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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Aprile - ore 22.50

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Cenerini a Guerri: "Risolva la penosa vicenda con Caratozzolo"

Il capogruppo di Toti - Forza Italia scrive al presidente del consiglio comunale indicandolo come unica figura in grado di porre fine alla telenovela sul simbolo e sulla collocazione di Per la nostra città.

La lettera

La Spezia - La misura è colma. Dopo settimane di scambi di scortesie attraverso le pagine dei giornali locali è giunto il momento di chiarire quale sarà l'epilogo della vicenda politica che ha visto il consigliere Massimo Caratozzolo lasciare la maggioranza e contemporaneamente rompere i rapporti con il collega di gruppo Giulio Guerri, che è anche presidente del consiglio comunale convintamente in maggioranza e fondatore della lista che ha dato il nome al gruppo. Ed è proprio sul destino del gruppo che ci si interroga da giorni, senza che si sia giunti a una soluzione chiara.

A chiedere di far luce sulla vicenda è anche il capogruppo di Toti - Forza Italia, Fabio Cenerini, che ha inviato una lettera aperta indirizzata allo stesso presidente Guerri e, per conoscenza, al sindaco Pierluigi Peracchini, al segretario generale Sergio Camillo Sortino e a tutti i consiglieri.

A seguito della nota della Presidenza del Consiglio Comunale arrivata via mail in data odierna - scrive Cenerini alla data di ieri - e delle due conferenze capigruppo di ieri sera, sono a rilevare quanto segue:
prima di tutto la nota stessa è poco chiara e contraddittoria. Al punto 1 si legge che l’attuale capogruppo del gruppo Per la nostra città con Giulio Guerri è il consigliere Massimo Baldino Caratozzolo, mentre al punto 2 si afferma che fino al disconoscimento da parte del Presidente Giulio Guerri il capogruppo era…. quindi se ne parla al passato come se attualmente non lo fosse.
Voglio anche chiarire che il capogruppo non è nominato, ma eletto all’interno del gruppo, la nomina di solito cade dall’alto e nessuno può intervenire da fuori nell’organizzazione del gruppo, mentre nella nota si parla ovunque di nomina.
Anche in seguito al parere del Segretario Generale, nella nota si chiarisce che la comunicazione del consigliere Caratozzolo di passare all’opposizione cambiando il nome del simbolo non è da ritenersi valida, ma certamente viste le dichiarazioni pubbliche di Caratozzolo, la comunicazione stessa che evidenzia che lui passa all’opposizione di sua volontà e la postazione di ieri sera in aula appare evidente che lo stesso è all’opposizione. In effetti l’art. 70 citato dal consigliere Caratozzolo nella sua comunicazione non dice che il capogruppo può fare quello che vuole.
Ieri sera il consigliere Caratozzolo in consiglio ha affermato che questa situazione di incertezza non gli permette di svolgere il suo mandato di consigliere. Niente di più falso! Partecipa e interviene alle commissioni e alle conferenze capigruppo, non si sa a che titolo, con il problema dei voti che rappresenta nelle votazioni delle commissioni!
Quindi Presidente Guerri lei non può comportarsi come Ponzio Pilato, ha disconosciuto il consigliere Caratozzolo da capogruppo nel suo ruolo di consigliere e quindi è il Presidente che decide in questi casi! Ovvero lei! Essere Presidente non è solo partecipare con la fascia azzurra alle celebrazioni, ma è anche assumersi le proprie responsabilità e adempiere ai propri doveri.
Aggiungo che per quanto riguarda il simbolo non è una vicenda prettamente di regolamento come sostenuto da lei e dal segretario generale! Il simbolo è registrato? Di chi è la proprietà? Chi ha dato la delega per presentarlo? Lo stesso simbolo è stato inserito in un accordo elettorale per il ballottaggio del 25 giugno 2017 che ha determinato la maggioranza consiliare.
E’ evidente che non è possibile far finta di niente aspettando un parere del ministero, se e quando arriverà. Ieri sera a mia precisa domanda lei ha affermato che il gruppo Per la nostra città con Giulio Guerri è in maggioranza e alla mia seconda domanda, quindi dove si colloca il consigliere Caratozzolo, lei ha allargato le braccia verso l’alto, non so se sperando in un aiuto divino. Alla sua affermazione il consigliere Caratozzolo ha risposto che allora rientra in maggioranza facendo opposizione dalla stessa. Io non so se state scherzando o fate sul serio! Ma un minimo di rispetto per le istituzioni no?
Quindi la invito senza ulteriori indugi a farsi carico dei suoi doveri risolvendo questa penosa vicenda, che sta ridicolizzando l’intero consiglio comunale del quale lei dovrebbe essere garante.
Concludo affermando che in nessuna assemblea elettiva ad ogni livello, esiste un gruppo politico o civico con al suo interno consiglieri di maggioranza e opposizione, ovviamente tranne il gruppo misto, che come spiega la stessa denominazione si chiama misto proprio per questo motivo.
Questa lettera la divulgherò anche ai media, perché pur essendo una vicenda imbarazzante, non è giusto tenerla nelle così dette segrete stanze, è giusto invece che i cittadini sappiano.
La invito a non liquidare questa mia comunicazione, lasciandola cadere nell’oblio o bypassandola con un suo classico andiamo avanti, come fa in conferenza capigruppo quando si tratta un problema e lei non vuole rispondere, perché io non lascerò cadere questa vergognosa e irrispettosa vicenda nel nulla.

Distinti saluti.

Fabio Cenerini

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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