrale Enel, dicembre 2019

La Spezia - Il passo indietro rispetto allo stop del carbone alla central Enel della Spezia entro la fine del 2021 è la notizia del giorno. Non sono mancati in queste ore i decisi attacchi del centrodestra al governo come ai partiti che, anche a livello locale, lo sostengono, mentre il vice segretario Pd Andrea Orlando ha riferito di aver colloquiato col ministro Patuanelli (Sviluppo economico) chiedendogli una rapida correzione della rotta. Numerose le voce levatesi dal centrosinistra spezzino, chiamato anche a parare i colpi assestati dalle forze del centrodestra. “Era il 16 settembre 2019 – scrive il consigliere regionale Davide Natale, Pd- quando un autorevole amministratore del centrodestra tuonava: Oggi abbiamo approvato la delibera (in giunta) che andrà presto in commissione e in consiglio comunale, affinché Enel non abbia più carta bianca sul nostro territorio e traguardi insieme a noi il futuro di quelle aree. Una dichiarazione robante a cui aggiungeva: La nuova destinazione delle aree è rivolta ad attività produttive, artigianali e industriali, nell’ottica di una complessiva rigenerazione degli spazi urbanizzati del Levante. Parole queste, del sindaco Peracchini. Caro Peracchini, caro Giampedrone, avete preso in giro i cittadini! Ci avevate detto che con questa modifica si bloccava tutto. Quindi Giampedrone, quando parli di vergogna e imbarazzo guardati in casa tua. Leggo nel comunicato della Regione che la Giunta si opporrà totalmente alla decisione di non fare valere, come data di chiusura, il 31 dicembre 2021. Ma allora la Regione può bloccare la centrale! Perché dite il contrario e, soprattutto, perché non lo avete fatto prima? Fermatevi! Per superare la vostra propaganda ci vogliono atti reali e concreti, per questo diamo il massimo sostegno all'iniziativa dell'onorevole Orlando”. E sempre il Pd, con il coordinamento provinciale, ritiene "evidente che Enel stia provando a speculare anche a seguito delle note vicende che stanno attraversando il Governo in questi giorni. Peracchini e Giampedrone si affrettano a condividere ovunque la “scelta” del governo che smentirebbe le posizioni delle forze di opposizione in regione e nella nostra provincia.
Il solito gioco del non dire nulla non prendere alcuna posizione netta in difesa della nostra comunità per poi fingere di rimanere sorpresi e scaricare le responsabilità. Ma al governo della città e della regione ci sono loro da 4 e da cinque anni e mezzo. Cosa ha fatto Peracchini in questi anni verrebbe da chiedere su tutte le questioni aperte del nostro territorio? Quali atti formali e indicazioni sono arrivati dal Comune e dalla Regione a favore di una conversione green della centrale e di tutta l’area ben più vasta degli impianti presenti se non la mirabolante proposta di un parco giochi forse acquatico forse no, denominato Spezialand. Noi siamo convinti che dal Mise arriverà nel più breve tempo possibile un chiarimento che andrà nella direzione giusta".

I consiglieri comunali Centi e Melley (Leali a Spezia) osservano che “oggi finalmente il sindaco Peracchini ha scoperto che fino alla conversione della centrale a turbogas, l’attuale impianto continuerà a bruciare carbone. Peracchini e la sua giunta hanno sostenuto da subito la posizione favorevole alla centrale a turbogas, salvo poi fare marcia indietro per la pressione delle opposizioni e l’indignazione dei cittadini. Il presidente Toti non ha mai negato l’intesa per il turbogas, anzi ha più volte e pubblicamente affermato di essere favorevole. Ed il parere della Regione per l’iter autorizzativo è fondamentale è vincolante. Enel e Terna hanno giocato su questo balletto e sono andate avanti. È chiaro che nella prospettiva di una centrale a turbogas l’utilizzo del carbone fa parte della fase di transizione. Basta con la demagogia di Peracchini e Toti. La nostra contrarietà alla centrale a turbogas è totale, chiediamo che non si attivi l’utilizzo del carbone e che l’area sia destinata a insediamenti industriali green economy. Chiediamo al governo una presa di posizione netta che induca Enel a rivedere i piani su Spezia. Chiediamo a Toti che si opponga formalmente alla costruzione della centrale a turbogas”.

Una ulteriore sfumatura arriva dall'ex consigliere regionale Battistini e dal consigliere comunale del misto Baldino Caratozzolo, secondo i quali “i fatti parlano di una Regione e di un'amministrazione comunale del tutto immobili nel fare ciò che invece sarebbe servito in maniera prioritaria: imbrigliare Enel in un percorso codificato e istituzionale che portasse a un progetto complessivo, reale e concreto, per il futuro non solo dello stabilimento ma dell'intera area. L'opposizione, dal canto suo, invece, ha la grande responsabilità di aver detto 'no' al turbogas senza pensare di coinvolgere i ministeri competenti coi quali ha un filo diretto di appartenenza politica. La questione è così rimasta relegata, dunque, al mero livello ideologico senza elaborare progetti e atti concreti. Nel dire no ad una riconversione che utilizzi ancora le fonti fossili, carbone o gas che sia, chi amministra il territorio avrebbe dovuto, in sinergia col Governo, chiedere ad Enel di avviare il percorso che la stessa azienda ha elaborato per dare una nuova vita alle sue centrali in via di dismissione: Futur-e. Ora non si perda altro tempo, si mettano da parte le chiacchiere e si faccia qualcosa di concreto e lo proporremo intanto a partire dal consiglio comunale della Spezia”.

Completa il quadro Avantinsieme, rappresentata in consiglio da Lorenzo Forcieri. Con questa scelta il Ministero compromette il futuro degli spezzini sia dal punto di vista economico, sia da quello della salute. Il nostro golfo si sobbarcherebbe il passaggio della produzione energetica dal carbone al gas naturale: vale a dire grande consumo di territorio con scarsissima ricaduta occupazionale, ottenuta con tecnologia obsoleta. Chiediamo con forza al Sindaco della Spezia ed al Presidente della provincia di chiedere un incontro urgente a nome dell’intero consiglio comunale, con il ministro competente al fine di bloccare questa decisione. La centrale a carbone deve essere demolita e l'area destinata ad ospitare attività produttive ad alto contenuto tecnologico ed ambientale. E' ora di chiudere con una stagione in cui il nostro territorio è stato sempre sacrificato agli interessi energetici nazionali ed avviare un diverso modello di sviluppo, per i nostri cittadini, soprattutto per quelli più giovani a cui dobbiamo garantire un futuro diverso e migliore".

Infine Italia Viva, che con le consigliere comunali Pecunia e Nobili dichiara che "il ministro cinque stelle Patuanelli dunque pare proprio voglia infliggere una cattiveria gratuita a tutta la città. Sappia il ministro che i cittadini si erano espressi, prima in un quesito referendario e poi negli ultimi mesi con documenti ufficiali che anche noi di Italia Viva abbiamo presentato presso il Comune della Spezia e in alcune manifestazioni pubbliche. La città non vuole la centrale. C'era stato un impegno da parte dei ministeri competenti di uscire dalla fase del carbone entro dicembre 2021. Oggi è una pessima giornata, ma noi non ci arrendiamo di fronte a uno sfregio che il governo vuole fare alla città".

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