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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Agosto - ore 16.20

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Castellani: "Lavorare meno, lavorare tutti"

Intervista alla candidata all'uninominale di Potere al popolo per il Senato. Ecco quali sono i punti centrali del suo programma e quali le sue opinioni sui temi del momento.

Le dieci domande di CDS
Castellani: "Lavorare meno, lavorare tutti"

La Spezia - Antifascista, padre operaio e partigiano, madre operaia e antifascista. Sono queste le prime informazioni che fornisce per descriversi Catia Castellani, candidata nel collegio uninominale per il Senato per Potere al popolo.
"Sono insegnante di Storia dell'arte al liceo Mazzini della Spezia. Insegno dal 1984. Ho girato molte scuole e per anni ho lavorato in Piemonte. Per molti anni nella scuola secondaria di primo grado e, avendo la specializzazione, ho avuto la fortuna di essere insegnante di sostegno: lavorare con i bambini e i ragazzi speciali per me è stato ed è un privilegio. Mi occupo ancora di disabilità e di formazione insegnanti. Sono firmataria dell'appello per l'abrogazione della legge 107, la "Buona Scuola" e sostenitrice della legge di iniziativa popolare per la scuola pubblica. Da sempre - spiega - alterno la mia attività di insegnamento con progetti nell'ambito del recupero sociale".

Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a candidarsi per questa tornata elettorale? Quali impegni si sente di assumere nei confronti degli elettori?
"Mi è venuto facile riconoscermi nelle idee di Potere al popolo perché sono di sinistra e antifascista, perché Potere al popolo rappresenta un'idea, un pensiero di società più umana, che mette al centro l'uomo con i suoi bisogni e i suoi sogni. Un'idea di società accogliente, antirazzista, aperta al mondo e alle nuove conoscenze, una società che apre all'altro, che non mette in primo piano il profitto e l'accelerazione della vita ma l'affermazione di una vita meno inquinata da falsi valori e falsi bisogni. I valori importanti e indiscutibili per noi sono l'accoglienza, il mutuo aiuto, l'antifascismo militante con la difesa della Costituzione, la laicità dello Stato che deve essere libero da ogni dogma religioso, la laicità della scuola pubblica, dalla difesa dei diritti per tutte le coppie senza distinzione di appartenenza di genere, un'idea di scuola non governata dalle leggi del mercato, una società che non ha bisogno di dividere l'umanità in categorie e appartenenze e che ascolta le istanze di tutti i più deboli e di tutti i più poveri del mondo. Prima gli italiani non ci appartiene... in fondo siamo tutti stranieri residenti. Siamo per una società civile che si fa carico delle difficoltà dell'altro".

In che cosa il programma nazionale del suo partito e delle sua coalizione possono incidere sulla vita degli abitanti della provincia della Spezia?
"Uno dei punti importanti del programma di Potere al popolo è la ridistribuzione della ricchezza, ora e da molto tempo in mano a pochi. Sembra anacronistico parlare in questi termini ma non è forse così nel mondo e nel nostro Paese? Ridistribuire la ricchezza significa maggiori tasse a chi ha redditi molto alti, un reddito minimo garantito a chi fatica a tirare avanti ed è in attesa di opportunità migliori, sanità e scuola gratis per esempio. Non è impossibile. La tutela di un lavoro che garantisca la possibilità di un futuro e di poter dare parola a progetti per la propria famiglia. Ora tutto ciò è impossibile, i nostri giovani sono sottopagati e fanno lavori a chiamata, lavoro precario: i nuovi schiavi e i padri lavorano fino a 70 anni. Perché la vita si è allungata, ci dicono... in realtà la vita ce la stanno rubando e facendo così i giovani se ne vanno e i loro padri non potranno nemmeno permettersi di utilizzare la propria liquidazione una volta in pensione, perchè lo Stato se l'è già spesa e gliela renderà solo dopo anni e rateizzata. La difesa del lavoro ma non non ad ogni mezzo, la difesa per un lavoro sicuro, in dignità, che rispetti l'ambiente, quindi riconversione delle fabbriche che ci fanno ammalare (l'Ilva di Taranto per esempio) e la riconversione delle fabbriche dove si producono armamenti. Questi sono per noi punti indiscutibili".

