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Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Febbraio - ore 09.00

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Cenerini bannato da Facebook: "E' una dittatura mediatica la loro!"

Il capogruppo di Forza Italia sospeso dal social network promette battaglia: "Sentito il mio avvocato".

Cenerini bannato da Facebook: "E' una dittatura mediatica la loro!"

La Spezia - "Venerdì sera per la seconda volta in due mesi sono stato bloccato da Facebook con la generica spiegazione il post non rispetta i canoni della nostra comunità". E' ormai un corpo a corpo quello tra Fabio Cenerini, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, e il popolare social network. Per l'ennesima volta l'esponente politico si trova sospeso da quella che, a tratti, sembra diventata la vera arena scelta dalla politica per confrontarsi. "Due mesi fa mi bloccarono per una giornata per aver pubblicato un post con un link a un articolo di Città della Spezia - ricorda Cenerini - dal titolo "Paita: 'Uniti contro una destra che vuole bruciare i gay nei forni', a cui avevo aggiunto il mio commento: “Senza commento...". Non so se è chiaro: il post non conteneva nessuna mia affermazione, ma la censura del social scattò ugualmente. Perché? Alle mie rimostranze tramite l’assistenza, a parte un ringraziamento per la segnalazione, non fu mai risposto".

"Non se la sono presa con Raffaella Paita, bloccandola per le castronerie che aveva affermato o con Città della Spezia, cosa che peraltro non avrebbe avuto senso, ma con il sottoscritto la cui unica colpa era aver condiviso un link che si può ancora trovare su Città della Spezia. Il tutto mentre ancora oggi sulla bacheca dell’ex segretario CGIL Matteo Bellegoni si può trovare la frase per cui io andrei "interrato sotto venti metri di cemento". Forse se è rivolto a uno di destra per Facebook è tutto ok?".
"La realtà è che per Facebook certi argomenti sono tabù: di immigrazione si può parlare solo se si è a favore, ma se si è contrari o si sollevano dubbi sul disastro che sta succedendo in Italia scatta la censura, perché i padroni occulti di Facebook vogliono l’invasione. Quest’ultimo post cosa diceva di così grave? Nulla ovviamente, ho postato un articolo del quotidiano La Nazione, sui parcheggiatori abusivi a Sarzana, sottolineando le differenze con la Spezia, dove l’amministrazione di centrodestra con l’assessore Medusei sta risolvendo questo problema. Inoltre ho detto che erano offensive verso le nostre forze dell’ordine, le dichiarazioni di questi abusivi che affermano di essere i guardiani delle nostre macchine. La particolarità scandalosa è che Facebook, quando ti blocca, fa sparire le prove! Ovvero, cancella ogni riferimento e ogni collegamento, così io non sono in grado di riprodurre esattamente le parole contenute nel post".

"Di cosa hanno paura, forse che venga denunciata la loro ignobile dittatura mediatica? E’ quello che valuterò nei prossimi giorni col mio avvocato. Trovo gravissimo, in particolare visto il mio impegno e ruolo politico, poter essere bloccato in questo modo per giorni. Se Facebook fosse democratico almeno fornirebbe una spiegazione, ma invece se ne frega e non dice minimamente in quale punto, con quale frase o parola si sono violati gli standard della comunità. Nel secolo scorso ci sonno state grandi e malefiche dittature, come comunismo e nazismo, che usavano l’ideologia e i carri armati, oggi abbiamo una nuova dittatura, più raffinata, subdola e apparentemente innocua, quella del social network Facebook, se non ti allinei al pensiero dei nuovi dittatori, questa volta mediatici, sei out".

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