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Centi: “La scuola deve essere centrale nell'emergenza Covid”

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Centi: “La scuola deve essere centrale nell'emergenza Covid”

La Spezia - “Da un rapido censimento sulla provincia, tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria sono intorno alla cinquantina le classi poste in quarantena o che fanno didattica a distanza in “sospensione preventiva” per decisione dei dirigenti, che si trovano a fronteggiare insieme al personale tutto una situazione che presenta gravi carenze dal punto di vista dell’organizzazione del servizio e dell’informazione.” Così il consigliere comunale Roberto Centi, LeAli a Spezia/Lista Sansa.

“L’improbo lavoro del Dipartimento di prevenzione, gravemente sottodimensionato a livello di personale, non basta a rimediare a una situazione che ha rischiato e rischia il collasso. Il tracciamento è difficoltoso, perché è in capo a poche unità e perché non è tempestiva l’esecuzione dei tamponi; le scuole - aggiunge Centi - devono cautelativamente dire alle famiglie di classi intere di restare a casa in attesa dell’esito; spesso si verifica la non tempestiva segnalazione della quarantena di uno studente o di un insegnante da parte del Dipartimenti alla scuola. La segnalazione del termine quarantena avviene solo dopo sollecito e comunque non sempre. C'è anche il problema della sanificazione dei locali con i conseguenti costi a carico delle scuole, solo in parte attenuati dalla possibilità che sia messa in capo al personale della scuola, ma in questo caso è assolutamente imprescindibile una formazione adeguata; e ci sono difficoltà nel reperire supplenti nel breve termine. Ma l'aspetto veramente inaccettabile è che non si riesca ad organizzare un tracciamento che in tempo reale metta in contatto ASL e scuole sui casi di positività; se così fosse, non si tratterebbe comunque di prevenzione, ma si riuscirebbe almeno a porre un argine importante alla diffusione del contagio, perché i dirigenti una volta ricevuta la notizia della positività potrebbero attivare una didattica a distanza preventiva in attesa di pronunciamento del Ddp. Insomma, la comunicazione deve viaggiare da Asl a scuole, non viceversa”.

Conclude Centi: “La scuola deve essere messa in grado di lavorare meglio e dovrebbe avere una corsia preferenziale anche nell'esecuzione e nella lavorazione dei tamponi, visto l’alto numero di persone coinvolte e il ruolo sociale della formazione. Quindi sono necessari più risorse di personale Asl per il Ddp, più strumenti di lavoro, informatizzazione piena del servizio, inversione immediata del rapporto di comunicazione, sgravio di responsabilità e di costi per i dirigenti e gli istituti, formazione per il personale”.

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