La campagna elettorale sino a ora si è svolta prevalentemente nei salotti dei talk show delle tv nazionali e negli incontri faccia a faccia, tra volantinaggi, gazebo ed eventi sul territorio. Non si è assistito al confronto tra i candidati locali sul merito delle questioni. E' il sintomo della convinzione che i giochi si facciano altrove?
"Non so se i giochi sono già fatti o si faranno e francamente questo uso del linguaggio non ci appartiene, i giochetti non fanno per noi. Potere al popolo sta portando avanti la propria campagna elettorale in modo semplice, chiaro e sincero, riprendendo il rapporto con le persone, senza populismi né promesse facili. Potere al popolo sta ascoltando le parole della gente innanzitutto. Potere al popolo nasce ora come movimento politico, ma esiste da tempo e lavora da tempo nell'ambito del sociale, in modo volontario e permanente, cercando di dare risposte concrete a chi è in difficoltà, dando un posto letto, del cibo, del tempo e questo sarà ancora, questo continuerà ad esistere sul territorio al di là del risultato elettorale".

L'agenda politica è stata caratterizzata per lungo tempo dalle questioni relative all'immigrazione, alla sicurezza e all'antifascismo scaturite dai fatti di Macerata. Qual è la sua opinione in merito?
"I fatti di Macerata e anche molti altri sono gravissimi. Si lasciano parola e voce a chi non dovrebbe averne. Il fascismo è un crimine e un reato e come tale va perseguito, lo dice la nostra Costituzione che è antifascista e nata dalla lotta contro il fascismo. Ogni altro discorso è inutile. Come diceva Pertini, è nostro dovere morale difendere l'antifascismo e farlo attraverso ogni forma lecitamente democratica. La piazza è uno dei luoghi deputato, ma non solo. Ci sono anche il Parlamento, la scuola, i luoghi di lavoro. Dobbiamo presidiare il territorio e continuare a parlare di antifascismo e a difenderlo. Certa classe politica di centrosinistra in questi anni ha sottovalutato la faccenda. E certi politici che giurano sul Vangelo e sulla Costituzione dovrebbero vergognarsi, perché ogni giorno lanciano parole di odio verso i migranti e altre categorie ritenute da loro inferiori. Sono incitatori all'odio razziale e vanno perseguiti secondo la legge".

Ritiene necessaria la realizzazione di un quarto lotto per la Variante Aurelia? E sul rigassificatore di Panigaglia che opinione ha: impianto da smantellare o sito strategico da mantenere e rendere più efficiente per le sfide energetiche e del futuro della navigazione?
"Siamo contro le grandi opere sul territorio quando queste deturpano, violentano e minano la sicurezza del territorio e delle persone che vi abitano. Siamo contro le grandi opere perché in questa sorta di impresa il lavoro ha ritmi aberranti e la sicurezza sul posto di lavoro deve essere costantemente monitorata. Abbiamo nella nostra città colline sventrate e svuotate, siti abitativi monitorati dal satellite perché tendono a scivolare verso il basso, basta vedere Marinasco. Le grandi opere sensazionali lasciamole a chi le sventola come arma, questa sì populista, per far credere a nuovi posti di lavoro e a migliorie nel territorio e nell'economia. Basta guardare che cosa è accaduto con la Tav, le lotte dei cittadini della vallata che che hanno speso gran parte della loro vita per difendere il loro territorio, cittadini che sono stati caricati dalle forze dell'ordine chiamate dalle imprese a difendere il loro aberrante progetto, ebbene questi cittadini hanno vinto e noi con loro. Il potenziamento del rigassificatore nella nostra zona di Panigaglia sta dentro a questa nostra visione delle cose: è incompatibile con la qualità della vita delle persone, la loro salute, la loro sicurezza e la tutela del patrimonio paesaggistico. Il protocollo 153980 del 2014 sancisce la tutela dello spazio a mare definendo chiaramente tutti quegli interventi che non comportino aumento delle capacità di stoccaggio cisterne e che “quell'area non può essere ammessa ad espansione”. Il potenziamento e la presenza del rigassificatore distrugge il mare, il nostro Golfo e va a minare e ad invalidare tutte quelle iniziative possibili in ambito turistico. Le energie rinnovabili sono l'unica alternativa, si devono finanziare solo progetti che migliorino la qualità della vita dei cittadini partendo dalla difesa del nostro territorio e della salute dei cittadini".

