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Ultimo aggiornamento: Sabato 22 Settembre - ore 21.27

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Cosap, Dialma e civil card. Il consiglio comunale ritorna al lavoro

Seduta tutto sommato soft per il parlamentino spezzino. Contrapposizione netta solamente sulla proposta di mantenere la card simbolica per i figli di immigrati residenti in città.

Cosap, Dialma e civil card. Il consiglio comunale ritorna al lavoro

La Spezia - Dopo la pausa per la fine della campagna elettorale delle elezioni politiche, il consiglio comunale ha ripreso a riunirsi ieri sera. In apertura Pierluigi Peracchini ha provveduto alla presentazione del mini rimpasto di giunta effettuato nei giorni scorsi, con la nomina dell'assessore Genziana Giacomelli nel ruolo di vicesindaco al posto di Manuela Gagliardi, che, in seguito all'elezione alla Camera dei deputati, mantiene alcune deleghe ma lascia l'incarico di rappresentanza in assenza del sindaco.

Una seduta poco animata, che ha visto la celebrazione del rito della discussione delle interpellanze.
A destare attenzione è stata prima di tutto quella relativa all'aumento della Cosap per gli operatori di Piazza Cavour.
"Una decisione che non è stata resa nota nel dibattito sul bilancio, non ne sapeva nulla nessuno. E si tratta di una delibera che forse non è nemmeno legittima. Ma più di tutto - ha detto Guido Melley, che ha firmato il documento insieme al collega di gruppo, Roberto Centi - sono stati disattesi confronto e discussione".

Peracchini, che ha mantenuto la delega al Bilancio, ha giudicato le accuse di Leali a Spezia "prive di fondamento". "Il 15 gennaio - ha sostenuto il primo cittadino - ho incontrato i rappresentanti di categoria e ho illustrato il bilancio con le relative modifiche, compresa questa. Il provvedimento è stato preso per avvicinare il canone di occupazione a costi più congrui e per poter sostenere le spese di pulizia e manutenzione della piazza. Il bilancio è stato illustrato due volte, in consiglio e in commissione, e le nove tariffe non sono state adottate dalla giunta ma dal consiglio, peraltro con il voto favorevole di Melley e Centi. I costi che sostiene il Comune per Piazza Cavour, con l'aumento, sono coperti per il 49 per cento e l'importo della Cosap è comunque nettamente inferiore a quello di città di analoghe dimensioni".

L'altro tema caldo delle settimane scorse ritornato di attualità nel corso della discussione delle interpellanze è quello della Dialma Ruggiero, ancora per iniziativa del gruppo Leali a Spezia.
Come nella bollente seduta di commissione di una settimana fa, a prendere la parola è stato Centi: "Il problema è noto, il centro, grazie al lavoro del personale del Comune, è diventato nel corso degli anni una struttura che ospita 19 associazioni e realtà culturali importanti. La stessa amministrazione valuta in maniera positiva quello che è stato fatto, ma non si capisce la ragione del trasferimento del bene dai Servizi culturali al Patrimonio. Ci chiediamo quale sia il futuro della Dialma e come la giunta intenda valorizzare le realtà culturali locali".

"Non c'è scarto tra azione e pensiero - ha risposto l'assessore alla Cultura, Paolo Asti -, tra gli atti precedenti e quelli che riguardano il centro culturale. Abbiamo stabilito il trasferimento per poter guardare alla Dialma in senso di autogestione. Lo faremo con le associazioni presenti, seppure in alcuni casi siano state supportate anche troppo dall'amministrazione precedente. Una start up, anche nel mondo della cultura, ha una durata di un paio d'anni, non di sei o sette. Comunque, come spiegato in commissione, solamente dopo il confronto con le associazioni stesse provvederemo a emanare un bando per la gestione della struttura".
"Resto dell'idea che le commissioni andrebbero fatte prima di prendere le decisioni, e vigilerò affinché venga rispettato l'annunciata preferenza in caso di presentazione di una proposta da parte di un pool di associazioni".

