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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Febbraio - ore 11.23

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Ci sono rigurgiti fascisti e razzisti? Il centrodestra boccia la mozione

Lunga discussione in consiglio comunale sul tema sollevato da Forcieri, che chiedeva un programma per la memoria e la democrazia: "Sono deluso dal silenzio del sindaco".

Passa un odg contro ogni forma di violenza
Ci sono rigurgiti fascisti e razzisti? Il centrodestra boccia la mozione

La Spezia - Poche ore dopo le celebrazioni della Giornata della Memoria il consiglio comunale ha affrontato una lunga discussione sul rischio del riaffiorare di ideologie razziste e fasciste. Un tema sul quale, come prevedibile, l'aula si è spaccata nettamente in due.
Nel lanciare il dibattito Lorenzo Forcieri, consigliere di Avantinsieme e proponente della mozione, depositata esattamente un anno fa, ha ricordato quello che il Ventennio, e in particolare l'epilogo della guerra civile, ha rappresentato per la provincia spezzina. “Questa città e il territorio spezzino hanno una forte tradizione antifascista e di accoglienza, rappresentata anche dal ruolo svolto nella vicenda del rimpatrio degli ebrei reduci dai campi di sterminio e testimoniata dalle medaglie al valore. Per questo, di fronte al verificarsi di atti di vandalismo di stampo nazi-fascista, avanzo la proposta di un programma per la memoria e la democrazia, perché siano valori quotidiani e positivi per tutti. Casualmente, dopo 12 mesi di attesa, se ne discute proprio a poche ore dalle celebrazioni della Giornata della Memoria: in un anno gli episodi da non dimenticare sono stati molti, ultimi in ordine di tempo la svastica sull'auto del fratello del consigliere Luigi Liguori e lo striscione antisemita affisso in un luogo simbolo dell'ex caserma XXI reggimento fanteria”, ha detto l'ex senatore.

