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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Novembre - ore 21.36

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Chi ha cambiato sponda, i flussi elettorali sono davvero sorprendenti

Le stime dell'Istituto Cattaneo sul trasferimento dei voti tra le forze politiche in campo al primo turno aprono scenari imprevisti per il ballottaggio.

Chi ha cambiato sponda, i flussi elettorali sono davvero sorprendenti

La Spezia - Dopo la maratona della domenica notte e il rigurgito di dati della giornata di ieri, è il momento delle valutazioni e delle analisi per tutte le forze politiche che si sono misurate alle amministrative spezzine. Una pratica dovuta in qualunque caso, ma ancora più importante in vista del ballottaggio del 25 giugno.
Ed è in quest'ottica che vi proponiamo la lettura delle stime sui flussi elettorali pubblicate dalla Fondazione di ricerca "Istituto Carlo Cattaneo".

Gli esperti del centro bolognese hanno effettuato un raffronto tra i risultati delle elezioni amministrative del 2012 e quelle dell'altro ieri, effettuando una valutazione sul trasferimento di elettori tra i candidati e i partiti. E i risultati che sono emersi sono piuttosto sorprendenti.
"Prima di osservare i flussi - spiegano qui - è bene ricordare che alla Spezia è avvenuto un ribaltamento delle gerarchie tra centrosinistra (nel 2012 vincitore al primo turno) e centrodestra (in vantaggio nel 2017) e che il M5S ha subito, rispetto al 2012, un significativo calo perdendo quasi 2 punti percentuali (sui voti validi)".

Passando all'analisi delle stime sui flussi elettorali, dal Cattaneo sottolineano anzitutto "la consistente perdita verso l’astensione del bacino del candidato di centrosinistra (nel 2012 era Federici). Da questo bacino si osservano inoltre uscite di flussi significativi anche verso il più diretto avversario (Peracchini del centrodestra) e verso il candidato del M5S (Del Turco)".
In sostanza il centrosinistra avrebbe perso il 5,7 per cento dei voti a causa della disaffezione di altrettanti elettori, che non sarebbero proprio andati alle urne. Stupiscono anche il dato del 2 per cento dei voti transitati dal centrosinistra a Peracchini e il 3,9 per cento calamitato dal Movimento cinque stelle. Solamente lo 0,5 per cento sarebbe andato a vantaggio di Lorenzo Forcieri, e niente a favore di Melley. Sommando qualche altra briciola finita qua e là, l'Istituto Cattaneo spiega così la perdita del 27,8 per cento dei voti dell'elettorato di partenza.
Chi si frega le mani, avendo guadagnato un po' su tutti i fronti, è ovviamente Peracchini. Oltre ad aver eroso un po' di preferenze ai principali concorrenti (come detto il 2 per cento al centrosinistra e l'1,3 per cento ai grillini), l'ex leader della Cisl ha infatti recuperato una quota consistente di voti dal bacino del non-voto: ben il 7,5 per cento.
Mentre sembra logico che il Movimento cinque stelle ha perso elettori nei confronti di quasi tutti gli sfidanti attuali, un dato che stupisce è quello relativo alle quote di elettorato guadagnate da Melley e Forcieri attingendo dal bacino che fu di Fiammetta Chiarandini, rispettivamente il 2,3 e l'1,6 per cento.

Stando a questa analisi, le buone notizie per Peracchini non finiscono dunque con gli scrutini dell'altra notte. Secondo l'Istituto Cattaneo l'elettorato delle liste civiche di Forcieri e Melley, infatti, non avrebbe un'estrazione propriamente di sinistra, anzi sarebbe (stato, almeno nel 2012) più orientato verso il centrodestra.
Guardando al secondo turno, dunque, il più grande spiraglio per Manfredini viene dalla lettura del dato dell'astensione, il bacino elettorale più grande dal quale poter recuperare, insieme a quello dei partiti di sinistra, solo in parte considerati nell'analisi del centro studi emiliano.

Dati per certi versi scioccanti, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra le liste di Melley e Forcieri e il centrosinistra, dato che buona parte dei colonnelli sono ex iscritti del Partito democratico. Se il metodo empirico delle stime dei flussi elettorali e il teorico quadro politico cittadino sembrano stridere, la certezza è una e una sola: sarà un ballottaggio al cardiopalma.

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