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Cenerini: "Pci, la follia comunista sulle Foibe"

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Cenerini: "Pci, la follia comunista sulle Foibe"

La Spezia - Leggo allibito il comunicato del Pci ligure sulle foibe. Ultimi eredi, di un’ideologia folle e che ha portato mezzo mondo alla sofferenza, continuano a propagandare nefandezze e a negare la storia, proprio come fa dall’altra parte chi nega una delle pagine più orrende e tragiche della storia, la persecuzione e lo sterminio degli ebrei.
Da ormai molti anni è stato istituito il giorno del ricordo, per commemorare e non dimenticare i martiri delle foibe, quest’anno sono state importantissime le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, uomo di certo non di destra e voluto come Presidente dal centro sinistra, ma nemmeno quello che dice lui va bene a sinistra. E’ questa la differenza fra il centro destra e il centro sinistra, sul giorno della memoria c’è vera unità, il giorno del ricordo viene quasi subito da molti a sinistra, che faticano ad accettarlo. Questo non si evidenzia nelle teorie negazioniste e fuori dalla storia del Pci ligure, ma dal comportamento di molti anche della sinistra istituzionale. Su fb non ho visto post di esponenti del centro sinistra sulle foibe, vorrei essere smentito, ma purtroppo è così. Durante il consiglio comunale di lunedì mattina in sala Dante, quando ha preso la parola un giornalista, per parlare delle violenze degli assassini rossi di Tito, raccontando lo stupro subito dalla madre, in molti si sono alzati e se ne sono andati, non meraviglia perché prima che fosse istituito il giorno del ricordo e Violante facesse chiarezza sulla vicenda, l’allora Sindaco Giorgio Pagano disse l’umana pietà va a tutti, ma erano solo fascisti…. Avevamo un assessore nata a Pola, le dissi ma come fai a stare in una simile giunta? Mi rispose, non dirmi niente ho già sofferto abbastanza. Quindi fino a poco tempo fa le foibe, una tragedia che mi è stato impedito di studiare a scuola perché non era riportata sui libri, erano negate da tutta la sinistra.
Il giorno del ricordo, non è assolutamente la voglia di riabilitare il nazifascismo, che in Jugoslavia commise delle atrocità come in tutta Europa, ma è soltanto la volontà di non dimenticare un’operazione di pulizia etnica che non fu perpetrata contro fascisti o ex collaborazionisti o spie, ma contro tutti gli italiani istriano dalmati.
Devo dire che difficilmente critico la stampa, ma in questo caso dare voce a dei pazzi negazionisti fuori dalla storia mi sembra un’assurdità, queste persone in via d’estinzione, per fortuna, capaci solo di spargere odio e falsità, vanno isolate allo stesso modo dei negazionisti della Shoah.
Il vero problema di questo paese è che molti sono ancora fermi al 1945 e non si riesce a fare i conti con la storia, così si può parlare, si fanno film e si studiano giustamente le atrocità perpetrate dal nazifascismo, ma non si può parlare delle stragi, degli eccidi e degli assassini perpetrati dai partigiani rossi, in gran parte dopo la fine della guerra.
Un esempio è nel nostro territorio, la foiba di Campastrino, nel comune di Riccò del Golfo. Decine di soldati della Wehrmacht e italiani giacciono in fondo a quella cavità, ma non se ne deve parlare. Sembra che un reparto di soldati tedeschi si trovò circondato dai partigiani, dopo aspri combattimenti, ci fu la resa per la disparità di forze in campo, però i soldati regolari tedeschi, non furono fatti prigionieri, ma giustiziati. A quanto si dice il loro destino fu seguito da altri prigionieri, che dopo la guerra dovevano essere consegnati alle truppe alleate, ma ebbero una sorte ben diversa.
Questi fatti a 75 anni di distanza, devono comunque rimanere nel dimenticatoio. Se affermi che i partigiani commisero anche delle atrocità, sei un fascista, come se negassi le atrocità commesse dal nazifascismo. Io credo che questo paese dovrebbe fare i conti con la sua storia e fare un passo avanti, ciò non vuol dire dimenticare o negare, ma guardare in faccia la realtà, soltanto dopo questo passaggio saremo un paese veramente unito nei valori civili e democratici.

Fabio Cenerini
Responsabile provinciale FORZA ITALIA

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