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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Novembre - ore 23.55

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Cianfanelli e Bernardini sospendono lo sciopero della fame

Le due leader radicali da un mese avevano costruito la loro battaglia per la riforma del regime penitenziario. Il Ministro Orlando ha deciso di incontrarle: "Troviamo altre forme di pressione, non esponete la vostra salute".

Cianfanelli e Bernardini sospendono lo sciopero della fame

La Spezia - Dopo un mese senza cibo, Deborah Cianfanelli e Rita Bernardini interrompono lo sciopero della fame, iniziato per una battaglia per la riforma del regime penitenziario. A convincere le due esponenti del Partito Radicale, che lotta per la sua stessa esistenza, è stato il Ministro Andrea Orlando che ha promesso di incontrarle nella giornata di giovedì e ha chiesto loro di interrompere la loro lotta, convinto che il presidente del consiglio Gentiloni voglia mettere nell'ordine del giorno questo provvedimento. Ha parlato direttamente a Radio Radicale il guardasigilli: "Non ho titolo per dire quando e come sara' iscritta all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Farei un'invasione di campo se dicessi quando, ma da ora ci sono tutte
le condizioni perche' questo possa avvenire". Poi l'invito alla sospensione dello sciopero: "Proseguiamo insieme l'attivita' di pressione ma troviamo forme diverse - ha continuato parlando dei decreti attuativi sulla riforma, inviati ieri da via Arenula a Palazzo Chigi, Orlando ha risposto: "Chiedo a Rita e Deborah di non esporsi a rischi per la loro salute. Le date non sono molto diverse da quelle che avevamo detto perche' l'invio a Palazzo Chigi e' avvenuto ieri ma la chiusura del lavoro e' avvenuta molto prima perche', prima di mandare i decreti a Palazzo Chigi, dovevamo assumere il parere di un'altra serie di soggetti, come il garante dei detenuti e altri ministeri competenti e quindi era fondamentale prima acquisire queste valutazioni. Il lavoro del ministero si e' concluso da diverse settimane, l'acquisizione dei pareri
necessari si e' conclusa soltanto ieri e quindi c'erano le condizioni per iscriverlo al pre-consiglio dei ministri. La delega, ha spiegato il ministro della Giustizia, "non aveva una scadenza stretta, ma che io ho voluto esercitarla per evitare il rischio che non fosse esercitata in futuro. Non e'
stato un grande sacrificio ma ho fatto il mese di agosto a Roma perche' volevo costruire le condizioni per rispettare i tempi che mi ero dato su questo obiettivo. Devo dire che con qualche settimana di ritardo ce l'abbiamo fatta, sono convinto che questo sia un obiettivo che dobbiamo portare a casa e che considero davvero un elemento di civilta'

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