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Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Agosto - ore 22.39

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Congresso regionale per Rifondazione, eletti i nuovi organismi

Congresso regionale per Rifondazione, eletti i nuovi organismi

La Spezia - Aperto dal ricordo, vivo e partecipato, di Dante Taccani, si è svolto ieri presso il Cap di via Albertazzi a Genova il Congresso regionale di Rifondazione Comunista. Un congresso che ha visto la partecipazione delle delegate e dei delegati di tutta la regione, eletti nei 27 congressi di circolo, e di numerosi ospiti che hanno portato, di persona o in forma scritta, il proprio contributo.
Al centro della discussione gli scenari nazionali e le tematiche regionali a partire dalla drammatica crisi del mondo del lavoro.
Al termine dei lavori congressuali, chiusi da Ferdinando Mainardi della direzione nazionale, è stato eletto il Collegio di Garanzia presieduto da Sergio Olivieri che sarà affiancato da Rosario Conte, Dino Lucia, Gabriella Migliorini e Albergo Sguerso.

Rinnovato anche il Comitato politico regionale, il "parlamentino" del Prc ligure, che sarà così composto: Chiara Bramanti, Mattia Celsi, Ursula Cicciarelli, Antonino D'Arrigo, Veruskha Fedi, Fabrizio Ferraro, Alberto Gabrielli, Davide Ghiglione, Gianna Licitra, Mariano Mij, Matteo Melis, Maurizio Natale, Carlo Olivari, Sergio Olivieri, Anna Parodi, Mario Pistillo, Patrizia Poselli, Giuseppe Rando, Marco Ravera, Jacopo Ricciardi, Rosario Russo, Sergio Triglia, Nazzareno Viotti, Pietro Luigi Zuccolo, Franco Zunino.

Il Cpr ha, infine, eletto il Segretario regionale confermando all'unanimità il savonese Marco Ravera. Il Segretario ha quindi proposto la nuova Segreteria regionale, che esprime al proprio interno competenze a passioni di tutte le anime nel partito e di tutte le realtà territoriali. L'organismo, votato all'unanimità, è formato da Ursula Cicciarelli di Chiavari, Davide Ghiglione e Gianna Licitra di Genova, Anna Parodi di Cogoleto, Jacopo Ricciardi di Spezia e Pietro Luigi Zuccolo di Diano Marina.

