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Caso Banchero, Battistini chiama in causa il Collegio sindacale della Asl

Caso Banchero, Battistini chiama in causa il Collegio sindacale della Asl

La Spezia - "Non vi sono dubbi: la maggioranza regionale targata Lega Nord non vuole, per mere questioni di partito, applicare criteri di trasparenza anche quando in gioco potrebbe esserci il rispetto della legge". Lo afferma, intervenendo nuovamente nelle tematiche della sanità, il consigliere regionale di Rete a sinistra/Liberamente Liguria, Francesco Battistini.
"Un fatto - prosegue il consigliere - che rischia di essere particolarmente grave visto che a non assicurare la legalità potrebbe essere addirittura il Consiglio Regionale che, lo ricordiamo, è organo legislatore. Dal 4 agosto scorso non si fa altro che parlare della presunta mancanza dei requisiti del direttore sanitario di Asl 5, la dottoressa Maria Antonietta Banchero. La stampa e le opposizioni picchiano su un punto tanto preciso quanto macroscopico mentre dall’altra parte non si ricevono risposte, come se al governo della Regione non ci fosse altro che un sacco da pugilato pronto solo a incassare. Esiste una sentenza definitiva del Tribunale di Milano, sezione del lavoro, che afferma come la Regione Lombardia abbia escluso a giusta ragione la dottoressa Banchero dall’elenco degli idonei al ruolo di direttore sanitario - ricorda Battistini -.
Per il giudice, esaminati gli incarichi, la dottoressa Banchero non avrebbe i requisiti previsti dalla normativa nazionale per ricoprire l’incarico: 5 anni di attività dirigenziale, nei 7 anni precedenti la nomina, svolti con diretta responsabilità di risorse umane e finanziarie.
Una sentenza, questa, che fu pubblicata circa un mese prima della nomina in Asl 5 e che dunque avrebbe dovuto esser nota ai vertici della sanità ligure. Noi, in questi mesi, abbiamo portato l’argomento, in Regione, più volte perché su un fatto di potenziale gravità assoluta avremmo gradito intervenisse, con energia, la politica.
Abbiamo, così, elaborato un corposo ordine del giorno per impegnare la giunta a verificare i requisiti in possesso della professionista e nel caso a rimuoverla dall’incarico.
Con profonda amarezza rileviamo come la maggioranza compatta abbia respinto il nostro provvedimento proprio nella stessa mattina in cui approvava una norma, quantomeno discutibile, per assegnare ai direttori delle Asl la tutela legale. In relazione a ciò non possiamo che chiederci: aver voluto inserire un articolo al Collegato al Bilancio 2018 per assumersi le spese legali sarà una casualità o si tratterà, invece, di una norma ad personam?
Comunque sia noi, visto che la politica ha abdicato al suo ruolo di garanzia, grazie a una maggioranza arrogante, abbiamo intenzione di chiamare in causa l’organo di controllo e verifica della Asl 5: il Collegio sindacale.
Invieremo a loro, nei prossimi giorni, tutta la documentazione in nostro possesso e chiederemo loro di fare ciò che Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lista Toti non vogliono fare: chiarezza.
Per concludere: il Decreto del Presidente numero 484 del 1997, all’Articolo 1 comma 4, dice che è compito del direttore generale verificare i requisiti e i titoli del direttore sanitario all’atto della nomina. In Asl 5 questo è avvenuto o no?
In caso contrario saremmo davanti a un atto di grave negligenza.
È penoso che il dottor Andrea Conti continui a giustificarsi dicendo che si è limitato ad attingere, bovinamente, dal registro regionale degli idonei.
Il direttore generale ha responsabilità che vanno ben oltre lo scaricabarile.
Una di queste sta nella verifica del possesso dei requisiti e dei titoli dei professionisti da lui nominati.
Anche su questo punto, dunque, chiediamo al Collegio sindacale di verificare e intervenire con rapidità e appropriatezza".

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