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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 22.40

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Comunisti, eunuchi e 'Lampadina Manfredini', centrodestra a tutto gas

Bar Peola gremito per il gran finale della campagna del candidato sindaco Pierluigi Peracchini.

Comunisti, eunuchi e ´Lampadina Manfredini´, centrodestra a tutto gas

La Spezia - Affollato e vibrante ultimo atto per la campagna elettorale del centrodestra e del candidato sindaco Pierluigi Peracchini. Sul palco allestito all'esterno di un Bar Peola gremito di militanti e simpatizzanti, in una generale ubriacatura tanto di stanchezza quanto di entusiasmo, si sono avvicendati i vari volti della coalizione. Ha aperto le danze il segretario provinciale della Lega Nord, Fabrizio Zanicotti. "Siamo al 32-33 per cento - ha dichiarato -. Chi ha sempre governato in questa città ora se la fa addosso, noi siamo pronti a preparare il gabinetto". Ruspante anche Alessandro Rosson, timoniere spezzino di Fratelli d'Italia. "Abbiamo sondaggi fantastici, siamo oltre il 30 per cento. Al ballottaggio asfaltiamo chiunque, che sia sinistra o Cinque stelle". Toni diversi, come da copione, per Andrea Costa e Kristopher Casati di La Spezia popolare. "Vorrei sottolineare il clima di correttezza che c'è stato tra le nostre liste, grande merito va al presidente Toti, che ha lavorato per l'unità e il dialogo", ha detto il consigliere regionale ex sindaco di Beverino. "La sinistra viene da una fallimento politico ed economico - così Casati -, è il momento di cambiare". Buone sensazioni anche per l'ex numero uno della Camera di commercio Gianfranco Bianchi, alla guida di una delle liste della coalizione: "Ci siamo tolti la paura di dosso, diciamo basta a questi decenni da incubo".

L'ex presidente regionale Sandro Biasotti, coordinatore di Forza Italia in Liguria, ha ricordato quando "era difficilissimo trovare un candidato per Spezia, perché era una battaglia persa. Questa volta c'era la fila. Abbiamo scelto Peracchini, la persona giusta". Poi un pieno affondo berlusconiano: "Noi sogniamo di mandare a casa i comunisti". E un repentino passo indietro: "Passino i comunisti... ma non gli incompetenti che hanno rovinato questa città". Sicurezza in ottica ballottaggio, di fatto scontato: "Vinciamo contro i comunisti. E non crediate che al ballottaggio gli altri di sinistra votino per loro... Forcieri voterà per noi! E se andassimo al ballottaggio con i Cinque stelle, vinciamo lo stesso: una persona normale, un cittadino, un commerciante, non vota Cinque stelle". Stefania Pucciarelli, consigliere regionale della Lega Nord, ha corretto Biasotti: "Comunisti? Dove sono? Non ci sono più e hanno perso il loro popolo. Cambiamo questa città con Peracchini. Ma chi non va a votare poi non si lamenti".

Parola poi al presidente Giovanni Toti, che ha innanzitutto evidenziato l'unità del gruppo, sulla falsariga di quello al governo in Regione: "Non litighiamo e non litigheremo". Un paio di sicurezze: "Il Pd è la certezza di non cambiare. I grillini sono la certezza che si può fare ancora peggio. Sono falso cambiamento e parole vuote. Dopo i guai del Pd non vogliamo anche i guai dei Cinque stelle". Immancabile una stoccata al sindaco di Torino Chiara Appendino per quanto accaduto in Piazza San Carlo la sera della finale di Champions.

Finale tutto di Pierluigi Peracchini, che si è tolto qualche sassolino. "Io sono il lupo cattivo di Cappuccetto rosso, sono un fascista, sono uno che brucia i gay. Mi hanno detto di tutto. E me l'ha detto chi sembra uscito da un racconto di Collodi, perché non fa altro che dire bugie. E' stata una campagna elettorale vergognosa per una città e un paese democratici".
L'attacco a Melley (senza nominarlo): "Dice di essere un candidato gentile e poi sostiene che la mia candidatura non ha dignità perché sono alleato con la Lega. E lui si dice cattolico non praticante... come dire eunuco virile". La puntura a Manfredini, sempre senza nominarlo: "Lampadina, come lo chiamano gli studenti, va in giro con due badanti, fa mandare sms ai neodiciottenni e fa campagna dentro gli uffici pubblici, anche se la legge lo vieta". Il Movimento cinque stelle? "A ogni domanda - ha detto Peracchini - la candidata dice che ricorreranno a un'assemblea permanente. L'assemblea la si faceva a scuola per non fare niente. Questo fa capire bene quale sia il loro programma". Caramellina amarognola per Forcieri: "Ce n'è poi uno, il più maturo di tutto, che è scappato dal Pd e ha detto di volere il cambiamento. Meglio tardi che mai". Il candidato ha chiuso con una carrellata sui vari temi - rifiuti, sicurezza, immigrazione, turismo - ripetendo i capisaldi di quel programma che, ha osservato, "ci hanno copiato tutti". Poi tutti giù dal palco, mentre arrivava, un filo tardi per parlare, anche l'assessore Giampedrone. Tra un drink e una chiacchiera la tensione e la stanchezza un po' scemano. L'umore è alto, perché si carezza un sogno mai stato così vicino da un clamoroso inverarsi.

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