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Cenerini: "Bagnasco non mi può rimuovere". Forza Italia nel caos

Prosegue la querelle tra il coordinatore provinciale e quello regionale. Il capogruppo spezzino: "Si faccia spiegare dal padre come si fa un commissariamento. Vuole dare il partito in mano a Cavarra e assecondare Toti, ma la slealtà non paga".

Ferri corti
Fabio Cenerini

La Spezia - E' guerra in campo aperto tra Fabio Cenerini e Carlo Bagnasco. A sancire chiaramente il pessimo andamento del rapporto è stato prima di tutto il duro attacco del coordinatore provinciale spezzino al sindaco di Rapallo (leggi qui) che ieri metteva in risalto tutte le differenze di visione tra i due, lasciando supporre che la vicenda sarebbe andata avanti, vista la quantità di episodi e punti toccati. E infatti questa mattina la comunicazione di Bagnasco: Cenerini non è più coordinatore provinciale (leggi qui). Ma anche in questo caso Cenerini risponde colpo su colpo, facendo notare, prima di tutto che il coordinatore regionale non ha il potere di commissariare il provinciale di Forza Italia, nominato direttamente da Silvio Berlusconi.

"Già il 28 gennaio Bagnasco aveva provato a commissariarmi con lettera non firmata, salvo la sera scusarsi al telefono, dicendomi di non considerarla, perché da Roma gli avevano detto che non poteva farlo perché ero stato nominato dal presidente Berlusconi. Oggi di prima mattina - afferma Cenerini nella sua replica - annuncia alla stampa di avermi commissariato nuovamente, dopo aver sentito i fantomatici vertici di Forza Italia. Io credo che prima di prendere decisioni Carletto, dovrebbe sempre consultare il papà, che almeno ha un po' d’esperienza, perché i commissariamenti si fanno con atti formali e a me oggi non è arrivata nessuna lettera, non da Bagnasco che non può farlo, ma dai vertici del partito, è anche una questione d’educazione e buongusto!".

Cenerini non si ferma qua e annuncia le contromosse prese nelle ultime ore. "Al posto di Carlo terrei d’occhio la di casella di posta, perché quando il presidente leggerà la mia lettera - che ovviamente contiene molte altre situazioni non riferibili mezzo stampa, precise e puntuali, ma che il presidente può chiarire con una telefonata di conferma col sindaco Claudio Scajola, con l’onorevole Giorgio Mulè, con l’onorevole Massimiliano Salini, con il senatore Maurizio Gasparri e altri che ho citato nello scritto - penso che per Carlo saranno problemi".

Il coordinatore spezzino di Forza Italia risponde per punti. "Bagnasco afferma che sono contrario alla sua linea, quale? La sua linea che ha tutto meno che di liberale e democratico, ma è simile a quella di un ducetto di paese, è questa: nessun tema o argomento, ma si fa come dico io o decido io! Pensare che ho avuto a che fare con personaggi come Altero Matteoli, che da ministro si rivolgeva a me chiedendomi cosa pensassi, e lo stesso vale per Gasparri. E mi scuso per il paragone irriguardoso! A Bagnasco rivolgo alcune domande sulle sue affermazioni sballate, false e confuse. Perché non sarei inclusivo? Perché dico che c’è un problema se parecchi iscritti portano un nome attenzionato dalle procure antimafia? Perché mi oppongo che due condannati da poco più di un anno per sfruttamento della prostituzione aderiscano al partito? Perché mi oppongo al fatto che Bagnasco voglia dei servi e non dei collaboratori coi quali confrontarsi e voglia farmi fuori per dare il partito in mano a chi non vuole nemmeno più la sinistra? Perché quello a cui vuole dare il partito Bagnasco è Alessio Cavarra, pro adozioni omosessuali, pro porti aperti, che ci dava dei fascisti fino a poco tempo fa? Perché mi oppongo che a persone neppure iscritte vengano dati incarichi? Bagnasco è inclusivo? Ha fatto scappare un assessore, un consigliere comunale del secondo comune della Liguria e ora sta sfasciando il partito e se malauguratamente gli dessero ragione, ma ne dubito, resterà probabilmente senza consiglieri nella seconda città della Liguria! Carlo sa fare politica? Vada a piangere da papà, si calmi e aspetti istruzioni, credo sia molto meglio.
Aggiungo: penose le due situazioni che ha stigmatizzato: la vicenda con la Caritas sulla Cittadella della Pace - almeno si fosse fatto un giro a Pegazzano a sentire la gente, ma non sa nemmeno dov’è - e quella della ragazza di colore a Cortina! Io sono stato nominato a gennaio 2020 e queste due vicende sono relative all’autunno 2017. Un anno fa ti andava bene Bagnasco? Perché hai taciuto?", domanda Cenerini.

"Caro Carlo, i personaggi come te sono il male di Forza Italia. E ricorda che la slealtà non paga, tu hai scelto di assecondare i voleri di Giovanni Toti. Legittimo, ma non da coordinatore regionale di Forza Italia", conclude Cenerini.

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