Finiti i botta e risposta tra l'amministrazione e i consiglieri si è passati all'unica mozione all'ordine del giorno, quella relativa al mantenimento della distribuzione della civil card ai bambini figli di stranieri nati e residenti alla Spezia, presentata dal socialista Paolo Manfredini.
Lette due lettere di giovani figli di immigrati, Manfredini ha descritto la civil card come "un atto di civiltà per chi sente l'Italia come sua patria. La dimensione locale di un provvedimento del genere traduce l'integrazione in comportamenti della vita quotidiana".
"Si tratta di un semplice gesto per l'evoluzione della nostra civiltà. Pensiamo alla gioia delle famiglie di fronte a un riconoscimento ricevuto da parte della comunità in cui vivono", ha aggiunto Luigi Liguori, esponente di Liberi e uguali.
Nelle dichiarazioni di voto Centi ha espresso il suo parere favorevole dicendo che con una scelta del genere "La Spezia può essere in linea con sua tradizione di città accogliente e aperta".
Di parere diametralmente opposto Fabio Cenerini, capogruppo Toti - Forza Italia: "Volete mascherare lo ius soli cacciato dal parlamento con questo nulla. In Francia le seconde e terze generazioni sono peggio dei coetanei nei Paesi di origine. La gente vi ha bocciato su questi temi, eppure continuate su questa strada. Gli italiani non hanno figli perché sono responsabili, gli immigrati ne fanno a iosa pensando che qualcuno li manterrà. Forse chi parlava di sostituzione etnica non aveva torto".
"Siamo di fronte a una ondata migratoria di proporzioni bibliche. Trovo gravissimo - ha rincarato la dose Maria Grazia Frijia, di Fratelli d'Italia - usare i bambini stranieri come scudo per dare la cittadinanza a milioni di stranieri e distruggere la cultura nazionale. Non dobbiamo diventare la sala parto dell'Africa", ha concluso.
Per il piddino Luca Erba il mantenimento della civil card è "una proposta simbolica e l'avvio di una discussione. La maggioranza ragiona solo in termini di consenso, mentre questo è un tema delicato, da affrontare in altro modo. Guardate com'è la norma negli Usa, Paese al quale spesso vi rifate", ha detto rivolto ai colleghi del centrodestra.
Massimo Lombardi, di Spezia bene comune, si è dichiarato a favore "di questa anticipazione di diritti. Sento argomentazioni che esulano dal merito, come se ci fosse da catalizzare chissà quale consenso. Questa proposta fa parte dei nostri valori, compresa la lotta all'immigrazione clandestina. Questo è un modo di fare integrazione".
Strada sbarrata da parte di Lorenzo Viviani, capogruppo del Carroccio: "La civil card è una forma di ius soli simbolico. Noi siamo contro la presentazione di società multiculturali, se non come fotografia della situazione attuale. Non crediamo in un orizzonte che preveda l'appiattimento con il modello di integrazione fatta di relativismo valoriale in cui la maggioranza retrocede nei suoi diritti. Siamo stati un popolo di migranti, ma ci siamo spostati in Paesi in cui c'erano lavoro e spazi in cui vivere. Oggi le cose stanno molto diversamente".
"Non sono mai stato contrario all'accoglienza - ha aggiunto Luigi De Luca, per Spezia vince con Peracchini sindaco - ma sono sempre stato perplesso sin da subito della civil card, vedendola come misura strumentale".
"Parliamo di bambini che vogliamo far sentire partecipi di una comunità. I muri non reggono, da nessuna parte. La parte più avanzata dell'Occidente prevede uno ius soli automatico. Il resto del mondo, come l'Africa, la Cina e la Russia, no... vi ispirate a questi Paesi? Ricordiamoci che La Spezia è una città che in pochi decenni ha accolto decine di migliaia di persone, anche molto diverse tra loro".
"Ogni proposta della minoranza - ha concluso Manfredini - viene tacciata di strumentalità e la maggioranza ricorda la sconfitta elettorale del giugno scorso. Ne sono esempio vivente. Ma rimangono le mie idee, le mie convinzioni, le tesi in cui credo. È cambiato il vento, ma continuo a credere nei miei valori. Parliamo di un tema che riguarda spostamento di enormi quantità di persone, un argomento così epocale non è da semplificare. Ho sempre pensato che politica dovesse essere più avanti con lo sguardo e dare risposte a problemi complessi".

Come prevedibile, all'atto della votazione, la mozione è stata bocciata con maggioranza e opposizione schierate rispettivamente contro e a favore, e l'astensione delle due consigliere del Movimento cinque stelle.

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