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Costantini: "Ci si doveva preparare all’autunno e invece questa regione ha fallito su tutto"

Il referente medico di Sansa sul caso-Spezia: "Quest’estate il virus ha continuato a girare, si doveva tenere alta la guardia e invece niente screening a tappeto sul personale sanitario, sui luoghi di lavoro, sulle situazioni a rischio".

direttore scientifico dell'Ircss di Reggio Emilia

La Spezia - "Quello che oggi succede qui può succedere nel resto della Liguria. D'altro canto durante l'estate abbiamo avvertito un’indifferenza diffusa nei confronti del Covid, a partire dalle ordinanze regionali in polemica con i dispositivi nazionali. Abbiamo avuto fin da giugno dichiarazioni nelle quali il presidente ci comunicava con piacere la riapertura anticipata di discoteche, sagre, sale da gioco senza dimenticare la polemica sulle mascherine nelle scuole. Tutto questo ha provocato una serie di comportamenti che si sono svolti alla Spezia ma non solo. Il fatto dei festeggiamenti per la promozione non poteva essere impedito ma si poteva gestire in maniera diversa". Parole di Massimo Costantini, oggi alla Spezia per una conferenza stampa, convocata in seguito ai dati che pongono la Liguria in testa alla graduatoria dei contagi in Italia, in rapporto al numero di abitanti, con un alto numero di ricoverati per polmonite e un basso numero di tamponi. Costantini è il referente medico del candidato presidente della Regione Liguria, Ferruccio Sansa, e coordina il gruppo di lavoro che ha elaborato il programma sulla sanità. Il medico chiarisce subito che non è possibile fare un paragone con il mese di marzo ma "quest’estate il virus ha continuato a girare e si doveva tenere alta la guardia. Ci si doveva preparare all’autunno e invece questa regione ha fallito su tutto. Perché se a marzo l'impreparazione poteva essere comprensibile, oggi no".

Che cosa è mancato? "Non ci sono stati screening a tappeto sul personale sanitario, sui luoghi di lavoro, sulle situazioni potenzialmente a rischio. Tutte le regioni raccomandano un tampone per chi torna dall’estero mentre la Liguria ha rinunciato a tutto questo. E quando vedo i report di altre regioni, ci sono i casi positivi di ragazzi che tornano dalla Sardegna, dalla Romagna ma anche dalla Liguria. La verità è che i dipartimenti della Regione sono in larga parte rimasti uguali a prima. Queste carenze gravi fanno sì che fino a che tutto va bene non ci sono problemi, ma quando c’è una leggerezza va tutto in crisi. E infatti da Spezia stanno arrivando rinforzi da Genova perché l’organizzazione non è in grado di rispondere alle esigenze".

Costantini rimarca che la Spezia e la città in Italia con maggior ospedalizzati Covid d’Italia ma non sono solo questi i numeri preoccupanti: "Abbiamo imparato che per ogni caso sintomatico ci sono un numero di ricoverati e di terapie intensive che a volte sfociano anche in decessi. Bisognava prepararsi a questi scenari, i problemi di oggi andavano affrontati 2-3 mesi fa. Assistiamo ad un fallimento di programmazion. Vi faccio un esempio: i dpi in ospedale ci sono ma sono abbastanza? Il Ministero chiede un mese di scorte. La Regione ha fatto il bando il 1° settembre che scade il 30 e i dpi saranno disponili ad ottobre o addirittura novembre. Sono venuto a sapere che un ospedale genovese sta chiedendo aiuto ai privati per ottener camici monouso. Ma sia ben chiaro: non manca chi va sul campo e lavora ogni giorno in modo professionale, a mancare sono i generali. Se non ci fossero loro sarebbe ancora peggiore".

Poi la stilla politica: "Pensano solo ad arrivare alle elezioni con messaggi rassicuranti e invece la situazione di Spezia dice che non è così. Noi dovremo affrontare i prossimi mesi cercando di mantenere la sanità più funzionale possibile. Non mi aspetto catastrofi ma la situazione non migliorerà e rincorreremo il virus. Questi non sono in grado di metetre in campo le strategie e devono andare a casa". Per il caso-Spezia è ipotizzabile un nuovo lockdown: "Quella è la misura estrema: quando non ce la facciamo più arriviamo a quello. Se a marzo non ci fosse stato sarebbe stato un disastro, ma quello e gli ospedali da campo sono l'ultima spiaggia per gli ospedali che non c’è la fanno. Non dobbiamo arrivare più a questi punti". Battezza come "inutile" il provvedimento che riguarda piazza Brin: "Non dobbiamo arrivare a così tanti pazienti e terapie intensive. Alisa avrebbe potuto avere un grosso ruolo a livello regionale e ha fallito anche questo compito. Nessuno che abbia detto di mettere le mascherine anche nel periodo di minor contagio, nessuno che abbia detto ai bimbi di non andare a trovare i nonni per i primi 15 giorni dopo il ritorno dalle vacanze. Come se il lockdown fosse una palla. Infine la scuola: ricordiamoci che il virus è una piramide: la base è molto larga e fino a che non la metto sotto controllo... Evitate contatti non necessari, state lontani da nonni e persone fragili. Ma nel frattempo che la scuola è chiusa servono le politiche attive. Non è impossibile fare bene, pensate a sushi bar Savona: una situazione molto complessa dove si è fatto un ottimo lavoro".

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