Immediato l'intervento contrario all'approvazione della mozione da parte di Fabio Cenerini, capogruppo della lista Toti – Forza Italia. “Il 15 gennaio di un anno fa abbiamo discusso una mozione a firma Melley su temi del tutto simili. Lei – ha ricordato rivolgendosi a Forcieri – pochi giorni dopo presentò questa. Per quanto riguarda la Giornata della Memoria, il ricordo delle celebrazioni di stamani è vivo in tutti e in maniera bipartisan, cosa che non accadeva sino a qualche anno fa per la Giornata del Ricordo. Quando portai la questione in consiglio, l'allora sindaco Pagano disse che l'umana pietà va a tutti, ma che gli infoibati erano fascisti... Invece erano italiani, che avevano la sola colpa di essere nati in territori che i partigiani jugoslavi volevano per loro. Ma la sinistra è così: vede sempre in una sola direzione. Per questo non siamo d'accordo con il testo della mozione e proponiamo un ordine del giorno in cui condanniamo tutti. Mi spiace per il consigliere Liguori, ma ricordo che sui muri della sede di An falci e martelli e lanci di uova erano la normalità”.
“Dopo 75 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale siamo ancora qua a discutere di un revival storico comunista caro a Forcieri – ha esordito la leghista Lorella Cozzani -. Non si fa caso, invece, alle scritte contro Salvini e agli attacchi che il ministro dell'Interno riceve su internet. Servirebbe una mozione contro ogni forma di violenza e imbrattamento dei muri. Invece si cerca di dare significato alla parola antifascismo per soddisfare una certa parte del proprio dna. I veri problemi di questa città sono altri: i cittadini vogliono che si sistemino le buche e che il sistema fognario funzioni a dovere”.
Secca la replica di Federica Pecunia, capogruppo Pd: “Sono fiera di condividere il dna con Forcieri. Forse voi siete distratti, i nuovi fascismi si manifestano sempre più spesso. Basta vedere ieri cosa è stato affisso dove venivano torturati gli italiani. Non dobbiamo aver paura di dire che la nostra Costituzione è antifascista. Chiedere di nuovo al consiglio comunale di esprimersi è un diritto. Stamani il sindaco ha chiesto, giustamente, di non dimenticare. Ed è quello che chiede la mozione. La Spezia è la città che ha avuto più deportati in Liguria. E si viene a parlare di buche? Ma quali buche? Se ci dimentichiamo da dove veniamo. Siete anche voi antifascisti, ditelo. Ditelo, anche a quelli degli striscioni”.
Anche il consigliere di Spezia bene comune, Massimo Lombardi, ha difeso l'iniziativa di Forcieri: “Non ha fatto una provocazione, ma una proposta pacata. Questi ragazzi che dalle periferie, anche a causa dell'abbandono da parte della sinistra, credono molto nelle cose che scrivono: sono contro il popolo ebraico, sono contro i migranti. Dietro a questi concetti non hanno nulla, hanno carenze che vengono riempite con violenza e sopraffazione. Nell'ordine del giorno che avete proposto si cerca solo di assimilare il comunismo al fascismo. Non è questo il problema di cui stiamo parlando”.
Per il socialista Paolo Manfredini il rischio del ritorno di ideologie fasciste è un tema sul quale è bene continuare a riflettere. “Ventitré anni fa Umberto Eco scrisse Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse: "Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!" Ahimè, la vita non è così facile. Dobbiamo invece avere paura di una cultura strisciante, destabilizzante per la democrazia. Così come di una certa predilezione di alcuni politici a parlare agli istinti delle persone, scartando il ragionamento. C'è chi mette in discussione la cultura, chi sostiene l'idea che sia necessario avere un uomo forte, un risolutore al comando. C'è una profonda e sempre più diffusa intolleranza del diverso. Questi sono aspetti che devono farci riflettere”.
Dall'altro lato dell'aula ha preso la parola Simone Vatteroni, del Carroccio, invitando Forcieri a elencare gli episodi ai quali faceva riferimento nella mozione: “Sono trascorsi 364 giorni. Ce li indichi questi ripetuti episodi. A parte qualche caso da condannare, non se ne ricordano. Così la mozione diventa solamente strumentale”, ha concluso facendo un elenco degli attacchi subiti dalla Lega in Italia.
Come in una partita di tennis, l'intervento successivo è stato di nuovo di un esponente dell'opposizione, a sostegno della mozione forcieriana. “È opportuno parlare di pericolo fascista? C'è un dibattito in corso e l'accusa che viene mossa a chi lo solleva è quella di aver poco da dire – ha detto Roberto Centi, di Leali a Spezia -. Oppure si svia, come quando si citano le buche... Maroni, non certo un comunista, disse che non bisogna lasciare spazio a coperture politiche di alcun genere. Ed è quello che chiediamo di fare adesso. Nel mondo della scuola la situazione è sempre più preoccupante. Un anno fa illustrai che il Blocco studentesco, che fa riferimento a CasaPound, aveva eletto 200 rappresentanti tra gli studenti italiani. Ora le cose vanno anche peggio: hanno preso il 35 per cento dei voti nelle elezioni della Consulta provinciale di Firenze. Avanzano le destre ovunque in Europa, con rappresentanti che giustificano il nazismo. Si scelgono nemici facili e c'è sfiducia nella politica. Il web è costellato di siti che diffondono idee fasciste e c'è un sempre più diffuso revisionismo. Il pericolo vero è l'indifferenza. L'ordine del giorno della maggioranza è ipocrita: toglie fascismo in qualche passaggio e aggiunge altrove la parola comunismo. Non sono ideologie paragonabili nella storia del nostro Paese”.
“L'intento della mozione è buono, ma ci si perde nelle sacche della mentalità di sinistra. Pasolini – ha aggiunto l'azzurro Oscar Teja – disse che bisogna fare attenzione al fascismo degli antifascisti. Per decenni il giudice in questo ambito è stato il Pci, non dimentichiamolo. Sarebbe stato giusto un riferimento agli esuli istriani. Perché non facciamo un documento insieme su rigurgiti che possono essere preoccupanti? Basta col tentativo di propagandare un pensiero unico”.
Ancora per la Lega, Federica Paita: “Nessuno qua non è erede di quegli ideali che hanno posto fine al fascismo. Parlare con tanto fervore di piccoli episodi marginali è strumentale. Non c'è un pericolo del genere in Europa: queste iniziative servono per accusare quei partiti che non appartengo all'ordine delle cose. Vedo maglie che inneggiano alla morte di Salvini e fantocci del ministro. Serve più educazione civica. Guardiamo piuttosto a chi vuole una oligarchia di pochi illuminati che governino sul popolo bue, all'ingerenza della religione mussulmana nella nostra cultura. Guardiamo a quell'Europa che mina la libertà degli italiani. Queste sono forme di totalitarismo. Bisogna condannarle tutte”.
Marco Frascatore, per Spezia vince con Peracchini, si è addentrato in un ragionamento di filosofia politica con il quale ha sostenuto che “gli studiosi dicono che sino al 1938, quando vennero promulgate le leggi razziali, il fascismo non era un totalitarismo, ma una dittatura nazionalista. Fascismo, nazismo e comunismo possono essere sullo stesso piano. In ogni caso la Costituzione è chiara: il fascismo è reato. E nessuno qua vuole andare contro la legge. Facciamo una mozione unitaria su questo argomento”, ha proposto senza successo.
“Talvolta mi danno del comunista e penso a Lombardi e a quanti ho conosciuto alle feste dell'Unità e mi rassicuro. Mi sento dare anche del leghista – ha dichiarato Massimo Caratozzolo, di Per la nostra città - e penso alle persone per bene che conosco dentro quest'aula. Stiamo attenti a come usiamo le parole. Se invece mi sento dare del politico, con le parole che vengono usate a volte in questa assemblea... Il vero pericolo sta nel linguaggio delle istituzioni nel modo in cui si toglie la partecipazione ai cittadini dopo il voto”.
“E' difficile – ha sostenuto per il Pd il consigliere Luca Erba – attuare il messaggio della Giornata della Memoria se non si pensa a quello che sta accadendo oggi. È contraddittorio partecipare alle celebrazioni se poi si sostengono politiche di questo tipo sull'immigrazione. Il vostro ministro dell'Interno – ha detto rivolto ai leghisti – sta lasciando da giorni decine di persone in balia del mare: ha deciso che le vite di quelle persone contano meno delle nostre”.

