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Cimino riempie Sala Dante, ma pesano gli assenti del Pd

Ieri sera la presentazione del programma in vista delle elezioni amministrative.

La Spezia - Ieri sera Sala Dante era gremita come non mai, ma a fare rumore sono stati soprattutto gli assenti.
Nella numerosa platea presente per ascoltare la proposta politica di Lorenzo Cimino non c'erano infatti il segretario provinciale del Pd Moreno Veschi e gli esponenti dell'ala "orlandiana" del partito. La candidatura di Cimino alle primarie, in vista delle elezioni provinciali, aveva creato non pochi mal di pancia. La richiesta di passo indietro avanzata dalla segreteria e le risposte piccate di Cimino hanno sancito la vera e propria spaccatura all'interno del Partito democratico.

Erano presenti, infatti, esponenti di primo piano del partito, come il sindaco della Spezia Federici, gli assessori regionali Paita e Guccinelli e il presidente dell'Autorità portuale Forcieri. Ma non solo Pd: l'assessore regionale Vesco, per i Comunisti italiani, Olivieri per Rifondazione comunista e alcuni esponenti di Sel.
C'erano anche sindaci e assessori comunali, membri della classe dirigente e tanta, tantissima gente comune: oltre 600 persone, secondo le stime.

Tutti accalcati in una Sala Dante bollente, per ascoltare le proposte, le idee e i perché di Lorenzo Cimino per la Provincia. L'inizio è logicamente dedicato al disastro dell'alluvione, sia per una questione umana che amministrativa: non solo il ricordo e il cordoglio per quello che è accaduto, ma anche la convinzione che si possa e si debba fare di più nella messa in sicurezza e nella cura del territorio. Ed è solo il primo riferimento al lavoro dell'attuale presidente della Provincia, Fiasella, di cui Cimino vorrebbe prendere il posto, prima come candidato del Pd, poi del centrosinistra.
E quando parla di rinnovamento, di cambiamento di metodo, di stile e di prospettiva, il segretario provinciale della Cgil sottolinea il desiderio alzando il tono della voce e raccogliendo quasi sempre un applauso. I presenti, che sono solamente una parte dei tremila che hanno deciso di sostenere Cimino con la propria firma, hanno voglia di cambiamento: resta da capire se sia sufficiente un volto nuovo o se la necessità è il mutamento della politica. E ancor di più sarà da capire sino a che punto Cimino potrà mantenere le promesse di aria nuova che più volte ha fatto, parlando di lavoro, comunità, giovani, donne, strategie e territorio.
Il fatto strano è che ad oggi nemmeno si sa se il Pd concederà a Cimino di andare alle primarie: le consultazioni per prendere una decisione in merito sono in corso nei circoli.

A proposito della tutela del territorio Cimino ha dichiarato che serviranno "dragaggi, canali scolmatori e rafforzamento degli argini. E poi la pulizia e la manutenzione dei boschi. Il ripopolamento dell’entroterra è la chiave di volta di questa realtà, ma dobbiamo, senza retorica dirci che per convincere un giovane a vivere un entroterra duro e aspro servono politiche e incentivi che si drenano dal livello nazionale a quello regionale e locale. Una vera e propria industrializzazione della filiera". E poi il tema della chiusura del ciclo dei rifiuti, nel quale "bisogna smetterla con scelte precarie".

Difesa e sviluppo della tradizione industriale, miglioramento delle infrastrutture (Pontremolese in primis), turismo, strategie a lungo termine, green economy, nuove tecnologie e aree militari. Sono le parole chiave nella visione del lavoro secondo Cimino.

E alla fine, come previsto, le risposte alla dirigenza del partito e a chi gli chiede il perché di questa candidatura: "Lo voglio fare perché c’è una politica che batte le corde che ha bisogno di ossigeno e di più coraggio. E io credo di avere energia e voglia per provare a cambiare un po’ le cose e anche un po’ di stile con cui si fanno le cose. Io non sarò il candidato di un pataracchio, non sarò mai la candidatura frutto della mediazione al ribasso. Sarò il candidato frutto delle primarie di coalizione, altrimenti non sarò nulla".

La sfida è lanciata, se davvero ci saranno le primarie, cioè se i vertici e i circoli del Pd non decideranno di puntare ancora su Marino Fiasella.
Sabato 26 novembre 2011 alle 15:20:12
T.D.L.
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