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Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Maggio - ore 15.47

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Caso festa al Camec, tanto rumore per nulla

Asti, Rampini e la segretaria Caduchi rispondono alle domande dei commissari chiarendo ogni aspetto della vicenda.

in commissione
Caso festa al Camec, tanto rumore per nulla

La Spezia - Opportuna o meno, condivisibile o no, sulla festa organizzata nei locali del Camec, di fatto, ieri pomeriggio è stato chiarito ogni aspetto. E, al netto di un errore materiale nel trascrivere una data, sono state scritte paginate d'inchiostro per nulla.
Prendendo le mosse dal polverone mediatico (o forse alimentandolo) il consigliere Massimo Caratozzolo ha chiesto la convocazione della commissione, di cui è vicepresidente.
"Sono rimasto perplesso per l'utilizzo del museo per una festa con musica da discoteca e dagli atti ho visto alcune stranezze. Come è possibile iniziare a novembre a pubblicizzare così massicciamente, con prevendita, un evento deliberato solo il 14 dicembre?", ha chiesto in apertura.

La risposta è giunta dall'allora assessore alla Cultura, Paolo Asti: "Riporto qua una email giunta agli uffici in maniera formale il 12 novembre: in questa Idol Art chiede conferma di date, della dotazione di sicurezza e del versamento di 3 euro al Camec per ogni ticket staccato. E si fa riferimento a un primo scambio del 7 novembre... insomma l'organizzazione dell'evento a novembre era già avanzata".
"E' assolutamente normale - si è inserito Rampini - iniziare a promuovere un evento che si realizza in uno spazio pubblico ancora prima di avere la certezza assoluta che si svolga. Anche perché questa la si ha solo al momento del sopralluogo della commissione di vigilanza. Ricordo che il concerto di Bob Sinclar cambiò location il giorno prima, e il tutto con biglietti già venduti, manifesti e pubblicità esposti... Noi abbiamo iniziato a promuovere la festa al Camec, ma avevamo una alternativa potendo contare sull'ospitalità del Glamour".

Caratozzolo ha dunque puntato sull'opportunità di suonare musica da discoteca in un museo, ritenendola inadatta.
"Questa è una posizione opinabile: la house ha radici profonde nella musica e il Idol Art parte proprio da uno degli idoli di Paolo Fiorellini, artista sarzanese, e in questo format si trasla all'interno di un museo cittadino. Crediamo molto nel valore di questa proposta, tanto che ha suscitato l'interesse di musei di Berlino, Amsterdam e Madrid".

Donatella Del Turco ha sollevato l'altro punto emerso nella prima commissione, quello della destinazione del denaro raccolto da devolvere in beneficenza.
"L'evento è finito in passivo: abbiamo incassato 7.690 euro vendendo 218 biglietti, ma abbiamo avuto spese per 8.148 euro - ha proseguito Rampini -. Ma mille euro li volevamo comunque versare al Camec, oltre ai 900 per i biglietti. Ma vista tutta questa polemica ci siamo fermati e li verseremo a qualche ente come Tender to Nave Italia o la Fondazione Francesco Conti, non appena questa vicenda sarà conclusa".

"Per una volta che il Camec incassa qualcosa - ha ironizzato Fabio Cenerini - ci siamo già bruciati i soldi con queste due commissioni. Anzi, ne abbiamo spesi il doppio...".
"Normalmente quando si fa beneficenza si dice prima o no? E come mai non avete ancora versato niente?", ha domandato Federica Pecunia.
"Abbiamo atteso di chiudere i conti, e abbiamo dovuto sollecitare la fattura, facendo notare agli uffici che avevamo un accordo per 300 visitatori, anche se ne abbiamo avuti meno. Ricevuta la fattura dal Comune l'abbiamo pagata e abbiamo potuto chiudere la pratica, ma subito dopo è scoppiato questo polverone", ha replicato ancora Rampini.
Accesso agli atti, violato consegna di riservatezza. Pubblicato su giornale.

Altra stranezza da chiarire: la commissione di vigilanza che si sarebbe svolta il 16 dicembre, di domenica.
A rispondere in questo caso è stata Loana Caduchi, segretaria della commissione di vigilanza: "Ci siamo riuniti il 15 dicembre, di sabato, per la festa al Camec e per l'evento di Telethon. Il verbale sulle verifiche svolte al Camec è stato inviato via email da me alle 14.26 del 15 dicembre ed è stato registrato dagli uffici il 17, primo giorno utile".

Paolo Manfredini e Roberto Centi hanno chiesto di più sulla festa e hanno sottolineato che la promozione della cultura potrebbe seguire altre strade, ma Rampini ha difeso il connubio tra la house e l'arte moderna, facendo notare che molti partecipanti hanno ammesso di non essere mai stati al Camec prima.
"Sull'indirizzo politico accetto una opinione diversa da quella dell'amministrazione, che ha comunque il diritto di scegliere. La valorizzazione di uno spazio murale passa anche da eventi come questo: se dal Camec sarà esportata in importanti musei in Europa è motivo di orgoglio. Mi fa piacere che siano venuti alla festa l'europarlamentare Brando Benifei e il presidente di Carispezia Andrea Corradino, con il quale ho parlato di futuri eventi da poter organizzare insieme proprio nella struttura di Piazza Battisti. Se non è valorizzazione questa...".

Rampini ha concluso manifestando l'amarezza per la vicenda e per essere stato messo alla gogna senza reali motivi: "Non credo che organizzeremo altri eventi con le amministrazioni pubbliche dopo questa esperienza".
Da ogni parte i consiglieri hanno spinto l'organizzatore della festa a non demoralizzarsi e a non mollare, prima di perdersi sull'effettiva utilità della convocazione della commissione.

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