L'ultima parola è toccata a Forcieri, per la replica agli interventi che si sono susseguiti nel dibattito.
“Cercare l'unità su un tema del genere credo sia doveroso. Ma sono stati toccato temi che con la mozione non hanno gran che da spartire. Sembra che si celebrino con solennità certi concetti per poi dimenticarli. Non trovo elementi ostativi nei vostri interventi. Avete scelto di fare un documento alternativo al mio, è solo questo che muove i vostri interventi. Con fatica riuscite a condividere, sostanzialmente, ma finite per votare contro. Questo documento non ha alcun intento strumentale, quando lo presentai non c'era questo governo, non è contro nessuno: non capisco la solidarietà a Salvini. Che stiano venendo avanti forme totalitarie in Europa e nel mondo è evidente, non si può negare. Non siamo lontani a quello che accadeva un secolo fa. Rimango deluso dal silenzio del sindaco Peracchini, primo cittadino di una città decorata e capo della maggioranza. Avrebbe potuto far valere il suo ruolo per arrivare a una soluzione condivisa. Così facendo le celebrazioni di stamani sono solo discorsi, che alla fine suonano come falsi”.
Se era prevedibile il tenore del dibattito, l'esito del voto era a dir poco scontato. L'ordine del giorno della maggioranza, che condanna genericamente ogni forma di violenza, è stato approvato con il favore dei consiglieri di tutto il centrodestra e di Guerri e Caratozzolo, mentre la mozione di Forcieri è stata rigettata con i voti contrari dei gruppi di centrodestra compatti.

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