L'intervento del segretario regionale

Care compagne e cari compagni,
in una politica sempre più virtuale fatta a colpi di post su Facebook, tweet e piattaforme
digitali sono orgoglioso di aver rappresentato un partito in "carne e ossa", un partito che
discute e si confronta come ha fatto in questo Congresso. Nella nostra regione si sono
svolti 27 congressi di circolo (10 La Spezia, 5 Genova, 5 Savona, 4 Imperia, 3 Tigullio) che
hanno coinvolto quasi 200 iscritte e iscritti. Un dato per me significativo anche perché
avvenuto in una fase in cui i partiti politici vengono visti con sospetto, per usare un
eufemismo.
Penso che in questo nostro congresso regionale dovremmo concentrarci per definire le
nostre priorità politiche e attrezzare il nostro partito in una fase che ci porterà alle Elezioni
politiche, ma penso anche, se non soprattutto visto che siamo dirigenti regionali, che
questo congresso debba rappresentare un momento di discussione sulle politiche regionali
sul terreno sociale, ambientale, economico capace di mettersi in relazione con le
esperienze del nostro territorio.
Ma essendo un congresso è anche giusto fare un bilancio dell'attività svolta. In questi anni
è vero, e per questo mi autocritico, che gli organismi non sono stati convocati come
avrebbero dovuto (abbiamo avuto anche un problema di numeri, gli ultimi CPR non
avevano il numero legale), ma è altrettanto vero che come Regionale abbiamo seguito con
determinazione le principali vertenze del nostro territorio affiancando le federazioni,
abbiamo affrontato, con un buon risultato, le Elezioni regionali, abbiamo dato supporto,
politico ed economico, alle federazioni e abbiamo "messo in sicurezza" le casse del Partito.
Siamo stati al fianco dei lavoratori dell'ILVA e a quelli della Piaggio, abbiamo sostenuto la
lotta dei lavoratori dell'Ericsson e quella degli operai della Bombarier passando per i
lavoratori del traporto pubblico e quelli delle telecomunicazioni, quelli dei cantieri
Mondomarine e AMIU, fino ad arrivare alla Agnesi che chiuse i battenti poco meno di un
anno fa.
Siamo stati, e continuiamo ad essere, a Ventimiglia (ieri si sarebbe dovuto tenere un
incontro/concerto, cui il Sindaco ha negato l'autorizzazione) dove l'umanità sembra essersi
fermata.
Abbiamo contrastato il "Piano casa" della Giunta Toti così come il criminale progetto teso
alla privatizzazione della sanità a partire dagli ospedali di Bordighera, Albenga e Cairo
Montenotte.
Così come con uguale determinazione abbiamo lottato contro la devastazione del nostro
territorio e la tutela dell'ambiente. Fummo tra i primi, come Partito, a criticare la scelta del
carbone a Vado Ligure (ritagli di giornale dei primi anni novanta) e i fatti ci hanno dato
tristemente ragione. Così come abbiamo seguito, provando a dare delle risposte, il "caso"
di Marola, un borgo marinaro dove il mare non c'è, bloccato dalle mura dell'arsenale a
Spezia, o la lotta dei cittadini contro grandi opere inutili e dannose quali la Gronda e il
Terzo valico, che poi sarebbe il sesto, che portano con se danni ambientali e infiltrazioni
mafiose.
Siamo stati in prima linea nella straordinaria iniziativa di popolo per il No al referendum
costituzionale del 4 Dicembre scorso.
In questi anni abbiamo inoltre lanciato attività nostre. Ne cito una che ebbe poca fortuna,
ma che è di grande attualità: la raccolta firme per la "Messa fuori legge di tutte le
organizzazioni neofasciste e neonaziste". Oggi al proliferare di movimenti, associazioni e
partiti che si richiamano più o meno esplicitamente al "Ventennio" non basta l'antifascismo
del ricordo della Resistenza, non basta l'antifascismo militante, ma bisogna intervenire
nelle sacche di disagio sociale in cui "i fascisti del nuovo millennio" tendono a proliferare.
Purtroppo questo chiama direttamente in causa le politiche dei governi che si sono
succeduti che hanno aumentato la povertà e diminuito il lavoro scatenando un'autentica
guerra tra poveri che vede nel migrante il principale bersaglio, basti pensare al caso di
Multedo o alle ordinanze razziste di Alassio e Carcare.
Abbiamo affiancato e sostenuto, queste e altre lotte, pensando ad un'altra idea di società,
ad un altro modello di sviluppo che abbiamo provato a tratteggiare anche con le
esperienze elettorali che affrontate a partire dalle Elezioni regionali. Io penso che la scelta
di Rete a sinistra fosse giusta (tra l'altro i candidati del PRC furono i più votati a Spezia,
Savona e nel Tigullio), ma che soprattutto permise alla sinistra di eleggere un proprio
rappresentate (unico caso insieme alla simile lista in Toscana), Gianni Pastorino, col quale
continua un rapporto politico che ha consentito di portare in regione nostre proposte e
nostre idee (cito la questione dei lavoratori delle province o la difesa degli ospedali San
Paolo di Savona e Saint Charles di Bordighera).
Con la stessa determinazione abbiamo partecipato alle liste di Rete a sinistra a Savona e
Cogoleto, a Spezia Bene Comune, a Chiamami Genova fino ad arrivare alle liste nel golfo
del dianese Uniti per Castello e Sinistra Unita per Arentino e all'esperienza di Apertamente
Arenzano. Abbiamo messo al centro l'unità a partire dai contenuti e dove questo non è
stato possibile ci siamo presentati col nostro simbolo. A tal proposito voglio ricordare la
generosa disponibilità di Marco Ardoino a Taggia. Abbiamo dato vita a liste unitarie della
sinistra diffusa e di alternativa, che abbiamo anche messo a disposizione nella cosiddetta
rete delle "Città in Comune", provando a dimostrare che non siamo "tutti uguali".
Con lo stesso spirito con cui Rifondazione Comunista da anni lavora per aggregare la
sinistra antiliberista nel nostro paese. Abbiamo partecipato al "percorso del Brancaccio"
accogliendo l'idea di una lista che unificasse la sinistra sociale e politica e le tante forme di
civismo e partecipazione su un programma di attuazione della Costituzione e di netta
alternativa al PD le cui politiche da anni sono "indistinguibili da quelle della destra":
"buona scuola", jobs act, articolo 18, decreti Minniti-Orlando (le immagini dei centri di
detenzione in Libia ci dovrebbero far vergognare).
La possibilità che ci siano due liste alla sinistra del PD è una sconfitta per tutte e tutti che
non sarà semplice da spiegare ai cittadini, ma per noi la lunga stagione del centrosinistra e
de L'Ulivo è definitivamente conclusa; a noi non interessa una lista di sinistra che preveda
accordi col PD dopo il voto o che "imbarchi" ex DC o Bobo Craxi per creare un nuovo
centrosinistra. Non interessato le imposizione dell'alto di programmi e presunti leader
decisi e discussi all'esterno del percorso che si stava facendo col "Brancaccio".
Rifondazione Comunista non rinuncia tuttavia alla costruzione di una proposta di sinistra
per le prossime elezioni, ma lo fa, anche partendo dall'assemblea del Teatro Italia, con la
convinzione che il nostro Paese ha bisogno di una sinistra degna di questo nome in cui le
istante dei comunisti hanno un ruolo importante, e non di un ennesimo fallimentare
"cartello elettorale".
Tornando al nostro percorso congressuale, vorrei ringraziare non ritualmente i compagni
che in questi anni hanno condiviso l'onere e l'onore della Segreteria regionale: Matteo
Melis, Jacopo Ricciardi e Pier Luigi Zuccolo. Non sempre ci siamo riusciti, sicuramente
abbiamo sbagliato, qualcuna l'abbiamo indovinata, ma vi posso assicurare che ci abbiamo
messo tutto, anche perché per noi, o almeno per me, il comunismo non è il feticcio di un
passato più o meno glorioso, ma è investimento sul futuro. Quello che Brecht definiva "È la
semplicità, che è difficile a farsi".

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