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Curcio, Lega 'sorpassa' Pucciarelli e chiede di bloccare iniziativa

La senatrice su Facebook: "Libero di venire, noi liberi di condannare ciò che rappresenta". Il segretario Zanicotti più duro: "Chi di dovere eviti sfregio". Melley: "Curcio ha pagato ed è un libero cittadino". Ricciardi: "Italia manettara".

"Porte chiuse come ad Arezzo"

La Spezia - Venerdì 14 giugno alle 18.00 alla libreria Liberi tutti di Via Tommaseo sarà di scena Renato Curcio, tra i fondatori delle Brigate Rosse, oggi sociologo, alle spalle vent'anni di carcere. L'ex terrorista presenterà "La società artificiale” e “L’algoritmo sovrano” confrontandosi con il poeta spezzino Francesco Terzago e – entrambi soci di Rcc Libera, coorganizzatrice dell'incontro - con Riccardo D'Ambra, leader dei Visibì, e il fotografo Francesco Tassara. Come ampiamente preventivabile, l'approdo spezzino di Curcio ha innescato un'accesa diatriba politica.

“La sinistra fa sceneggiate in piazza per la presentazione di libri che fino a prova contraria non sono stati scritti da nessun criminale o ex terrorista. Se il Pd e i loro soci fossero coerenti scenderebbero in piazza anche questa volta. Noi, dal canto nostro, saremo sempre coerenti con noi stessi. Questo signore è libero di venire. Noi siamo liberi di non ascoltarlo e di condannare ciò che ha rappresentato per il nostro Paese”, ha commentato via social la senatrice spezzina della Lega Stefania Pucciarelli, con un chiaro riferimento alla mobilitazione che due settimane fa ha visto le forze di sinistra protestare contro una presentazione di un libro organizzata da Casa Pound, ospitata alle Mediateca Fregoso (dopo la revoca dell'autorizzazione per fare l'iniziativa alla biblioteca Beghi). Ma se per la parlamentare Curcio è comunque “libero di venire”, il segretario provinciale del Carroccio Fabrizio Zanicotti, con una nota, pare promuovere una linea più dura. “In qualità di segretario provinciale della Lega – scrive - ritengo inopportuna e oltraggiosa l’iniziativa dell’associazione Rcr, che dà modo i esibirsi ad uno tra i responsabili dei più efferati crimini commessi nel periodo più oscuro della nostra Repubblica, condannato e mai pentitosi dei delitti che ha commesso. Faccio presente che, per la stessa data, un’altra brigatista, macchiatasi dell’omicidio di Aldo Moro, Barbara Balzerani, anche lei mai pentitasi, si è vista negare analoga richiesta (presentazione di un suo libro) dal Comune di Arezzo. Vorrei evitare che il Comune della Spezia si rendesse complice di una ennesima offesa alle vittime del terrorismo rosso. Faccio quindi appello a chi di dovere, di evitare questo sfregio alla città”. Zanicotti chiede quindi lo stop dell'iniziativa, forse auspicando un finale alla aretina: tuttavia nella città toscana la presentazione era prevista in una sala pubblica, mentre alla Spezia, come detto, si tratta di uno spazio privato, una libreria.

Dalla pagina Facebook di Fratelli d'Italia La Spezia si ricorda con poche asettiche righe la morte di due missini in occasione di un attacco brigatista alla sede Msi di Padova, giugno 1974. “Il giorno successivo il brigatista Renato Curcio ispiratore dell'azione criminale, rivendicò e giustificò l'attentato. Nei seppur pochi anni passati in carcere non si è mai dissociato dalle azioni commesse dalla brigate rosse”, scrivono i meloniani spezzini. Da sinistra, sempe a mezzo social, si rileva l'intervento di Guido Melley, capogruppo di LeAli a Spezia. “Curcio ha una storia personale che va condannata senza se e senza ma”, scrive l'ex assessore, segnalando che “ha comunque pagato per le sue colpe ed ora è un libero cittadino. Spero che qualche benpensante non accomuni comunque l’iniziativa che vedrà alla Spezia Curcio a quella di alcune settimane fa per la presentazione del libro della casa editrice dichiaratamente fascista Altaforte, sostenuta da Casapound, ed ospitata presso la Mediateca del nostro Comune. Ognuno è libero di manifestare il proprio pensiero se non incorre in specifici reati: che si tratti di ex terroristi di sinistra o di neofascisti di destra. Il punto è dove si tengono queste iniziative: nulla da dire in un luogo privato come una libreria cittadina, altra cosa è in un luogo pubblico concesso dal Comune”. Da gauche anche l'intervento, sempre in zona Zuckerberg, di Jacopo Ricciardi, segreteria regionale di Rifondazione: "Che bella l'Italia manettara. Gli analfabeti funzionali si sono già scatenati. Se in Italia sconti la tua pena sarai etichettato a vita. Io ovviamente ci sarò".

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