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Commercio, divieti e novità per le nuove zone gialle e zone rosse

L'assessore Brogi e le associazioni di categoria hanno presentato ai rappresentanti del consiglio comunale le norme contenute nell'intesa che, dopo l'approvazione, sarà inviata alla Regione.

In commissione
Commercio, divieti e novità per le nuove zone gialle e zone rosse

La Spezia - Zone rosse e zone gialle in città. Niente a che fare con il rispetto del distanziamento sociale né con le allerta meteo. Si parla di commercio e di novità in fatto di programmazione e pianificazione.
I dettagli sono stati anticipati oggi pomeriggio nel corso della seduta della III commissione consiliare che ha preso in esame i contenuti dell'intesa tra l'amministrazione comunale e le associazioni di categoria sulle nuove linee guida del commercio cittadino e sulla suddivisione nelle due aree cromatiche.
Il documento, presentato dall'assessore Lorenzo Brogi, di fatto assorbe il Piano del commercio sul quale si erano concentrati gli sforzi dell'assessorato negli anni passati e, anche in considerazione del valore architettonico e paesaggistico, aggiunge il regime autorizzativo per il centro storico, l'area considerata di maggiore pregio.

"Abbiamo fatto una scelta di campo preferendo coinvolgere la commissione prima di presentare la delibera al consiglio comunale - ha esordito Brogi. Partendo dal dettato della legge Madia siamo giunti a delineare una mappa più ampia rispetto al semplice centro storico commerciale comprendendo anche i concetti di beni culturali e di rilievo, che vogliono essere sottratti il più possibile da condizioni di incuria e degrado. Si introducono così una zona rossa e una gialla: nella prima vige un vincolo autorizzativo per l'apertura di nuove attività, nella seconda rimarrà la necessità della semplice Scia. In entrambe le aree, invece, ci saranno divieti assoluti quasi uguali, come l'apertura di money change, di magazzini per vendita all'ingrosso e altre tipologie di attività che incidono a livello urbano e di decoro. Inoltre vengono introdotti principi inderogabili per il settore alimentare, ovvero che si proponga cibo di qualità e sarà previsto banco del fresco, come nei vecchi esercizi di quartiere onde evitare negozi che si riducano a mere scaffalature per la vendita di alcolici che, in ogni caso, non potranno essere venduti dopo le 22. E ancora: sarà vietata la commistione tra l'attività di alimentari e quelle non food".

Oltre a prescrizioni e divieti, nell'intesa sono però contenute anche delle smussature rispetto al Piano del commercio vigente.
"Nelle piazze principali e in alcune zone della città verrà rimosso il divieto di apertura di istituti di credito, studi medici o agenzie immobiliari. Inoltre sarà possibile lo spostamento dell'attività nella stessa zona, non più della stessa via. Per le tende, invece, sarà consentito utilizzare i colori propri del marchio, anche se difformi da quelli previsti.
I nuovi circoli non potranno diffondere musica e somministrare alimenti", ha proseguito Brogi.
In alcune zone della città sarà vietata l'esposizione di frutta e verdura ma anche di totem o "stendini" pieni di gadget nel caso si tratti di titolari di licenza alimentare.
Infine l'assessore ha annunciato che sarà previsto un sostegno economico per l'imprenditoria giovanile legata alla qualità e alla tradizione.

Antonella Simone, per Confartigianato, Lorenzo Servadei, per Confcommercio, Velentina Figoli, per Cna, e Fabrizio Capellini, per Confesercenti, hanno ringraziato Brogi e gli uffici comunali rappresentati dalla dirigente Laura Niggi e dalla funzionaria Silvia Cavallini, per aver accolto le osservazioni presentate in passato e hanno ricordato di aver già espresso il proprio parere positivo già a settembre 2019. Poi, tra gennaio e febbraio, quando il provvedimento era pronto per essere inviato alla Regione, tutto è stato bloccato a causa della pandemia.

I lavori, presieduti da Fabio Cenerini e proseguiti con alcune domande sui dettagli del piano da parte di alcuni consiglieri, sono poi stati aggiornati a lunedì pomeriggio, quando l'argomento sarà nuovamente oggetto di audizione da parte dei commissari, poi la delibera dovrebbe essere avviata verso l'approvazione da parte del consiglio comunale.

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