Nel rapporto tra Marina militare e città pesano non poco le decisioni prese a livello ministeriale. Quale disegno ha in mente per la base navale e l'arsenale?
"La questione dell'arsenale è un'altra faccenda. Mio padre ha lavorato in arsenale per 40 anni ed è morto di cancro ai polmoni per aver lavorato con l'amianto, ovviamente a sua insaputa. La Marina militare deve ancora chiarire molte cose come la questione dell'inchiesta del 2004, sulla discarica abusiva a cielo aperto chiamata Campo di ferro, piena di sostanze tossiche come amianto e uranio impoverito, nella zona ridosso al mare e in prossimità delle case, con la pericolosità delle polveri volatili di amianto che disperdendosi nell'aria causano gravi patologie a tutti i cittadini. Senza dimenticare le altre sostanze tossiche trovate dentro al Lagora, e ancora ai Murati vivi di Marola e alla possibile presenza di sommergibili nucleari della Nato dentro ai bacini, per cui le autorità della Marina militare non hanno mai emesso un protocollo di sicurezza e di emergenza in caso di grave incidente. Ecco chiarito quello che si fa dentro all'arsenale, blindato dalle autorità stesse, allora possiamo iniziare a parlare di progetti per la città e di stabilire una relazione significativa che porti ad un'idea condivisa di politiche sul territorio".

Il lavoro, uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Quale ricetta per il territorio spezzino e quale contributo lei potrebbe dare da Roma in questo senso?
"Promuovere il lavoro in città e in provincia ripartendo dalla tutela del territorio e prendendo da esso ciò che di buono offre. Coltivazioni km 0, produzioni dal basso e consorzi per l'imprenditoria giovanile legate al turismo e alla produzione dei nostri prodotti tipici, potenziare un turismo non usa e getta ma organizzato e finalizzato alla conoscenza dei nostri posti con modalità direi più didattiche sia in città con i nostri musei, sia nelle nostre meravigliose terre intorno. Vista la presenza di un Centro di arte contemporanea si potrebbe potenziare l'indotto intorno ad esso e caratterizzare il Centro sulla formazione permanente della didattica dell'arte contemporanea per bambini e docenti, in collaborazione con studenti e docenti delle nostre scuole, e si potrebbe potenziare e sostenere la piccola impresa con apertura nel centro città di attività artigianali, artistiche legate anche alla attività museale.
L'idea è sostenere attività che vengono dal basso, ma con uno sguardo diverso che vede unito, il sociale con la libera professione. Un'imprenditoria solidale e non ferocemente competitiva, in linea con la nostra visione di società: lavorare meno, lavorare tutti".

Analisti e addetti ai lavori ritengono probabile la necessità di un accordo post elettorale per la creazione di un governo. Se il suo partito fosse coinvolto nella decisione di andare al governo con forze politiche che al momento sono vostre avversarie quale posizione terrebbe?
"Nessun accordo e nessuna intesa con chi non si riconosce nei nostri punti, che sono il nostro cuore e che non vogliamo svendere per una poltrona. Nessun accordo con chi sostiene il Jobs Act, la Legge Fornero, la Buona Scuola, il Decreto Minniti... Si può incidere a anche stando fuori, perché saremo nelle strade, nelle piazze e in tutti quei luoghi dove è richiesta e necessaria una visione di umanità e di solidarietà. Non porgiamo il fianco agli incitatori di odio oggi troppo presenti, non distinguiamo categorie tra i poveri: i poveri sono poveri, punto. Non chiediamo un sistema di sicurezza basato sullo stato di polizia ma politiche sociali efficaci che garantiscano il benessere di tutti e che finora non sono state attuate o attuate malamente e talvolta, spesso, in collusione con la criminalità".

L'Italia, l'Europa e l'euro. Dentro o fuori? E a quali condizioni?
"Siamo fermamente contro ai trattati così come fino adesso sono stati gestiti, dall'alto e in nome di una economia di mercato che precarizza e abbruttisce le condizioni del lavoro. Siamo quindi per dire la nostra all'interno della Comunità europea, che deve essere un luogo pluralista dove nessuno mette il cappello e detta le leggi dell'economia e del lavoro. Siamo per costruire un'Europa che non crei muri ma che sappia e voglia gestire il flusso migratorio vivendolo come valore aggiunto e che si mettano in atto tutte le possibili situazioni di mutuo aiuto".

Buona parte del dibattito politico affronta temi poco sentiti dalle nuove generazioni. Convinca una giovane neolaureata a rimanere in Italia.
"Che cosa dire a un giovane per trattenerlo qui? Penso a mio figlio e ai miei studenti, ai quali dico di lavorare e studiare ciò che amano profondamente, farlo con passione e non farselo scippare e sporcare in nome del mercato e del lavoro "utile". Fare ciò che si ama paga e diventa davvero vera competenza. Se tutto questo poi porta i giovani a cercare esperienze fuori da qui, ben venga: l'importante è che questo accada per il desiderio di conoscenza e non per necessità o altro. Questo vale per tutte quelle persone che sognano una vita in un altro luogo, che cercano nuove possibilità per poter dare parola ai propri sogni. A tutti loro dico di non smettere di lottare e di credere che cambiare è possibile!".

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